L’arte non va più in tv. E menomale! Guardate la fine fa che l’ospitata di Achille Bonito Oliva (“vergogna dell’arte contemporanea”) a Mi Manda Rai Tre

La domanda è: nausea o sorriso? Già, perché prima di entrare nel merito, non si può che affermare che la televisione – e la Rai, che è quel che più interessa tutti come finanziatori di un presupposto “servizio pubblico” – ha dato l’ennesima prova (e non ce n’era davvero bisogno) di superficialità e volgarità. E […]

La domanda è: nausea o sorriso? Già, perché prima di entrare nel merito, non si può che affermare che la televisione – e la Rai, che è quel che più interessa tutti come finanziatori di un presupposto “servizio pubblico” – ha dato l’ennesima prova (e non ce n’era davvero bisogno) di superficialità e volgarità. E quel che è peggio è che si parlava – più o meno – d’arte, che quando guadagna l’agognata vetrina televisiva quindi la sputtana in tal modo. Salvo poi sopprimere le uniche occasioni in cui si rivela efficace e coinvolgente, vedi Daverio e Passepartout. Di che parliamo? Dell’ultima puntata di Mi manda Raitre, che in tema di rimostranze di consumatori contro presunte truffe, ospitava anche il televenditore e contrastatissimo “esperto d’arte” Andrea Diprè.

A confutare le cui ragioni era stato convocato un tranquillo Achille Bonito Oliva, che mai si sarebbe aspettato – mancando in studio Vittorio Sgarbi – di essere investito da una raffica di urla e insulti che ha pochi precedenti, ma molti motivi per imbarazzare tanto il conduttore quanto i malcapitati spettatori. Grossolanamente ripercorrendo certe uscite del vittorione nazionale, Diprè si è lasciato andare – ma vedete tutto nel video, preso a prestito da Repubblica.tv – a una mitragliata di “ma chi ti conosce???”, variamente conditi da “sei una nullità”, e “sei la vergogna dell’arte contemporanea”, all’indirizzo di un impassibile ABO, che poi ha tentato di ribadire all’indiavolato Diprè (che vedete anche nel video tratto dalle sue trasmissioni). A ciò si riduce anche l’arte quando si affaccia al moloch televisivo: una diffida a chi buca di più lo schermo, alla stregua di una fidanzata cornificata in cerca di lacrime facili. Speriamo ci rinunci definitivamente…

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  • Margaretha

    Ma questo Diprè quanto è idiota? Meglio di una barzelletta.

    • Gened

      Come ti permetti di parlare così di di Diprè. Dovresti rispettare una persona che all’arte italiana ha fatto solo del bene , promuovendo artisti italiani e portando.i a livelli internazionali. Diprè è riconosciutomall’estero come un autorità indiscussa per quanto riguarda l’arte contemporanea italiana internazionale.

      • Bernhard

        Dai Andrea, smettila. Lo sappiamo che lo hai scritto tu questo commento. Torna a Telepace, che fai più bella figura.

      • V PER VENDETTA

        DIPRè SEI IL PIù GRANDE TRUFFATORE DELLA STORIA DELL ‘ARTE VAI A LAVORARE IN MINIERA E POI SINCERAMENTE TI DIVERTI A FAR DIFFAMARE IN GIRO DA PERSONE CHE PAGHI GENTE CHE Fà IL TUO MESTIERE MA A DIFFERENZA TUA NON SI FANNO DARE 10 000 MILA EURO DA GENTE INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE VERGOGNATI TRUFFATORE DIFFIDATE DA ANDREA DIPRè ! ! ! !

  • Marco

    Ma chi e’ sto deficiente che imita Sgarbi???? Ah ah che coglione

  • Luciano lombardi

    Ma vi rendete conto noi artisti in che mani siamo???

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Caro Luciano, hai perfettamente ragione…invece di guardare in TV queste maschere parlanti di figure tracagnotte vestite a mo di sgarbi… fai come me: vai al fiume più vicino a contemplare le anitre selvatiche e goditi questo spettacolo suggestivo e unico della natura…

  • eldo

    Troppa differenza di età tra i due critici d’arte.
    La scena dimostra, comunque, che hanno anche loro un bel rovescio della medaglia… e, nello stesso tempo, che un giovane sosia di Sgarbi sta avanzando.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Si questo sta avanzando nella palude dell’arte l’altro bene o male si è abituato e ci sta bene.

      • Cristiana Curti

        Posso capire non ti gusti l’Achille, ma non si combatte con queste pagliacciate!

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Cara Cristiana, non piace l’arroganza del potere.. ma la libertà del pensiero.

    • Cristiana Curti

      Avanzando? Ma lo si sa chi è? Sembra un giovanetto, ma vende porcherie da oltre dieci anni in televisione (canali satellitari). Ma neanche a Telemarket o simili lo hanno voluto. Non è un critico, di arte non sa niente se non quello che basta per citare “informale” e “figurativo” ogni tre per tre (non a caso si definisce esperto di manierismo ma non parla mai di arte antica…); è un piazzista che fa il suo mestiere. E’ una Wanna Marchi periodo scioglipancia. Bene fece ABO a neppure battere ciglio.
      Il problema, piuttosto, è costituito dalla TV generalista che chiama a misurarsi due tizi che fra loro sono come il cavolo a merenda. Come invitare la Parietti a dissertare di astrofisica con la Hack, vedere la soubrette che grida “chi è questa qua?” alla Hack e nessuno che la butta fuori.

