Riello contro Riello. Brand industriale e brand artistico a confronto in quel di Venezia. Tra pop e dadaismo…

Dopo anni di equivoci, domande e battute sull’omonimia con la famosa ditta veneta, Antonio Riello ha deciso di prendere la questione di petto. Ha alzato il telefono e ha chiamato il signor Riello in persona, quello di bruciatori e caldaie, chiedendogli di collaborare al suo nuovo progetto di mostra. La ditta di Legnago, divertita, ha […]

Antonio Riello

Dopo anni di equivoci, domande e battute sull’omonimia con la famosa ditta veneta, Antonio Riello ha deciso di prendere la questione di petto. Ha alzato il telefono e ha chiamato il signor Riello in persona, quello di bruciatori e caldaie, chiedendogli di collaborare al suo nuovo progetto di mostra. La ditta di Legnago, divertita, ha accettato, e ha fornito all’artista una serie di attrezzature.
Negli spazi della Galleria Michela Rizzo di Venezia, a partire dal prossimo 29 ottobre, saranno esposti dei bruciatori – uno, molto grande a terra, e tre piccoli a parete – sui quali l’artista è intervenuto sostituendo il brand originale con il proprio, rappresentato, naturalmente, da una firma. Gli oggetti industriali, con un gesto di chiara ascendenza duchampiana, si trasformano così in sculture, ma lo stile Riello resta inconfondibile nell’attitudine pop, ironica e spiazzante (alcuni bruciatori sono stati laccati di rosso, per richiamare il colore simbolo dell’azienda).
La mostra, curata da Martina Cavallarin, si intitola Original Riello, con ovvio riferimento al gioco operato sul brand. E i lavori, possiamo ben dire, sono più che “originali”, sono Riello al quadrato…

– Valentina Tanni

www.galleriamichelarizzo.net

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • hm

    ma la felpa gliel’ha regalata lapo elkann? evidentemente tarocchi si nasce .

  • AeT

    mi ricorda Gerry Scotti col riso Scotti…