La Abramovic vende il loft. Chi si vuol comprare il pied a terre newyorkese di Marina? In rete le fotografie delle case comprate e vendute dai vip, e non mancano gli artisti contemporanei…

In rete ormai è diventata una mania. I siti che mettono il naso nelle compravendite immobiliari dei vip spuntano come i funghi, offrendo una panoramica oggettivamente divertente sui gusti – nonché sull’entità dei conti in banca – di un gruppo assortito e internazionale di celebrities. Uno dei più longevi è The Real Estalker, blog statunitense […]

Il loft di Marina Abramovic in vendita a New York

In rete ormai è diventata una mania. I siti che mettono il naso nelle compravendite immobiliari dei vip spuntano come i funghi, offrendo una panoramica oggettivamente divertente sui gusti – nonché sull’entità dei conti in banca – di un gruppo assortito e internazionale di celebrities. Uno dei più longevi è The Real Estalker, blog statunitense che ci aggiorna con cadenza pressochè quotidiana sugli ultimi acquisti in fatto di ville, appartamenti e residenze varie delle star, con tanto di fotografie, indirizzi e quotazioni (nel disclaimer pregano però i lettori di utilizzare con cautela le informazioni e di non recarsi a bussare alle porte dei loro beniamini).
Ed è proprio dalle pagine di The Real Estalker, ad esempio, che si può dare un’occhiata al cottage acquistato da Cindy Sherman a Springs, nello stato di New York, zona particolarmente cara ad artisti e scrittori (Kurt Vonnegut, Willem deKooning e Jackson Pollock hanno comprato o affittato case da queste parti, giusto per fare qualche nome).
Curbed.com ci informa invece che a New York City è stato appena messo in vendita il loft – recentemente ristrutturato – di Marina Abramovic, un elegante open space di 250 metri quadri in quel di SoHo. Il prezzo? Giusto 3 milioni e mezzo di dollari…

– Valentina Tanni

realestalker.blogspot.com

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • me.giacomelli

    La cucina a budello che si chiude… carina alla prima occhiata, poi capisci che è di una scomodità senza pari. Bella luce però. Con quella cifra, senza voler stare a SoHo – sai che divertimento… -, secondo me si compra molto di meglio a NYC

  • augusta

    Brooklyn ora è molto più newyorchese di manatthan a parer mio ma io sono molto understatement. bella luce, sì.
    Cifra che permette di muoversi molto agevolmente in varie zone..a mio modesto parere…

    • hm

      ma a lei cosa serve poi la luce? le sanguisughe e i piranha in cui immergersi mentre recita il rosario al contrario può allevarli anche al buio no?