Tu Degas? Io Matisse. A New York, botta e risposta scultoreo (e milionario) fra Christie’s e Sotheby’s

Se Christie’s si fa aggressiva con la scultura di Degas – vedi link qui sotto -, Sotheby’s non sta certo a guardare. E nella vendita Impressionist and Modern Art Evening Sale, il 2 novembre a New York, risponde da par suo con una superstar come Matisse, e con il bronzo intitolato Nu de dos (1er […]

Henri Matisse - Nu de dos (1er état)

Se Christie’s si fa aggressiva con la scultura di Degas – vedi link qui sotto -, Sotheby’s non sta certo a guardare. E nella vendita Impressionist and Modern Art Evening Sale, il 2 novembre a New York, risponde da par suo con una superstar come Matisse, e con il bronzo intitolato Nu de dos (1er état), alto 188 cm, stimato 20-30 milioni di dollari.
Questa vendita rappresenta solamente l’inizio dell’offerta di quattro bronzi monumentali di Matisse, dei nudi in bassorilievo conosciuti con il nome Les nus de dos (the Backs) creati nel 1908-09. Ognuna delle opere presentate è stata ideata individualmente nel corso di due decadi, rappresentando così una completa testimonianza dell’evoluzione stilistica dell’artista. I bronzi provengono dalla Fondazione Burnett di Fort Worth in Texas, acquisiti nel 1982 dalla collezione di Norton Simon che li aveva comprati dal patrimonio dell’artista nel 1966.

– Martina Gambillara

Quattordici anni, già milionaria. È la danseuse di Degas la stella della vendita Impressionist and Modern Art di Christie’s New York

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
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