Ottava arte, in primo piano. Ancora due aste dedicate a New York, Phillips De Pury ribadisce l’opzione per la fotografia

Fotografia terreno di Phillips De Pury. La predilezione della casa d’aste per il mezzo non è una novità, ma a ribadire il primato arrivano ora due nuove vendite, il 4 ottobre nella sede newyorkese di Park Avenue. Da capogiro gli highlights dell’asta di Fotografia, che includono il Portfolio dei Beatles di Richard Avedon del 1967, […]

Ansel Adams - Mt. Williamson Sierra Nevada from Manzanar California

Fotografia terreno di Phillips De Pury. La predilezione della casa d’aste per il mezzo non è una novità, ma a ribadire il primato arrivano ora due nuove vendite, il 4 ottobre nella sede newyorkese di Park Avenue. Da capogiro gli highlights dell’asta di Fotografia, che includono il Portfolio dei Beatles di Richard Avedon del 1967, stimato 350-450mila dollari; Black and White Vogue Cover (Jean Patchett) di Irving Penn del 1950, stimata 200-300mila; Bernd e Hilla Becher con Cooling Towers, Ruhr District, del 1983, stimata 80-120mila; il Torso di Man Ray del 1930, stimata 70-90mila dollari.
Tra i classici, alcune stampe al platino di Horst P. Horst, Classical Still Life (1937), Houdon Still Life (1939), stimate 30-40mila dollari, e Lisa with Harp (1939), stimata 25-35,000; Untitled di Edward Steichen degli anni Venti, stimata 30-50mila. Ben rappresentate anche la Fotografia di strada e di moda. La prima con due portfolio di Garry Winogrand, Women Are Beautiful (1981), 70-90mila dollari, e Fifteen Photographs (1974), 40-60mila, oppure con William Klein, Boy and Dollar (1955), 15-25mila, e Berenice Abbott. La fotografia di moda viene raccontata da esempi classici e contemporanei come Avedon, Horst P. Horst, Peter Lindbergh e Helmut Newton.
Sul fronte del contemporaneo, Handelingenkamer Tweede Kamer der Staten-Generaal Den Haag III, 2004, di Candida Höfer, 50-70mila dollari; Larry Clarks, Tulsa, 1980, 40-60mila, come Teenage Lust, 1981; Massimo Vitali, Riccioni (#0056) Red Bikini, 30-50mila; Vik Muniz, Migrant Mother, after Dorothea Lange from Pictures of Ink, 2000, 20-30mila; Hiroshi Sugimoto, Chrysler Building- William Van Alen, 1997, 20-30mila dollari. E ancora molti molti altri grandi nomi come Stéphane Couturier, Valérie Belin, Ahmet Ertug, Bill Henson, Alex Prager, Robert Polidori, Steven Klein, Sebastião Salgado, Shirin Neshat, Darren Almond, Laura Letinsky.
La seconda sessione, The Arc of Photography: a Private East Coast Collection presenta nomi come Nadar & Adrien Tournachon, Alfred Stieglitz, Man Ray, Edward Weston, Lee Miller, Alexander Rodchenko, André Kertész, Henri Cartier-Bresson, Gerhard Richter e Bruce Nauman. Una rara stampa ai sali del breve periodo in cui Nadar & Adrien Tournachon collaborarono, Pierrot with Fruit, 1854-1855, rappresenta uno degli highlights della vendita, stimata 150-200mila dollari; inoltre, il ritratto di Georgia O’Keeffe di Alfred Stieglitz, 1935, 120-180mila; André Kertész, Distortion—Self-portrait with Carlo Rim, 1930 e Self-portrait with Still Life of Vase & Book, 1926-1927, entrambi a 40-60mila dollari. Altri nomi più contemporanei come Marina Abramovic, Robert Frank, Robert Gober, Cindy Sherman, Irving Penn, Dennis Oppenheim, Lee Friedlander e William Wegman, o più storici come un autoritratto di Edgar Degas del 1895, Nadar, Gertrude Käsebier, Stanislaw Ignacy Witkiewicz.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • silvia b

    E’ UNA VERA INDECENZA !

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