Milano Design Weekend: il design incontra l’arte? A Brera va in scena un dialogo… per voce sola! Almeno c’è la foto-visita guidata di Artribune

Dovevano darsi del tu, secondo le intenzioni. Finisce che alla meglio si rivolgono un freddissimo “voi”: a malapena si guardano da lontano. Arte e design a braccetto per il Milano Design Weekend, antipasto di Fuorisalone volutamente tematizzato con l’incontro tra le due discipline: e allora facciamoci un giro a Brera (e dintorni), luogo di sintesi […]

Let's Spritz! @ Calligaris

Dovevano darsi del tu, secondo le intenzioni. Finisce che alla meglio si rivolgono un freddissimo “voi”: a malapena si guardano da lontano. Arte e design a braccetto per il Milano Design Weekend, antipasto di Fuorisalone volutamente tematizzato con l’incontro tra le due discipline: e allora facciamoci un giro a Brera (e dintorni), luogo di sintesi per antonomasia tra arte e… quant’altro. Fatte salve le visite guidate a studi di architettura ed architetture fatte e finite, resta il piacevole bighellonare per negozi di arredamento che pure, in barba alle promesse, ben poco offrono oltre le consuete, splendide, collezioni da catalogo.
Non ha sudato sette camicie Piero Lissoni per Boffi: il suo Solferino Rainbow offre alle vetrine dello showroom il dichiarato effetto Dan Flavin… tutto qui?!? Delusione pura da Kartell: la promessa delle 7 Electric Chairs disegnata da Robert Wilson per la Scala è del tutto disattesa. I pezzi restano in teatro, nonostante sito web e vetrofanie in situ sostengano il contrario. Calligaris ci mette lo Spritz e Pininfarina, papà del nuovo tavolo Orbital; da Moroso ti dicono che ne hanno abbastanza dei loro designer: niente artisti. Ma allora perché partecipare all’iniziativa?
A riequilibrare la situazione ci pensa Febal, con le sette ceramiche che Vanni Cuoghi ha dipinto – stile azulejos – rovesciando miti di ieri e di oggi in onore della vendetta; ma anche Florim con le sculture cartacee di Caterina Crepax. Chiudi il giro da Atelier Du Projet, che trasforma via San Carpoforo in un piacevole lounge bar da strada e rimandi il tutto ad altre zone della città. Magari il matrimonio tra arte e design si tiene altrove…

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.