Un vero gioiello, quel museo. Fa parte del circuito Plus Tate Group il Firstsite, nuovo centro d’arte nell’Essex inglese griffato Rafael Viñoly

Inserirsi in un contesto in cui il peso della storia si fa sentire, rende più difficile il compito di un architetto, più difficile e più stimolante insieme: è il caso della competition internazionale che in Inghilterra ha visto l’uruguaiano Rafael Viñoly vincitore su altri 100 concorrenti, per la costruzione di un nuovo centro per le […]

Rafael Viñoly – Firstsite (foto Will Pryce)

Inserirsi in un contesto in cui il peso della storia si fa sentire, rende più difficile il compito di un architetto, più difficile e più stimolante insieme: è il caso della competition internazionale che in Inghilterra ha visto l’uruguaiano Rafael Viñoly vincitore su altri 100 concorrenti, per la costruzione di un nuovo centro per le Arti Visive inaugurato lo scorso 25 settembre a Colchester, nell’Essex. Un museo contemporaneo, da 28 milioni, inserito in un lembo di paesaggio nella parte est della città, contornato da giardini vittoriani del 18°secolo e antiche rovine romane.
L’idea cardine del progetto vincitore sta nella morfologia del nuovo corpo di fabbrica, un semicerchio prezioso, ricoperto di pannelli in lega di rame e alluminio dorati. Raffinato dunque, perché – grazie al colore scelto per il rivestimento – ricorda a sua volta un ritrovamento archeologico (un monile spezzato),  rispettoso perché non troppo autoreferenziale come solo molti musei contemporanei sanno essere, ad un solo piano, e leggermente staccato dal suolo, per far si che le rovine interrate restino indisturbate.
3200 mq totali, suddivisi in aree espositive, shop, auditorium da 190 posti, spazi per la didattica e amministrativi, bar/ ristorante e terrazza all’aperto. Un edificio funzionale ad accogliere mostre temporanee, non avendo una collezione permanente a diposizione, con un ampio corridoio curvilineo che funge da connettivo di smistamento ed accompagna il visitatore lungo il percorso espositivo. Dotate di ampie finestrature, le stanze godono di un’illuminazione naturale combinata a poetiche viste dell’esterno, fatte di antichità e verde.
il Firstsite – questo il nome – sceglie di inaugurare con Camulodunum, mostra dedicata alla storia e alla cultura della città, capitale dell’impero Romano in Gran Bretagna, in cui accoglie un grande mosaico restaurato prima posto nel Castello, oltre ad opere di Barbara Hepworth, Henry Moore, Al Weiwei, Andy Warhol ed altri. Inserito nel circuito Plus Tate Group, in centro pare destinato a dare ulteriore prestigio ad una cittadina dell’Essex che già ogni anno accoglie 4,5 milioni di visitatori.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.