Che te lo dico a fare: il primo è Ai Weiwei. Il Power secondo la lista di ArtReview è di chi comunica, con e-flux che vola al quinto posto. Italiani ormai habitué delle retrovie

Ci avessimo ripensato, ci saremmo risparmiati lo sforzo di lanciare la nostra – scherzosa – votazione: tanto i responsi che chiedevamo erano già, mai come quest’anno, scritti. Ovvero il primo in assoluto nella nuova Power 100 List di ArtReview, e la performance degli italiani. Perché? Perché il responso non fa che straconfermare un trend che […]

Ai Weiwei

Ci avessimo ripensato, ci saremmo risparmiati lo sforzo di lanciare la nostra – scherzosa – votazione: tanto i responsi che chiedevamo erano già, mai come quest’anno, scritti. Ovvero il primo in assoluto nella nuova Power 100 List di ArtReview, e la performance degli italiani.
Perché? Perché il responso non fa che straconfermare un trend che era facilmente tratteggiabile, ovvero che sempre più il potere è di chi sa comunicare. E chi è stato nell’anno passato il dominatore incontrastato dei media di tutto il globo, il personaggio seguito passo passo anche nelle drammatiche vicende della sua segregazione e prigionia, e delle violenze subite dalla polizia cinese, se non Ai Weiwei? La riflessione, sia chiaro, è di tono sociologico, e nulla toglie al dramma dell’artista né all’importanza delle sue battaglie, e neanche insinua un suo indugiare nella ricerca della visibilità. Semplicemente, dà da pensare su quale sia oggi la lettura del concetto di “potere”: per il quale sempre più perdono peso le capacità economiche, imprenditoriali, organizzative, finanche politiche, a vantaggio delle capacità di “giocare” con la comunicazione e l’opinione pubblica.
Una conferma? Al quinto posto della Power 100 vola e-flux, che altro non è se non un servizio di comunicazione di eventi altrui, ovvero qualcuno il cui unico ruolo è quello di mettere in contatto due soggetti.
Per il resto, pare un po’ “campanilistico” (inglese, come chi edita la lista) il mettere al secondo posto la pur importante Serpentine couple Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones, mentre il bronzo se lo aggiudica il direttore del MoMA Glenn D. Lowry. Primo gallerista, scontato, Gagosian al quarto posto, primo artista Cindy Sherman al settimo. Notevole, ed anche questa segno dei tempi, la presenza nutrita di agenzie più o meno non-profit o comunque non espressamente commerciali, da Artangel (55) a Townhouse (56), Creative Time (57), Outset (71).
Le altre riflessioni le lasciamo a voi, pubblicando l’intera lista in calce. Un veloce accenno agli italiani, e alla performance – prevedibilmente modesta – a cui accennavamo sopra. Il primo è Germano Celant, sul gradino numero 63, seguito da Massimo De Carlo (78), Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo (i Continua boys, 79), Massimiliano Gioni (80), Miuccia Prada (85), e da un debuttante – se non sbagliamo – Franco Noero al numero 98.

– Massimo Mattioli

La Power 100 completa
1 Ai Weiwei
2 Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones
3 Glenn D. Lowry
4 Larry Gagosian
5 Anton Vidokle, Julieta Aranda & Brian Kuan Wood (e-flux)
6 Nicholas Serota
7 Cindy Sherman
8 Iwan Wirth
9 David Zwirner
10 Beatrix Ruf
11 Gerhard Richter
12 Alfred Pacquement
13 Adam D. Weinberg
14 Carolyn Christov-Bakargiev
15 Marc Glimcher
16 Klaus Biesenbach
17 Eli Broad
18 RoseLee Goldberg
19 François Pinault
20 Annette Schönholzer & Marc Spiegler
21 Mike Kelley
22 Barbara Gladstone
23 Marina Abramovic
24 Amanda Sharp & Matthew Slotover
25 Patricia Phelps de Cisneros
26 Bice Curiger
27 Marian Goodman
28 Peter Fischli & David Weiss
29 Bernard Arnault
30 Nicholas Logsdail
31 Jay Jopling
32 Liam Gillick
33 Ann Philbin
34 Dominique Lévy & Robert Mnuchin
35 Victor Pinchuk
36 Franz West
37 Maja Hoffmann
38 Agnes Gund
39 Tim Blum & Jeff Poe
40 Dakis Joannou
41 Rosemarie Trockel
42 Iwona Blazwick
43 Udo Kittelmann
44 Monika Sprüth & Philomene Magers
45 Matthew Marks
46 Gavin Brown
47 Takashi Murakami
48 Jeffrey Deitch
49 Adam Szymczyk
50 Anish Kapoor
51 Emmanuel Perrotin
52 Okwui Enwezor
53 Boris Groys
54 Artur Zmijewski
55 Michael Morris & James Lingwood
56 William Wells & Yasser Gerab
57 Anne Pasternak
58 Michael Ringier
59 Steve McQueen
60 Sadie Coles
61 Daniel Buchholz
62 Toby Webster
63 Germano Celant
64 Damien Hirst
65 Slavoj Zizek
66 Jeff Koons
67 Thaddaeus Ropac
68 Brett Gorvy & Amy Cappellazzo
69 Tobias Meyer & Cheyenne Westphal
70 Chang Tsong-zung & Claire Hsu
71 Yana Peel & Candida Gertler
72 Christine Tohme
73 Richard Chang
74 Helga de Alvear
75 Walid Raad
76 Bernardo Paz
77 Tim Neuger & Burkhard Riemschneider
78 Massimo De Carlo
79 Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo
80 Massimiliano Gioni
81 Dasha Zhukova
82 Vasif Kortun
83 David Hammons
84 Philip Tinari
85 Miuccia Prada
86 Shirin Neshat
87 Jason, Jennifer, Mera & Don Rubell
88 Christoph Büchel
89 Elena Filipovic
90 Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani & Sheikh Saud bin Muhammad bin Ali Al-Thani
91 Maureen Paley
92 Christian Boros & Karen Lohmann
93 Victoria Miro
94 Anita & Poju Zabludowicz
95 Kaja Silverman
96 Johann König
97 Nicolai Wallner
98 Franco Noero
99 Leonid Mikhelson
100 Gregor Podnar

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • marta jones

    No, non sbagliate ! Franco Noero e’ una new entry. Quindi direi che, vista la nostra credibilita’ a livello internazionale, sia un aspetto da evidenziare piuttosto che ‘relegare nelle retrovie’ nonostante ii 98o posto. In fondo si tratta pur sempre della 100 Power List annuale e considerata la miriade di gente che popola il mondo dell’arte globale non e’ proprio poco…..

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