Spoil system del nostro Stivale. Come complicarsi l’esistenza in quei rari casi ove tutto va al meglio. Paolo Baratta “licenziato”, alla Biennale di Venezia arriva Giulio Malgara

La notizia, essenzialmente, è questa: la Biennale di Venezia ringrazia Paolo Baratta per il lavoro svolto, e si prepara – salvo improbabili ripensamenti – a sostituirlo alla presidenza con Giulio Malgara, dal 1 gennaio 2012. Mettiamo subito in chiaro una cosa, a scanso di equivoci: nessun rilievo sulla persona individuata a succedere a Baratta. Giulio Malgara, 73 […]

Giulio Malgara

La notizia, essenzialmente, è questa: la Biennale di Venezia ringrazia Paolo Baratta per il lavoro svolto, e si prepara – salvo improbabili ripensamenti – a sostituirlo alla presidenza con Giulio Malgara, dal 1 gennaio 2012.
Mettiamo subito in chiaro una cosa, a scanso di equivoci: nessun rilievo sulla persona individuata a succedere a Baratta. Giulio Malgara, 73 anni, laurea ad honorem in Economia Aziendale conferitagli dall’Università Cà Foscari di Venezia nel 2002, vanta una carriera manageriale che lo mette al riparo da critiche. Ex Presidente dell’UPA, l’associazione che raggruppa le maggiori società che investono in pubblicità, ex presidente e titolare dell’azienda alimentare Chiari e Forti, è il fondatore  e presidente del consiglio di amministrazione dell’Auditel, la società di rilevazione dei dati d’ascolto televisivi. Lasciando sullo sfondo la facile ironia, ovvero di un governo guidato dal tycoon tv Berlusconi che piazza in un posto chiave qualcuno a cui sono così legate le sorti – anche pubblicitarie – delle reti televisive, possiamo solo augurarci che Malgara sappia mettere a frutto tanta esperienza anche in un ruolo delicato come quello di presidente della Biennale.
Ma c’è subito un’altra domanda alla quale vorremmo dare risposta, altrettanto essenziale: perché? Perché, con tutti i problemi che si trova sul tavolo, il governo decide di rinunciare ad un condottiero del valore di Baratta, il cui lavoro a Venezia era riuscito a mettere d’accordo praticamente tutti, forte peraltro dell’appoggio di Comune, Provincia e Regione? Perché interrompere un progetto che dava frutti indiscussi – a testimoniarlo ci sono i record di pubblico, dalle Arti Visive al Cinema -, in un momento così delicato? Chi porterà avanti ora, con quella lucidità che Baratta era nelle condizioni di mettere sul tappeto, i grandi progetti di allargamento “edilizio” della Biennale nei tantissimi spazi dell’Arsenale che hanno iniziato il loro processo di recupero? Chi condurrà la trasformazione degli spazi espositivi nel Sestiere di Castello in una vera piattaforma culturale (la più grande d’Europa) attiva ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno? E, già che ci siamo, chi si occuperà della nomina del direttore della prossima Biennale di Architettura prevista tra soli 10 mesi?

– ha collaborato Tommaso Speretta

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