Continua a “orientalizzarsi” il mercato dell’arte. Intenso calendario da Sotheby’s Hong Kong, si parte con la vendita Ullens#2 (quelli dell’Ucca di Pechino)

La speranza è quella di replicare il grandioso successo della prima vendita in aprile: con la seconda parte della vendita della collezione Ullens, The Ullens Collection – Experimentation and Evolution, iniziano domenica 2 ottobre le aste autunnali di Sotheby’s Hong Kong, mentre per quelle di Christie’s dovremo attendere fino alla fine di novembre. Caratteristica della […]

Zhang Xiaogang

La speranza è quella di replicare il grandioso successo della prima vendita in aprile: con la seconda parte della vendita della collezione Ullens, The Ullens Collection – Experimentation and Evolution, iniziano domenica 2 ottobre le aste autunnali di Sotheby’s Hong Kong, mentre per quelle di Christie’s dovremo attendere fino alla fine di novembre.
Caratteristica della collezione è la presenza di opere di inizio carriera dei più importanti artisti cinesi contemporanei e di opere concettuali, installazioni e video creati dai pionieri degli anni ‘90 che andavano controcorrente rispetto ai propri colleghi, raramente apparsi sul mercato. Di tutto ciò si deve ringraziare l’eccezionale istinto del Barone Ullens e della moglie, che hanno preservato fino ad oggi queste testimonianze della nascita dell’avanguardia in Cina. 90 lotti stimati 10 milioni di dollari rappresentano dunque l’ultima opportunità di acquisire opere di importanza museale e di esclusiva provenienza.
Tra gli highlights: Chen Zhen, Divine Judgment (1992), stimato $520-770mila; Sui Jianguo, The Shadow of the Century (1997), stimato $230-320mila; Wu Shanzhuan, To Buy is to Create (2005-2006), stimato $64-100mila. Un’opera iniziale di Zeng Fanzhi, Masks Series 1998 No.26, stimata $1.9-2.6 milioni, e di Liu Ye, Portrait of Qi Baishi (1996), stimata $900.000 – 1.2 milioni. Per la videoarte: Lin Yilin, Safely Maneuvering Across Lin He Street (1995), stimato $10.3-15.400; Qiu Zhijie, Ten Tang Poems (1999), $44.900-58mila.
Il 3 ottobre è il turno dell’asta Modern and Contemporary Southeast Asian Paintings, con un totale di 170 lotti stimati $4.2 milioni, selezionati tra i più rari capolavori della regione, tra cui 40 opere di eccezionale valore storico di arte vietnamita, con artisti come Le Pho, Pham Hau, Le Van De e Mai Trung Thu.
In asta troveremo anche la futura generazione di artisti contemporanei sudasiatici come Arturo Sanchez, Jon Jaylo, CJ Tanedo, Louie Cordero e Rolando Ventura. Da tenere d’occhio: per l’Indonesia, Hendra Gunawan e Affandi; per Singapore, Georgette Chen; l’indoeuropeo Theo Meier; il filippino Ronald Ventura. Sarà presente una sezione dedicata alla fotografia sulla scia del successo del debutto asiatico in aprile, con nomi quali Yee I-Lann, Agan Harahap, Wawi Navarroza, Juan Caguicla.

Sempre lo stesso giorno verrà officiata l’asta Contemporary Asian Art, con una stima di $16 milioni e la presenza dei cosiddetti artisti “blue-chip” cinesi come Zhang Xiaogang, Liu Ye, Fang Lijun, Zeng Fanzhi, Wang Keping, Yang Shaobin e Xu Bing. Tra gli highlights: Zeng Fanzhi, Mask Series (1998), stimato $515-770mila; Zhang Xiaogang, Bloodline Series: Boy (2006), stimato $580-830mila; Zhan Wang, Artificial Rock Series No. 29 (2004), stimato $230-280mila; e una scultura di Cai Guo-Qiang, Money Net No. 3 – Project for Royal Academy of Art, London (diptych) (2002), stimato $515-645mila.
Il 5 ottobre sarà la volta di Fine Chinese Ceramics and Works of Art, che conterrà la prestigiosa collezione europea The Meiyintang Collection, Part II – An Important Selection of Imperial Chinese Porcelains, per un totale di 310 lotti stimati $150 milioni. Top lot della collezione sono un vaso della Dinastia Ming e uno del periodo di Qianlong, stimati $10-15 milioni, dell’altezza di 36cm e 51cm.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.