      Caro Savino, meglio davvero andare sul fiume a rilassarsi… beato te, io per trovarlo devo fare chilometri e di anitre selvatiche, da queste parti, ne passano pochine.

      • hm

        – E’ una Wanna Marchi periodo scioglipancia. –

        mitica, da piccolo la vedevo sempre in piazza maggiore a braccetto con la figlia stefania porno addicted eroinomane —> http://www.youtube.com/watch?v=jDWDi96mlmo

        il paragone parietti hack mi sembra un attimo esagerato .

        • Cristiana Curti

          Pensa che la Wanna scioglipancia era perfino simpatica. Aveva, mi pare, un tempio della bellezza da qualche parte fuori città. E al massimo ti impastricciava di fango. Proprio come fanno le marche blasonate.
          Sul paragone Parietti-Hack ti do ragione. La Parietti è più colta del suo omologo artistico.
          Comunque, tranquillo, ora che anche lui è stato in RAI come minimo lo schiaffano al Padiglione Italia 2013.

          • hm

            – Sul paragone Parietti-Hack ti do ragione. La Parietti è più colta del suo omologo artistico. –

            veramente pensavo fosse più gallina.. io il tizio non l’ho mai visto in trasmissione, però da come l’hai descritto un minimo di arte ne sa, mentre la parietti di astrofisica penso non ne sappia veramente mezza . di carne selezionata dal macellaio invece credo che sia una vera intenditrice . no dai il padiglione italia 2013 è di lapollon elkann —> http://www.youtube.com/watch?v=kdjVGkq0tOs

          • Cristiana Curti

            Caro hm, hai un’anima da filologo… Però non mi dispiacerebbe un Paditalia del “bel” lapo, i gadgets dovrebbero essere una cosa seria, almeno, non come quella povertà da bidonvilles di quest’anno. Chiedo scusa per il desvio, ma, tanto, anche questa non era mica una notizia… Si fa per ridere.

          • hm

            – Però non mi dispiacerebbe un Paditalia del “bel” lapo –

            sì molto per ridere .

          • Cristiana Curti

            Certo che la tv è proprio una gran dannazione! Prima gli Elkann e poi i Dipré… ma dove andremo a finire? Se si va avanti così potrebbe anche accadere che le veline diventino consiglieri regionali.

          • Si certo Cristiana, …si fa per ridere. Ma ti assicuro che questo “campione” di “televisione italica” non mi ha fatto ridere per niente. Come non mi fanno ridere (quando, per fortuna raramente, mi capita d’imbattermici) i vari talk-show che sono diventati tutti, chi piu’ chi meno “shout-show”. Quel che, sopratutto, non mi fa ridere e’ pensare e sapere, che solo da noi questo titpo di trash-tv non solo viene tollerato ma, evidentemente, viene persino incoraggiato. Pure io sono convinto che il pubblico non sia cosi’ becero e che “soddisfare il lato peggiore”, purtroppo cosa fin troppo facile, finira’, o prima o poi, di essere “producente” in termine di ascolti … ma forse sono solo un povero illuso.

          • Cristiana Curti

            Caro Luciano, sfondi una porta aperta. La sensazione di nausea a volte è insopportabile. E stupisce sempre più che la RAI, pur bacchettata per ogni dove perché sciommiotta senza freni la tv commerciale, non intenda più rinunciare, neanche con conduttori nuovi, a porcherie del genere.
            Ma la verità è anche che l’arte – tranne un “rotocalco” settimanale appena sufficiente, non tanto per i servizi quanto per la verve – non trova posto in TV.
            Un tempo non c’era però bisogno di rappresentare l’ “arte” in televisione, i programmi erano già artistici per proprio conto (teatro, concerti, non tanta roba, ma buona, eseguita da straordinari professionisti, a partire dai telegiornali).
            Finiremo tutti in riva al lago (padule) con Savino a vedere il passo delle anatre, mi sembra la cosa migliore in assoluto da farsi. Così il Dipré starnazzerà per i fatti suoi, a me basta sapere che la “gente” (noi) non ci casca così facilmente.

          • Il consiglio di Savino e’ ottimo, anch’io, appena posso passo qualche ora ad osservare le anetre ed i gabbiani che mi hanno sempre affascinato… e se ne senti nostalgia te ne regalo poco piu’ di un minuto :
            http://www.lucianogerini.it/c/

          • Cristiana Curti

            Grazie, Luciano, un pensiero davvero squisito. Meno male che è condivisibile.

          • :-) fa parte di una serie ( vedi, se vuoi, /a /b /c /d) originariamente accessibile via QR e legata al lavoro che ho presentato a Venezia Ca’ Zanardi al Padiglione Tibet

        • Cristiana Curti

          Ma ti pare? Se Lapo “fa” il Paditalia, io divento Ruandese.

          • hm

            non è poi tanto inverosimile se ci pensi . in fondo suo padre in tv viene spacciato per alto intellettuale .

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Cara Cristiana, non mancherà l’occasione: se capiti in Toscana vieni pure a trovarmi – ti porterò al palude di Fucecchio, dove abbondano le anitre selvatiche…
        un bel sogno per te.

        • Cristiana Curti

          Sono spesso in Toscana, non me lo dire due volte. Fucecchio e il suo padule sono posti onirici, che fortunato che sei!

