London Updates: atmosfera grigia per l’arte contemporanea da Sotheby’s, ci pensa l’Italian Sale a salvare la serata

Grande serata delle aste da Sotheby’s. Si comincia con il consueto appuntamento “italiano”, che quest’anno si chiama 20th Century Italian Art and Italian Identity – an important private collection e totalizza oltre 21 milioni di sterline. Un catalogo di tutto rispetto comprende opere di alcuni importanti maestri del nostro paese, dai “classici” Giorgio Morandi, Alberto Burri, […]

Grande serata delle aste da Sotheby’s. Si comincia con il consueto appuntamento “italiano”, che quest’anno si chiama 20th Century Italian Art and Italian Identity – an important private collection e totalizza oltre 21 milioni di sterline. Un catalogo di tutto rispetto comprende opere di alcuni importanti maestri del nostro paese, dai “classici” Giorgio Morandi, Alberto Burri, Lucio Fontana ad alcuni protagonisti dell’Arte Povera e della Transavanguardia. Molti i compaesani in sala, folto ed attento il pubblico intervenuto. In ogni caso, come per un motore diesel, l’avvio è davvero molto lento. Passano in cavalleria dei Morandi che rasentano, nonostante le esortazioni del battitore, la stima iniziale. L’atmosfera comincia a scaldarsi con Negativo – Positivo di Carla Accardi, il quale nonostante chiuda con soli 120mila pound accende la prima competizione tra collezionisti. La seguono a ruota L’uccello di fuoco di Afro (360mila £) e un Achrome di Piero Manzoni (950mila), entrambi contesi tra continui rialzi. Lo stesso vale per The corn queen di Salvatore Scarpitta. Mentre il banditore sta per convalidare l’offerta di un collezionista con il terzo colpo di martelletto, un compratore al telefono rialza in extremis riaprendo la gara che porterà ad un prezzo finale di 480mila £.
Si raggiunge il parossismo con Combustione Legno di Alberto Burri che da una stima di 800mila – 1.2 mln arriva a 2,8 mln. La spunta uno dei tanti acquirenti telefonici, questi ultimi di gran lunga superiori a coloro che alzano la mano in sala. Tra questi, tuttavia, c’è qualcuno che si porta a casa dei Concetti Spaziali di Lucio Fontana, alle modiche cifre di 700mila e 800mila £. Momento di imbarazzo, invece, per un Pino Pascali, Bambu, battuto in sala, in seguito ad un misunderstanding a 650mila £, poi ribattuto alla somma definitiva di 620mila. Va molto male uno splendido Leoncillo, Taglio (Bozzetto Grande Mutilazione), a dimostrazione del grande lavoro di promozione che si deve ancora fare su questo straordinario artista.

Se con l’Italian Sale Sotheby’s ha dovuto confrontarsi con una maggiore prudenza da parte dei collezionisti, percepibile nei gesti misurati, nella cautela che ha caratterizzato la competizione, ma si può ritenere molto soddisfatta, con l’appuntamento seguente dedicato all’arte contemporanea si è dovuto fare i conti con la realtà. Atmosfera loffia, per un catalogo che comunque comprende delle teste di serie dell’arte contemporanea e che tuttavia non riesce ad ingolosire il pubblico che pure è accorso numeroso e che non ha lasciato la sala dopo il primo confronto, concludendo con oltre 17 milioni di sterline. E mentre fuori, in Bond Street, i manifestanti protestano contro la guerra, dentro non si batte chiodo. I lotti si susseguono velocissimi. Takashi Murakami, stimato tra i 400 e i 600mila sterline, chiude con 350. Il Leone d’oro Christian Marclay va bene, ma non fa sognare realizzando 65mila sul suo Yellow Silence (The Electric Chair) stimato tra i 30 e i 50. Il ritratto dei fratelli Gallagher, stimato 350 – 450, viene venduto a 270. Il Miquel Barcelò che dà “il volto” alla copertina del catalogo (stima: 1,4 – 1,8) chiude con 1,5 mln, tanto che il banditore commenta It’s a shame!, è una vergogna! Peter Doig finisce la corsa con 1,3 mln, ben duecentomila pound sotto la stima, e così via. Non va molto meglio persino per Andy Warhol, Lucian Freud – malgrado la recente scomparsa -, Marc Quinn e Damien Hirst. Sorprendentemente, invece, fanno un colpaccio un Senza Titolo di Jacob Kassay (stima: 50 – 70mila, prezzo in asta: 120mila) e un Leon Kossof, A street in Willesden, acquistato da una collezionista in sala per 580mila £. Si riconferma, infine, il successo di Cy Twombly.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • whitehouse

    In un primo momento i faretti neri mi sembravano i piccioni di Cattelan; poteva essere una buona idea proporli così in asta, anche per sottolinerare questa atmosfera grigia ed inquieta. Avrebbero raggiunto ottime quotazioni.

    lr

  • francesco

    non dimentichiamo il grave invenduto di boetti, con una mappa che non raggiunge la riserva di 700k sterline e invece il successo del cavaliere di marino marini aggiudicato al telefono a 2.3 M di sterline.

    Nota di colore: Tobias Meyer è entrato in sale solo per fare le telefonate dei due Burri, aggiudicandosi il primo. Stesso cliente importante oltreoceano?