London Updates: torna la seconda edizione di Sunday. La più fighetta (ma forse anche la più riuscita) delle fierette fighette. Con presenza italiana da decifrare: ultimi nelle gallerie, primi nelle riviste

Dopo aver debuttato nel maggio del 2010 a Berlino ed essersi affermata, con un’edizione di buon successo anche di pubblico (5mila persone secondo gli organizzatori, non sappiamo quanti secondo “la questura”), durante l’artweek londinese dello scorso ottobre, la fiera Sunday torna a Londra per il secondo anno negli spazi della University of Westminster su Maylebone […]

Sunday 2010 (foto Andy Keate)

Dopo aver debuttato nel maggio del 2010 a Berlino ed essersi affermata, con un’edizione di buon successo anche di pubblico (5mila persone secondo gli organizzatori, non sappiamo quanti secondo “la questura”), durante l’artweek londinese dello scorso ottobre, la fiera Sunday torna a Londra per il secondo anno negli spazi della University of Westminster su Maylebone Road, non troppo distante dalla sede di Frieze dentro Regent Park e proprio di fronte al trashissimo museo delle cere di Madame Tussauds.
Organizzata da tre gallerie e sponsorizzata dalla Zabludowicz Collection (che presenta le sue mitiche edizioni limitate), Sunday si inserisce nel filone di quelle fiere un pelino radicalchic (chi ha detto “fighette”? Vi abbiamo sentito eh…) che puntano alla clientela delle più gggiovani e internazionali gallerie private. Un filone di piccole fiere che ha tra i suoi esponenti principali Independent a New York, Fruit, Flower & Clouds a Vienna, Abc a Berlino: sostanzialmente la stessa fiera, con le stesse gallerie che cambia nome (a seconda degli organizzatori, l’unica cosa a modificarsi) e location di città in città. Insomma, lo avrete capito, tasso di autoreferenzialità elevatissimo. Che però a Londra, almeno queste erano le sensazioni dello scorso anno, veniva un po’ stemperato dall’atmosfera amichevole della fieretta. Allestimenti minimali ma comprensibili, apparato di eventi divertente, bar iper-economico (a Londra la cosa vale doppio). Quest’anno saranno anche serviti cocktails firmati Ryan Gander e al cibo provvederà Engine, mitico food-truck londinese (noi stiamo ancora ai camion-bar in mano al racket di note famiglie…) che sforna leccorniose ciabatte calde con formaggio halloumi biologico o chorizo.
In assenza quest’anno di Norma Mangione, le gallerie italiane presenti (si veda in calce la lista completa) si limitano alla portabandiera Francesca Minini che propone Francesco Simeti. Più cospicua, anzi diremmo anomala, la percentuale tricolore nella nuova sezione-editoria di Sunday. Su cinque riviste, due sono londinesi (Frieze e The Art Newspaper; beh, siamo a Londra), ma ben tre sono italiane, il 60%: cura, Kaleidiscope e Mousse, che è anche tra i main partner dell’evento. Ci lamentiamo tanto, ma evidentemente siamo il paese leader assoluto d’Europa nell’editoria culturale a quel che sembra…

La lista delle gallerie
Arcade (London) – Caroline Achaintre, Maria Zahle
BolteLang (Zürich) – Bianca Brunner
Cole (London) – Robin Footitt, Ian Homerston
Croy Nielsen (Berlin) – Joshua Petherick, Hugh Scott – Douglas
Gaudel de Stampa (Paris) – Dove Allouche, Jessica Warboys
Laurel Gitlen (New York) – Allyson Vieira
Hopkinson Cundy (Auckland) – Kate Newby
Tanya Leighton (Berlin) – Oliver Laric, Dan Rees
Limoncello (London) – Sean Edwards
Luttgenmeijer (Berlin) – Matt Connors, Susanne M. Winterling
Francesca Minini (Milan) – Francesco Simeti
motinternational (London/Brussels) – Florian Roithmayr
Motive Gallery (Amsterdam) – Aurelien Froment, Pierre Leguillon
taro Nasu (Tokyo/Osaka) – Ryan Gander, Taka Izumi
Neue Alte Brucke (Frankfurt) – Tim Davies, Simon Fujiwara
New Galerie (Paris) – A Kassen
On Stellar Rays (New York) – Brody Condon, Debo Eilers
Proyectos Monclova (Mexico city) – Christian Jankowski
Supportico Lopez (Berlin) – Franziska Lantz, Zin Taylor
Tulips & Roses (Brussels) – Raimundas Malasauskas

Dal 13 al 16 ottobre 2011
Ambika P3
35 Marylebone Road – Londra
sunday-fair.com

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  • francescor

    anche Supportico Lopez alla fin fine è italiana…

  • Due errori:

    -non siamo alle olimpiadi, ma facciamo il gioco del medagliere italiano. Quante medaglie all’italia?

    -elogiamo due riviste italiane “Moussoscope” (molto meglio Mousse) che tendono ad essere intese come opere d’arte e che fotografano la scena internazionale senza apportare e stimolare confronto critico.

    Stiamo analizzando i fregi e i dettagli del sottotetto quando i problemi sono nelle fondamenta della casa. Parlo della “Casa Italia” (per rimanere in tema olimpiadi) e solo parzialmente della casa estero.

    http://whitehouse.splinder.com/