      • Paola

        Concordo, il problema come al solito parte dalla trsta che, in questo caso, è la RAI dove lavorano nei programmi persone così ignoranti da non capire la differenza abissale che c’è fra ABO e tale Dipè che appunto è una sorta di Vanna Marchi dell’arte.
        Che momento patetico!! e ABO non si dovrebbe prestare a confrontarsi con personaggi oscuri come il sedicente critico invitato da mi manda RAI TRE.

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Gentile Paola, un “pensatore libero”, quando va in TV, non lo fa per puro desiderio di mettersi in mostra nel video, ma di far venire a galla la sottocultura e il conformismo che essa comunica al pubblico.

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        SIAMO FINITI TUTTI NELLA PALUDE DELL’ARTE ? COME USCIRNE?

        Si dice che il sistema dell’arte contemporanea è in crisi: ed è vero. L’arte è andata a fondo nella pudrita palude e non riesce più ad uscirne. Ma, essendo l’arte, null’altro che strumento di comunicazione e trasmissione di sapere, quando si dice che essa si presenta impaludata in se stessa, (autoreferenziale) si dice che sono in crisi tutti i suoi addetti ai lavori o almeno gran parte di essi che ne fanno parte a pieno titolo.

        Chi dunque, tra quelli che oggi costituiscono l’eccellenza dell’arte italiana e tra gli esperti d’arte non fanno parte della palude? E’ cosciente ABO (considerato critico esperto del settore) di farne parte a pieno titolo? Perchè non si pronucia su questa palude dell’arte? Perchè non prende posizione? D’altra parte con quali strumenti dialettici si possa sostenere la tesi sul valore di un’artista o di un’opera d’arte immersa nella palude?

        Ovviamente, ABO a differenza di Dibrè, sa usare bene il proprio cervello e si guarda bene di uscire fuori dalla palude dell’arte (TV, GIORNALI, MUSEI, GALLERIE, MERCATO) . E’ troppo comodo restarci – produce immagine, prestigio, gloria e anche ottimi ranocchi, goffi rospi, tanti aborti e tanti soldi. La palude dell’arte è specializzata a trasformare il capitale simbolico dell’arte in capitale finanziario e viceversa. Per questo usa tutti i mezzi possibili! Si produce arte solo per venderla? E’ questo il nocciolo della questione! L’arte da chi viene promossa solo dai media, dall’economia finanziaria o dalla politica?

        Ma quelli che non sono esperti d’arte, come ABO, non sanno distinguere nella palude i rospi dalle rane dorate. ABO si! Per questo i rospi saranno sempre ricacciarli nel loro habitat naturale! Saranno sempre insufficienti nel controbattere e quindi saranno dominati dal sapere degli altri.

        E’ la loro non conscenza della società in cui vivono: (la storia di fenomeni storici, sociali, artistici) – è l’incapacità di comprendere i complessi fenomeni che regolano il contemporaneo che li porta a rimanere goffi rospi insignificanti. Così diventa un gioco da ragazzi’ sparare su i vari Diprè in giro nelle Tv:. E’ come sparare sulla croce rossa. E’ la loro incapacità di affrontare con strumenti linguistici adeguati la produzione di merci a mezzo di segni.

        A questo punto, quando nello stagno dell’arte – gli artisti e le merci sovrabbondano, la crisi si fa più acuta e dolorosa, gli addetti ai lavori escono allo scoperto dal cupo stagno e si fanno sentire: come avviene adesso in Italia e nel Mondo. Una crisi che esplode e si riflette nelle acque torbide della palude dell’arte e poi sull’intera società, e ci fa dire che tutto fa schifo e che il sistema dell’arte è marcio.

        Da tutto questo consegue necessariamente la seguente conclusione: uscire dalla palude, significa ridare dignità all’arte, significa operare nell’autenticità e nella libertà. Significa coscienza individuale non compromessa. Prendiamo in considerazione, per esempio, un genio indiscutibile: Duchamp. Se appena nato, fosse stato portato a vivere ed operare nelle acque torbide della palude, non sarebbe mai diventato Duchamp che conosciamo.

        Oggi conosciamo tanti artisti e critici di successo, ma è difficile che ci capiti di conoscere un solo vero genio. Quando un’artista opera fuori da questa palude mondana, borghese, mercantizia, (se non altro), può mettere a frutto con tutti i mezzi e tutte le opportunità una critica chiara, proficua e risultati che riescono a conseguire dell’incredibile.

        • Rodolfo, milano

          bel commento savino!

  • Diprè … poverino!
    Lui ci crede pure di essere un critico d’alto livello …

  • Dulcolax

    Non non ci crede è un comune truffatore alla wanna marchi..

  • Lucy

    guardando il secondo video, è chiaro che si tratti di un volpone
    arricchito a prender per il c… la gente..
    .. la cosa pazzesca è che la gente ci casca pure.
    Ma se ancora oggi esistono i maghi o quelli che ti tolgono il malocchio
    e i vari ciarlatani che trovi sulle 300 reti televisive satellitari questo buffone
    ormai non stupisce più di tanto.
    Tipico imbonitore da fiera…
    L’Arte non c’entra proprio nulla con questa nefandezza.

