L’ultima promozione per Francesca Minini. Ci sarà anche lei ad Art Basel Miami Beach, fra le tredici guerriere italiane

Una crescita costante, con una progressiva ed inarrestabile penetrazione – in relativamente pochi anni di attività – nei gangli più vitali ed elitari dell’artworld internazionale. Che, per una galleria d’arte, si traduce ormai in accesso alle fiere d’arte più prestigiose, e di conseguenza ai collezionisti più selezionati. Questo il cursus della milanese Francesca Minini, che […]

Art Basel Miami Beach
Art Basel Miami Beach

Una crescita costante, con una progressiva ed inarrestabile penetrazione – in relativamente pochi anni di attività – nei gangli più vitali ed elitari dell’artworld internazionale. Che, per una galleria d’arte, si traduce ormai in accesso alle fiere d’arte più prestigiose, e di conseguenza ai collezionisti più selezionati. Questo il cursus della milanese Francesca Minini, che tuttavia si è già trovata in passato bersaglio degli strali dei soliti maligni, certi del ruolo che gioca il cognome della gallerista, datole dal padre Massimo, potentissimo mercante in Brescia. Tutto da verificare, e per di più – verrebbe da aggiungere -, anche se fosse, sarebbe così grave? Peraltro in una società familistica ed ereditaria come quella italiana, dove una bella fetta di galleristi la galleria se l’è addirittura trovata bella e fatta da papà, senza neanche scomodarsi ad aprirsene una a sé stante? Non è vero, come costantemente si tenta di farci credere, che una tara di questo paese siano i “raccomandati” o i “figli di”. Il problema sono gli incapaci, gli inetti. Certo, quando le due cose coincidono è ancor più grave, ma non è questo il caso.
Accantonando le prevedibili dietrologie, il dato è questo: la Minini debutta ad Art Basel Miami Beach, una delle tredici gallerie italiane presenti in Florida dal 1 al 4 dicembre prossimi. Una in più dell’anno passato, ma con nomi pressoché tutti confermati: chi ce l’ha se lo tiene, l’agognato (e costosissimo, alla faccia della “crisi”) stand. Confermate dunque le presenze di Continua di San Gimignano, delle milanesi De Carlo, Kaufmann Repetto, Raffaella Cortese, Lia Rumma, Stein, Zero, della torinese Noero (salta invece l’appuntamento Soffiantino), di Artiaco e T293 da Napoli, della romana Magazzino, mentre torna dopo un anno di stop Prometeogallery (Milano).

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  • Il punto non è la parentela. Il punto è capire quali criteri determinano questa selezione. Perchè Francesca Minini ha una proposta mainstream identica a molte gallerie italiane escluse e a mille e mille, gallerie internazionali. Spesso è difficile capire il confine l’abile tra Arte ed ikea evoluta/Modernariato (il confine è determinato dalla consapevolezza dell’artista e dal suo lavoro rispetto il presente e la storia).

    Per tornare a noi, anche in questo caso giocano luoghi e pubbliche relazioni appropriate. Quindi non è sbagliato sostenere che la materia delle opere che propone questa galleria è fatta di luogo e relazioni.

    http://whitehouse.splinder.com/post/25663168/_

  • Bè credo che nessuno se l’aspetti, un mio commento…invece vediamo un po’ cosa mi viene oggi. Un pizzino per Francesca? Ma si, via. Potrei dire che no, io non c’entro, che non faccio nulla per spingere, che s’è fatta da sola. Invece proviamo a dare una risposta ‘alla De Carlo’ come dico io, visto che è uno bravo e simpatico
    ( dico sul serio….) A me è dispiaciuto che F.M. se ne andasse da qui dopo quattro anni di tirocinio, ma l’ho anche spinta a farlo. Un babbo o mamma fanno ombra in questi casi ed è meglio filare via. cambiare aria, cambiare città. Comunque già stare a Brescia è stato un mio vezzo e non c’era bisogno di altri gesti. A Milano ha avuto nostra assistenza logistica, ogni tanto abbiamo dei trasporti in comune, ma niente di più; ha anche avuto due artisti ‘classici’ della mia galleria che hanno esposto da lei. Buren e Dan Grahm.Mica male. un bell’appoggio. Ma Dan un giorno mi ha detto che preferiva una galleria giovane ad una decoitta…
    Per il resto la Milanese s’arrangia e fa il suo programma con artisti giovani che non so doive vada a pescare, cos’ come io facevo i miei coetanei all’epoca.
    Essendo io il Fondatore, come mi hanno definito, lei non può essere che un d’après, e magari quando le commissioni scelgono, quel nome sicuramente gioca qualcosina. Ma una mica può cambiare nome per far piacere alla truppa.
    A parte la perentela, i criteri che determinano la selezione in una fiera sono tanti. Essendo io stato in molti comitati li conosco e li ho anche spiegati e scritti sul Flash Art di Ottobre.. Consiglio di leggere. Divertente con un finale a sorpresa..
    Comunque Miami/Basel non è poi la fine del mondo. Io ad esempio non ho mai voluto andarci, non ho mai fatto la domanda e non sono mai andato nemmeno a Miami a vedere la fiera, ma solo per pigrizia. Volevo andarci quest’anno, giuro, ma mi sono rotto una gamba…. Faccio Basilea/Basilea da 35 anni filati e mai Miami.
    Così, avranno pensato i giurati/Colleghi, prendiamo F. di qua e M. di là, per pareggiare i conti…
    Difficile dare giudizi sull’attività di qualcuno così strettamente connesso. Che dire?
    A me pare che stia facendo strada, magari un po’ lentamente ma con costanza. Le gallerie che scottano fanno più alla svelta. F.M. non è una galleria che scotta, ma forse terrà alla distanza.
    Caratteristica di famiglia.
    Comunque si da’ troppa importanza alle fiere come alle aste ed alle quotazioni, mentre non si parla mai dei contenuuti. Essere selezionato in quelle quattro fiere al mondo è importante, è un giudizio di valore, ma ci sono anche gallerie che non fanno le fiere ed hanno tutto il nostro rispetto. La Fiera è un luogo che si paga salato. Essere in quelle quattro fiere è difficile. Quello che conta è l’immagine globale che una galleria proietta di sè nel mondo (dell’arte). A comporre questo ritratto concorrono molti fattori. Il programma è alla base, ma anche la serietà, la professionalità, gli orari d’apertura, la presenza in atre fiere, le collaborazioni con i musei, ma anche la simpatia della persona può contare.
    E Francesca è proprio simpatica. Per me l’hanno fatta passare così. E poi è oramai più conosciuta di me. Quindi la domanda corretta non è: “come mai FM è a Miami?” ma :” come mai MM è ancora a Basilea?”. Penso che mi farò raccomandare per essere preso a Miami.
    MM

    • whitehouse

      “CONTENUTI”

  • Massimo Minnini e’ e rimane un Grande!!! Splendido “commento”.

  • gluca

    Che invidia per Francesca,
    imparare da uno come Massimo
    Massimo Ti adoro
    g.m.

  • Francesco Raccomandini

    Brava brava!!! Un pó come far parte del comitato di selezione del MiArt con la galleria appena aperta!!! Che vergogna!!!