Nascita e sviluppo di un linguaggio. Il Victoria & Albert Museum inaugura una nuova esposizione permanente dedicata alla storia della fotografia. Dai dagherrotipi al 1960…

Fondato nel 1852, il Victoria&Albert Museum di Londra è stato il primo museo al mondo a collezionare ed esporre opere fotografiche. E la sua raccolta, vasta e piena di pezzi storici fondamentali, lo testimonia. Finalmente, gran parte di questo tesoro sarà visibile al pubblico in maniera permanente, all’interno di una nuova area ristrutturata per l’occasione. […]

Il Victoria & Albert Museum di Londra

Fondato nel 1852, il Victoria&Albert Museum di Londra è stato il primo museo al mondo a collezionare ed esporre opere fotografiche. E la sua raccolta, vasta e piena di pezzi storici fondamentali, lo testimonia. Finalmente, gran parte di questo tesoro sarà visibile al pubblico in maniera permanente, all’interno di una nuova area ristrutturata per l’occasione.
La mostra inaugurale, aperta lunedì scorso, comprende capolavori di grandi nomi come Henri Cartier-Bresson, Alfred Stiegtliez, Ansel Adams e Diane Arbus, ma soprattutto un vasto corpus di scatti che racconta la nascita e l’esplorazione del nuovo linguaggio, coprendo il periodo storico che va dall’invenzione della fotografia (1839) al 1960. Il pezzo più antico, un’immagine di Parliament Street a Londra, è un dagherrotipo del 1839. L’esposizione verrà rinnovata ogni diciotto mesi, per dare spazio a tutta la collezione, e includerà ogni volta un focus su un particolare fotografo (il primo appuntamento è dedicato a Julia Margaret Cameron).

– Valentina Tanni

www.vam.ac.uk


CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.