    • hm

      dici che è meglio il fratello pittore di gene gnocchi intervistato per mezzora da daverio ad artefiera? —> http://www.striscialanotizia.mediaset.it/inviato/inviato_charlie_gnocchi.shtml
      non è che si tratta di feticismo da tv alla fine? del tipo quello che va su italia1 è ok mentre quello che va su italia7 no? alla fine i quadri di charlie gnocchi non penso siano molto diversi da quelli che propone il bauscia lì . poi ho anche molti dubbi sulla roba che ha sempre proposto benito oliva .

  • Ma vende almeno? altrimenti è proprio un poveraccio.
    Sarebbe stata una buona occasione per una lezione d’arte in prima serata ma ahimè si tratta di una trasmissione di disperati per disperati. Achille difenditi!

    • Cristiana Curti

      Non è interessato a vendere le opere altrui (sfido chiunque…), ma a vendere se stesso. E’ l’emblema patetico e caricaturale di quello che in modo più blasée fanno molti altri pennivendoli e parolai che infestano altri “professionistici” consessi. Io, di nuovi-nuovi ne conosco almeno altri quattro o cinque (un po’ più strutturati di questo tipo) che stanno già imbonendo il web e, da fuori, qualche università o istituto che si lascia fregare da due o tre parolette ben azzeccate. Ma il brodo (dell’incultura totale e della truffa ideologica) è sempre lo stesso. A costui date qualche anno e lo vedremo sommerso da folle adoranti di ragazzine e ragazzini in attesa di un “passaggio per la notorietà”. Che enorme tristezza!

  • queste cose accadono perchè non esiste opinione pubblica, come se domani mussolini iniziasse a pontificare a porta a porta.

    • hm

      magari . direbbe sicuramente frasi più sensate di vespa & co . e il plastico della casa di cogne glielo infilerebbe nel posto più appropriato .

  • Michele De Luca

    Capra, capra, capra, capra, capra, capra, capra… Non a B.O, s’intende!…

  • Luisa Valeriani

    Lo scandalo a mio avviso non è nel comportamento di tal Diprè, per il quale l’invito a Rai 3 e per di più con una star come Bonito Oliva è un’occasione talmente miracolosa che va sfruttata ad ogni costo per guadagnarsi il quarto d’ora di notorietà che non si nega a nessuno (Warhol docet). E dal momento che nella nostra povertà mediatica chi buca lo schermo è uno come Sgarbi, con i suoi modi educati e raffinati, niente di più facile, per chi è senza fantasia e a corto di argomenti, di imitarlo pedissequamente, ottenendo un qualche bagliore di riflesso.
    Quella che invece mi appare davvero grave e preoccupante è la scelta della trasmissione! Possibile che pensano di fare audience mettendo insieme due incommensurabilità? Possibile che non hanno una rosa di nomi che possa distinguersi da ABO per stile e orientamenti, ma comunque critici d’arte di professione? oppure galleristi, collezionisti, magari di gusti e tendenze culturali diverse da quelle di ABO? Non vorrei sembrare di parte con un giudizio pubblico così esplicito, ma lo sanno che ABO è probabilmente il miglior critico e storico dell’arte che abbiamo in Italia? Conoscono la sua lunga storia, che si intreccia così strettamente con la storia culturale di questo paese? Potrà essere simpatico o meno, potrà talvolta apparire pieno di sé (malattia peraltro molto diffusa nell’ambiente), ma certamente nessuno come lui ha inquadrato situazioni, inventato etichette di successo, scoperto e portato aventi correnti sempre in una logica di adesione al proprio tempo, una logica di risposta ad esigenze insorgenti, ecc. Ci sono, credo, solo un paio di nomi che possano misurarsi con lui, e uno di questi è Germano Celant, che vive peraltro in America da anni… Che audience si cerca di attirare, mettendo in scena l’isteria di un poveraccio che cerca di sfruttare la grande occasione porta su un piatto d’argento? Oppure il Diprè è un amico di casa, e il tutto è stato orchestrato proprio per dargli visibilità, ai danni di ABO? E questo sarebbe il canale tv “di qualità”? Mi dispiace sinceramente per Bonito Oliva, ma ancora di più mi dispiace per la delusione intellettuale che arriva anche dal 3.

    • hm

      aBO sa scrivere indubbiamente bene, ma in quanto a scelte artistiche per quanto mi riguarda ha sempre lasciato mooolto a desiderare .

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Scrivere bene e chiaro non basta: non sempre significa essere un buon critico! Se ad un critico d’arte chiedete, innanzi tutto di scrivere un testo leggibile e, in più di farvi comprendere il linguaggio dell’opera – se siete convinti che in un testo critico ci sia la chiave giusta alla comprensione, allora il testo è scritto bene per voi e non per il critico, l’artista, il mercato ecc.

        L’unica cosa che possiamo chiedere ad un’opera d’arte è di essere interessante, non banale… E’ questa è l’unica ragione che la giustifichi: – il tentativo di rappresentare l’autenticità del linguaggio dell’artista. Spesso i critici, (per soldi) scrivono testi seriali per giustificare opere prive di vita propria.

    • Francesca, Torino

      Luisia@ – ABO ha “inventato etichette” ! E’ questa sarebbe la funzione di un critico d’arte? Inventare etichette da attaccarre sulle confezioni? Questo sarebbe il grande salto di qualità della critica d’arte? Confezionare etichette che si coniugano al gusto e alla moda del pubblico-consumatore? Questo sarebbe il grande passaggio dal linguaggio consumistico della moda alla finta sovversione del linguaggio dell’arte che ABO realizza sul terreno della transavanguardia ovvero retroguardia artistica? Dov’è questo rinnovamento nell’arte?

