Due fiere sono meglio di una? Design a tutto spiano anche a Vienna. Riti e miti d’oggi, negli spazi di ieri…

C’era una volta un mondo di oggetti senza paternità. Addio per sempre. Design, invece, è sinonimo di oggetto autografo, produzione con impronta digitale, accelerazione creativa, ecc… Per altro verso: stimolo dei sensi, flusso di impressioni e idee in transito nel palcoscenico della nostra mente. Male che vada, un campionario occasionale per collaudare teorie metafisiche: che […]

C’era una volta un mondo di oggetti senza paternità. Addio per sempre. Design, invece, è sinonimo di oggetto autografo, produzione con impronta digitale, accelerazione creativa, ecc… Per altro verso: stimolo dei sensi, flusso di impressioni e idee in transito nel palcoscenico della nostra mente. Male che vada, un campionario occasionale per collaudare teorie metafisiche: che altro volete?

Due fiere a Vienna, due, sovrapposte ma non identiche: una si chiama Wohndesign ed è collocata nei sontuosi padiglioni della centralissima Hofburg, la residenza imperiale d’antan. Luogo dove il mondo, altrove diventato “favola”, è diventato operetta. Marchi di fabbrica più o meno noti con relativa produzione stagionale, roba da vetrina per negozi d’arredo, cucina, salotto, pranzo, bagno, luci e soprammobili. Già, di quest’ultima categoria abbiamo scovato una inedita testa di Laocoonte, poveraccio, che con quella sua eterna espressione di sofferenza, stavolta – ci par di capire – si strugge tra le micidiali spire del serpentone espositivo.

Blickfang, l’altra fiera, è in un’ala del MAK, un luogo ad hoc in quanto storico museo delle arti applicate. È disposta su due piani: più sperimentale, meno commerciale, meno patinata, in fin dei conti più sopportabile, ma senza sorprese. Anzi sì, il secondo piano è dedicato alla moda, con una visibile tendenza verso i colori cupi. Numerosa la schiera di “creatori” di copricapo femminili: articoli neanche tanto stravaganti, però. Manco a dirlo, viene da rimpiangere la faticosa maratona della Design Week appena conclusa.

– Franco Veremondi

www.wohndesign-vienna.at
www.blickfang.at


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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.