  • Cristiana Curti

    In attesa di uscita ho appena letto una cosa divertente sul suo conto che condivido con chi ha un minuto: http://iradegliangeli.splinder.com/post/21347474/andrea-dipre-i-sassi-e-la-critica-artistica-intellettuale.

    • Paola

      Molto istruttivo….quasi da avere paura…e comunque credo che Diprè sia gay…

    • Paola

      Molto istruttivo….quasi da avere paura……

  • Fabrizio Spinella

    Risparmiateci, almeno qui, queste sceneggiate di infimo ordine. Chiedetevi, invece, per quale motivo (culturale, editoriale, logistico), una trasmissione del servizio pubblico favorisca una simile pagliacciata. Avessero invitato Paolini, il nto disturbatore, forse avrebbero fatto migliore figura. Quanto a Bonito Oliva, dev’essere diventato grullo per accettare di partecipare a una siffatta rissa, perché quando si litiga con un deficiente lo spettatore non coglie la differenza tra i contendenti. Solamente Sgarbi può consentirsi il lusso di fronteggiarlo, l’ha già fatto epicamente, Bonito è stato a suo tempo “bollito” da Sgarbi, che necessità c’era di mettere sul palcoscenico un Dipré (che purtroppo Bonito Oliva ha seguito in tv, tanto da potergli rinfacciare le sue comparsate in un canale che diffonde nottetempo pornografia: evidentemente, infatti, l’ha visto, facendo zapping)? Però, rilanciare l’episodio per fare “audience” anche su questo sito, oh, questo no…

    • hm

      scusa ma uno che si fa ritrarre in continuazione nudo sulle copertine e poi accusa diprè di fare pornografia fa un po’ ridere . inoltre non è grullo, gli piace farsi pubblicità . anzi direi che è molto furbo, è passato dalla parte del povero martire attaccato da un cattivone ignorante .

  • Fabrizio Spinella

    Dimenticavo: il conduttore e gli autori di quella trasmissione, dovrebbero essere messi nella condizione di non nuocere ulteriormente assecondando queste porcherie.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Fabrizio, è tutta la TV che nuoce alla salute.. Quale dei due è più rappresentativo? nella TV: ABO o Dibrè? Sono due inseparabili facce di una stessa medaglia che è quella della TV spazzatura. Il primo fa il narciso moralista, il secondo fa la comparsa nel circo dell’arte.

  • Cristiana Curti

    Fabrizio, ha ragione ad arrabbiarsi contro il servizio pubblico, perché davvero non è cosa buona quella che è stata fatta all’arte, tanto più che Dipré non è, dal punto di vista legale, propriamente un truffatore a meno che non illuda indebitamente garantendo vendite a seguito della sua “curatela ad personam”: allora il discorso cambia; neppure la Wanna scioglipancia era una truffatrice, fino agli scioglipancia…
    Dipré non ha tutti i torti quando afferma che anche alcune gallerie si comportano come lui (NON quelle per cui il nostro, scimmiottando sguaiatamente Sgarbi, paventa la supremazia di una “mafia dell’arte”, ma le inferiori dal punto di vista della qualità dell’offerta e del potere economico) chiedendo denaro agli artisti in cambio di visibilità e supporto “critico”: il banale affitto degli spazi e il contributo per il catalogo e gli inviti.
    Anche alcuni “curatori” osannati dalle cronache (come Luca Beatrice quando “curò” la mostra di Angiola Tremonti) si svendono per un piatto di lenticchie, e per svendersi intendo volontariamente adeguando la propria professionalità a chi si sa bene non essere un artista e farlo solo per denaro (anzi, è ASSAI peggio che a farlo sia un nome più famoso e titolato del Dipré).
    Il target cui questi venditori di sé si rivolgono è dei pittori “della domenica”, dei bricoleur, degli autodidatti senza però talento ma con la passione sincera e autentica che mantiene sempre accesa la speranza su cui fa leva la peggior pasta di imbonitura. Evidentemente l’Italiano gode a essere “incartato”…
    C’è quindi un aspetto della società italica che va esaminato e, possibilmente, messo al bando, a parer mio, in qualsiasi occasione fornita dal caso. Anche questa.
    Chiunque può essere un Dipré, basta che lo voglia (io – ripeto – ne conosco altri ben più smaliziati e più giovani del trentino), e malgrado il figuro abbia ricevuto sonori scorni da parte politica (sic) e professionale perché mai potrebbe esser un critico d’arte (e lo sa), è evidente che la tenacia (feroce) con cui costruisce il suo personaggio vince con coloro che non sono solo gli sprovveduti artisti-del-tinello ma anche gli adusi al genere arruffapopoli, coloro che utilizzano le persone come Dipré per costruire piccoli plotoni di arringatori di folle.
    Non dubito affatto, se la società (italiana ma non solo) non aprirà il passo a un cambio etico necessario su più fronti, che i Dipré saranno gli Scilipoti o i Borghezio di domani, uomini che sotto il vessillo moralizzatore, coltivano una moralità a proprio uso e consumo. Scilipoti è l’ago della bilancia del Governo (attualmente; se cambia legislatura m’impegno a inseguire con forcone coloro che lo votano) e Borghezio è eurodeputato (pare una contraddizione in termini, ma solo a noi che osserviamo, naturalmente).
    Non è un caso che il Dipré (sempre ossessivamente plagiando il mito rock, Sgarbi) sia “sceso” in politica. Purtroppo temo ne sentiremo ancora parlare, non è più così giovane come si crede (è sulla quarantina), ma ha ancora tanta strada davanti e le televendite, è evidente, non sono di sicuro il suo traguardo.
    Anche perché a un certo punto i poveri Carlo Massimo Franchi, stanchi di sborsare fior di centinaia di euro per qualche passaggio di 5 minuti su Skynonsochecanale, si passeranno pur la voce.
    Il mondo dell’arte è minimo. E ai Dipré sta molto stretto. Può darsi che fra qualche anno (l’italia è straordinaria in questo) un Dipré assessore alla cultura del Comune di Catanzaro o Verona impedirà per pura vendetta a ABO di portare a termine un progetto culturale internazionale che deve passare per quella città.
    E’ davvero così impossibile?

  • Luisa Valeriani

    p.s. Rileggendo quanto ho scritto mi accorgo che nella foga ho quasi più esaltato ABO che criticato la trasmissione. L’intento era esattamente il contrario. E ci tengo comunque a precisare che non ho né ho mai avuto rapporti professionali né men che meno personali con Bonito Oliva. Però mi occupo di arte contemporanea dalla fine degli anni ’60, e dunque leggo, scrivo, studio, curo mostre… e ABO non si meritava di fungere da puro strumento in una politica culturale che dà i brividi, perché opera di un servizio pubblico.

  • LISA DALLA BETTA

    Mi chiedo come faccia Dipré a considerarsi un critico d’arte e addirittura
    superiore ad una persona, all’avanguardia in questo campo, come Achille Bonito Oliva.
    Quando mi capita erroneamente di posizionarmi sul suo canale di Sky cambio subito
    perché non riesco neanche ad ascoltarlo!
    Ho ammirato la calma nell’ascolto e nelle risposte di Achille Bonito Oliva durante la trasmissione, un vero signore! Molto professionale

  • ale

    Mi pare che in tutti gli interventi non sia emerso un elemento che, se pur ovvio, è il sangue vitale di questa ennesima indecente storia televisiva: le persone che si rivolgono a questa sottospecie di individuo chi sono? Se esiste qualcuno che vuole a tutti i costi apparire è anche giusto che esista il classico furbo che specula. Esistono una infinità di gallerie d’arte che vivono perchè c’è sempre un pirla artista che paga. Cosi per ora è fatta la nostra società. Il problema vero per me è come far capire a tanta gente che dipinge che non basta un pennello e una tavolozza per sentirsi artisti. I critici dovrebbero contribuire a questa consapevolezza o anche loro devono guadagnare?

  • Lorenzo

    Non mi dite che c’è gente tanto sempliciotta da comprare i quadri consigliati da questo peracottaro!!

  • Ludovico Settembrini

    La Vanna Marchi dell’arte? Almeno quella vendeva bene la sua merce. Questo è un poverino che dopo aver lasciato il seminario ha tentato la carriera politica (per brevissimo tempo in un paesucolo del Trentino), e poi, non sapendo che fare, è passato per disperazione alle televendite, spacciandosi per critico d’arte e imitando malamente Sgarbi (di cui usurpò per un certo periodo anche il nome e di cui è solo una malriuscita caricatura). Fosse almeno un serio peracottaro, sarebbe già qualcosa,ma non riesce ad essere nemmeno quello.

  • ACHILLE E’ UN RE, CHI DICE IL CONTRARIO E’ SEMPLICEMENTE UN PRINCIPE.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Il Re è nudo! Ognuno vuole vestire i panni di un Re, fino a quando non è costretto a lasciare le scene… E nella sua carriera ABO da buon attore ha affrontato ruoli diversi: adesso siede sul trono nei panni di un funambolo.

      • Helen

        Caro Savino, alcuni Re portano novità ovunque vadano, altri quando se ne vanno…

  • Umbertide

    come si fa a paragonare Bonito Oliva (con quell’imperdonabile gaffe su Hegel – prontamente segnalata dal grande Camurri) con l’ Übermensch Diprè?

    http://www.youtube.com/watch?v=B9jEsZsI6ro&feature=youtu.be

  • Rosanna

    ANDREA DIPRE’ – CRITICO D’ARTE – “RE” DELLA MENZOGNA E DELLA TRUFFA

    DESTINATARI DI QUESTO MESSAGGIO :
    SE SIETE PITTORI e/o SCULTORI e/o APPARTENENTI AL MONDO DELL’ARTE, EVITATE QUALSIASI INCONTRO E CONTATTO CON ANDREA DIPRE’ PERCHE’ CON LA SUA ARIA MISTICA RIUSCIRA’ A RIPULIRVI IL PORTAFOGLI SENZA MANTENERE LE PROMESSE CHE VI FARA’.

    Scrivo questa mail, per rendere pubblica la mia avventura di Pittrice senza voler denigrare nessuno ma solamente per raccontare la verità dei fatti e la mia disavventura onde evitare che altri come me cadano in questa TRAPPOLA , perché di tale si tratta.

    Lo conoscete ANDREA DIPRE’ ?
    Faccio riferimento a quel “personaggio” che negli anni 80 rivestiva malamente il ruolo di critico d’arte. Si proponeva su canali locali padovani con affianco una “donnina” che si spogliava. E’ quel finto mercante d’arte che ancor ha il coraggio di presentarsi su qualche canale televisivo ma che d’ arte non ha alcun diritto ne titolo di studio ne diploma scolastico e/o universitario. Risulta essere un Avvocato in quel di Trento ma dicono che ultimamente sia stato radiato dall’albo.
    Faccio proprio riferimento a quel imbonitore televisivo, stile Vanna Marchi, che voleva e vuole ancor oggi imitare lo SGARBI ma che di quest’ultimo non è nemmeno la sua ombra ma solo la su CAPRA. Fatta questa premessa, racconto di seguito la mia storia che è anche quella di tanti Pittori e Scultori che sono passati nelle sue mani e sono stati “raggirati” con mille promesse da questo losco individuo.
    In una nottata invernale facendo un po’ di zapping tra i canali televisivi mi imbattei casualmente in un canale delle reti Sky dove vidi per la prima volta Andrea Diprè che come un “Evangelista” cercava nuovi artisti sconosciuti come fossero aghi nel pagliaio. Urlava e osannava cercando di convincere gli spettatori artisti. Rimasi stupita dal suo aspetto di “Reverendo Sant’Uomo” che in modo benevolo elargiva benevolenza e cercava altri artisti apostoli. Dopo averlo ascoltato attentamente cambiai canale più volte in altre reti televisive ma c’era ancora lui, cambiai nuovamente canale ma sempre il Dipré a predicare. Sembrava quasi che le reti digitali in chiaro fossero tutte sue. Mi convinsi a contattarlo telefonicamente e a parlargli di me, del mio hobby, delle mie passioni e dei miei desideri nel mondo della pittura e della scultura.

    Sin da bimba dipingevo ma mai nessuno si era accorta di me anche perché non mi ero mai presentata al grande pubblico. In pochi giorni si precipitò a casa mia, osservò tutte le mie opere attribuendo ad esse critiche lusinghiere e valutazioni con cifre esponenziali. Più vedeva le mie opere e più la cifra si elevava: 5000, 10000, 15000 fino a 25000 euro !!! Mi assicurò che io ero una grande artista, che avevo tutte le carte in regola per salire sull’olimpo dell’arte, che avrei venduto a rotta di collo senza problemi e che era stranissimo che nessuno si fosse mai accorto di me. Ci avrebbe pensato Lui a rendimi nota al pubblico e alla critica internazionale. D’altronde, affermava continuamente, che Lui aveva portato alla notorietà tutti gli Artisti da Lui scelti. La sola cosa necessaria per ottenere detto successo era quella di sottoscrivere con Lui un contratto di televendita Sky dove lui sarebbe stato il paladino delle mie opere. Così facendo mi avrebbe promossa all’opinione pubblica perché diceva “solo la televisione ti porta in casa di tutti”. Promise più e più volte che Lui, in prima persona, si sarebbe occupato delle presentazione e delle conseguente vendite delle mie opere. Mi raccontò di avere (?!) decine di canali televisivi, che aveva contatti con persone illustri nel mondo dell’arte, che aveva centinaia di clienti e collezionisti ovunque persino all’estero e più precisamente mi parlò del mondo Arabo dove il denaro scorre a fiumi. Sempre a fronte di detto contratto televisivo mi avrebbe condotto nei luoghi giusti per diventare famosa. Avrebbe organizzato ulteriori trasmissioni televisive con Artisti selezionati e che IO sarei stata un’ ottima candidata. Mi avrebbe inoltre concesso di essere presente ad importanti Biennali come quella di Venezia o Ferrara, ai Musei di Trento, in Gallerie d’Arte di Milano, alla Fiera di Padova e di Genova ed in altri posti per garantirmi e assicurare le vendite. Caspita !!! Io in televisione non ci sarei mai andata a vendere le mie opere perché non me lo potevo proprio permettere con uno stipendio di Insegnante però mi convinse che, a fronte di vendite da Lui “assicurate”, avrei potevo indebitarmi perché il rischio era assolutamente controllato. Mi convinse così a sottoscrivere un “contrattino” (su carta comune bianca senza alcuna marca da bollo) di quasi 6000 euro Iva compresa per un centinaio di trasmissioni televisive. Le trasmissioni erano il solo strumento ritenuto necessario per vendere. E qui iniziano le MENZOGNE. Mi fece firmare 6 assegni postdatati con scadenze prefissate promettendomi che avrebbe interrotto l’accordo e mi avrebbe rimborsato il residuo se le cose non fossero andate come previsto… una menzogna ! Mi disse che mi avrebbe avvertito prima di incassare ciascun assegno….un’altra menzogna ! Mi disse che avrebbe fatturato quanto incassato… un’altra menzogna ! Mi disse che avrebbe incassato solo a fronte di sole vendite… nuova menzogna !

    Mi disse, che mi avrebbe fatto esporre in varie Gallerie importanti….menzogna delle menzogne! Mi disse inoltre che mi avrebbe assicurato almeno una vincita a qualche premio importante…questa, a dire il vero, non era proprio una menzogna ma quasi, tant’è che si inventò il “Premio Padova” al quale invitò tutti gli Artisti che come me erano stati “raggirati” dalle sue fandonie di falso prete e fece vincere quasi tutti ! O primi o secondi o a pari merito si veniva premiati. Mi fece arrivare al secondo posto, eccezionale !
    Io chiesi di mettere nero su bianco tutte le promesse che verbalmente mi aveva fatto ma mi disse che purtroppo ciò non era possibile perché deontologicamente scorretto nei confronti di tutti gli altri artisti da DIPRE’ contattati. Ah giusto….perbacco ! Prima di tutto il rispetto del prossimo !!!
    Mi ero indebitata per ben 6000 euro, sudore della mia fronte, non certo per qualche trasmissione televisiva su canali sky digitali che nessun guarda, MA SOLO ed esclusivamente per tutte le “promesse” che mi aveva fatto.
    Per convincermi maggiormente delle reali possibilità di vendita e che si sarebbe personalmente interessato delle vendite, mi chiese le autentiche dei miei quadri che non mi restituì mai più. In verità se oggi volessi vendere qualche mia opera non lo potrei fare perché Lui possiede ancora oggi le autentiche dei miei quadri da me firmate. Questo per me si chiama FURTO !
    A titolo informativo preciso che delle 100 trasmissioni da me pagate ne furono trasmesse solamente poco più della la metà e anche questo a casa mia si chiama FURTO visto che ho saldato interamente il mio debito con lui ! Quasi tutte le trasmissioni mandate in onda venivano anticipate o posticipate da spot pubblicitari osceni e non congruenti alla mia professione. Tante trasmissioni avevano una qualità audio o video pessima, altre con forti disturbi televisivi. Il DIPRE’ giustificava e dava sempre la colpa ai temporali locali che fatalità giravano come la nuvola di Fantozzi tutti sulla la mia abitazione. Che sfortuna…perbacco !
    Da notare inoltre che le mie opere venivano sempre riprese in modo parziale perché coperte in modo incoerente da tante sue scritte pubblicitarie inutili e dal suo bel “faccione” che troneggiava sullo schermo. Quando io chiesi di ridurre le scritte mi disse che ormai la registrazione era stata fatta e non si poteva,… ma vah !!! Chiesi di interrompere le trasmissione ed annullare l’accordo ma mi disse che interrompere si ma annullare ormai era troppo tardi… ma vah !!! Chiesi le fatture di quanto avevo pagato ma mi disse che allora dovevo pagare il 20% di Iva in più … ma vah !!! Chiesi di permutare in altro modo l’accordo pattuito ma mi disse che non sapeva come fare… mah va !!! Chiesi di fare almeno una mostra in permuta alle trasmissioni ma mi disse che costava troppo… mah va !!! E avanti di questo passo con altre mie proposte e le sue continue negazioni.

    Intanto le mie vendite erano allo zero assoluto e niente si stava realizzando come da tante promesse. Man mano passavano i giorni, alle mie richieste, Lui si dileguava sempre più e da allora reperirlo diventò quasi impossibile tant’è che non si capisce nemmeno in quale strada di Trento abita. Speriamo sia la Finanza a trovarlo in fretta! Nemmeno alle mie raccomandate AR rispondeva. Ho telefonato a Sky ma mi dissero che Lui non lavorava con Sky e non aveva niente a che fare con Sky se non come semplice “noleggiatore a lungo termine” di una serie di canali digitali secondari che risultano essere per la loro qualità a basso costo. Forse sarebbe stato il caso di andare dai Carabinieri o dalla Finanza ma mi vergognavo di me stessa e tenni segreta tutta la mia amara delusione. Inoltre, con che coraggio potevo andare a fare una denuncia dopo aver firmato, anche se in buona fede, assegni postdatati e non avendo in mano alcuna pezza giustificativa valida ? Ora però ho voluto rendere pubblica la mia storia per il bene altrui anche se, per dignità, permettetemi di rimanere anonima. Non cercate quindi il mio nominativo tra i pittori e/o scultori perché si tratta solo di un alias.
    VI CHIEDO DI GIRARE A TUTTI I VOSTRI AMICI PITTORI O SCULTORI E/O CONOSCENTI QUESTA MAIL CON LA MIA STORIA SOLO AD UNICO SCOPO DI BENE.
    Le vostre personali deduzioni le potete fare anche andando a vedere i tre video di “Mi manda Rai Tre” :
    http://www.youtube.com/watch?annotation_id=annotation_125028&feature=iv&src_vid=AOtOZVjhvwY&v=OoRpc9EqTV0
    http://www.youtube.com/watch?v=jTtAuqXx0vg&feature=fvwrel
    http://www.youtube.com/watch?v=AOtOZVjhvwY

    Un saluto ed un augurio a chi ha fatto dell’arte il suo mestiere.

    Rosanna Faccinbeni
    Vicenza Settembre 2012
    [email protected]

  • Dal meglio di Achille Bonito Oliva su Liquida:

    http://www.liquida.it/achille-bonito-oliva/#middlebox_3_3_530eb2df

    • Lapo Montecchi

      “Faccio riferimento a quel “personaggio” che negli anni 80 rivestiva malamente il ruolo di critico d’arte.”

      Signora Rosanna Faccimbeni, vorrei precisare che Andrea Diprè nel 1980 aveva 6 anni,quindi credo si stia sbagliando.