Bartolomeo Pietromarchi al Macro? È un buon amministratore ma non è la persona giusta per un museo che ha bisogno di dinamismo. Parola di Gianluca Marziani…

Di Gianluca Marziani si può dire tutto, ma non che non abbia il coraggio di dire quello che pensa. Il critico romano, in una lunga intervista rilasciata a Manuela Alessandra Filippi per Affari Italiani, magazine di Libero.it, commenta la nomina di Bartolomeo Pietromarchi alla direzione del Macro di Roma, dopo aver partecipato alla corsa per […]

Gianluca Marziani

Di Gianluca Marziani si può dire tutto, ma non che non abbia il coraggio di dire quello che pensa. Il critico romano, in una lunga intervista rilasciata a Manuela Alessandra Filippi per Affari Italiani, magazine di Libero.it, commenta la nomina di Bartolomeo Pietromarchi alla direzione del Macro di Roma, dopo aver partecipato alla corsa per la stessa poltrona (pare che il testa a testa finale fosse proprio tra lui e Pietromarchi).
Nel corso dell’intervista, Marziani incensa il lavoro di Luca Massimo Barbero, dimissionario a giugno, ma esprime – anche se molto diplomaticamente – dubbi sulla capacità di Pietromarchi di “animare” culturalmente il museo con idee e novità (“non ha certo il profilo del direttore/curatore militante e coraggioso”), anche se gli riconosce più volte abilità amministrative e diplomatiche.
Più avanti, Marziani fa poi intravedere la possibilità di una sua presenza continuativa al Macro, soprattutto per quanto riguarda la gestione della programmazione del Mattatoio, che nelle sue parole “deve diventare il laboratorio del Macro. Questa è la sua anima”.
E poi via con altre dichiarazioni a briglia sciolta. Barbero? È andato via perché si liberava la poltrona del Mart di Rovereto. Perché dimettersi a giugno allora? “È una boutade, e prendila come tale: secondo me perché c’erano le vacanze di mezzo”, scherza Marziani.
Intanto, qui ad Artribune stiamo lavorando a un’ampia intervista con Pietromarchi, che sicuramente avrà da dire la sua in proposito. Non vi resta che aspettare il prossimo numero del nostro magazine, in uscita i primi di Novembre…

Qui l’intervista integrale

  • Notizie veramente sconvolgenti. Questa sindrome da porta a porta non porterà da nessuna parte. Marziani mi sembra marginale (anche se sulla carta molto meglio i contenuti di Pietromarchi). Che opinione è la sua?

    Ma la cosa è totalmente marginale, la sfida è rispetto ai contenuti e un sistema dell’arte sempre più distante dal pubblico e caratterizzato da dinamiche mafiose. La sfida è sul format di Museo (un maxxi partito malissimo per esempio). Perchè Artribune non capisce questo? In fondo vive di pubblicità e se non c’è un pubblico non c’è pubblicità…..ma forse ci si accontenta di quei quattro addetti ai lavori…contenti voi della mediocrità..

    Il polo Moussoscope, per intenderci, di cui fa parte anche Artribune e Pietromarchi è la parte che ci interessa di più. Marziani fa parte del polo Luca Beatrice, come proposte, e non è molto interessante. Quì alcune specifiche sempre su Affari Italiani:

    http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/casta_arte_blogger290711.html?refresh_ce

  • Be basta guardare il sito di Marziani, aria fritta 2.0……come lamentarsi dei tagli alla cultura?

    http://www.gianlucamarziani.com/

    Ma continuiamo pure così, a farci del male…

  • ercole

    la cosa certa è che marziani ha l’occhio lungo. discutibili parecchie sue scelte curatoriali ma tra pietromarchi e marziani al macro avrebbe fatto meglio il secondo per la facilità che ha nel rapportarsi alle aziende, questo avrebbe significato maggiori introiti per una programmazione più serena. a partire da terna che forse avrebbe investito anche nel macro. vedremo però la se la bontà e la linea di pietromarchi la vinceranno.

  • Etica Esemplare

    Faccio i complimenti a Gianluca Marziani per la lucidità e il coraggio con cui affronta l’argomento su esplicita richiesta del giornalista. Marziani risponde a precise domande, ed è già molto apprezzabile il fatto che non si tiri indietro come fanno ormai moltissimi, celati dietro nickname che tolgono valore all’autenticità delle dichiarazioni. E poi non vedo persona più adeguata per un luogo come il Mattatoio: è l’unico curatore che potrebbe portare grande pubblico eterogeneo, formare un network vincente, aprirsi alle differenze, facendo convivere le molte anime di cui ha bisogno un sito museale.

    Seconda cosa: non mi sembra che Marziani appartenga a nessuna casta, tantomeno al polo Luca Beatrice… semmai mi sembra uno dei critici più autonomi nel circuito italiano, talmente autonomo da aver pagato in prima persona alcuni eccessi di indipendenza. Ce ne fossero di figure come Marziani, caro Whitehouse…

    Altra cosa: il discorso del sito web. Non ho particolari ragioni per difendere Marziani ma odio le speculazioni strumentali. Si tratta di un sito molto apprezzabile, è una specie di hub che rimanda ad una serie di altri siti che riguardano direttamente lo stesso Marziani. E poi è ricco di testi in html, ha informazioni chiare e rapide, indica un pensiero critico che viene espresso con veri contenuti. Rende visibile il senso del mestiere curatoriale, quasi un’opera per visualizzare il network del curatore odierno. Se questa è aria fritta, dovrebbe farsi un giro a vedere i siti dei curatori italiani…

    Whitehouse credo che in questo caso tu abbia sbagliato bersaglio.
    Marziani sarebbe la cosa migliore per il futuro del Macro. E di una certa Roma
    culturale. Quest’estate ho visto le mostre che ha curato a Spoleto e poi ho scoperto con quanti pochi soldi e in mezzo a quali difficoltà ha lavorato: provateci a mettere in piedi quello che ha creato a Palazzo Collicola con quei quattro euri a disposizione, provateci a raggiungere quel rigore e quella personalità e poi ne riparliamo. La mostra “Odissea Contemporanea” è una delle cose più belle che ho visto in Italia negli ultimi anni…

  • un momento

    Marziani è un uomo che ambisce ad esser visibile, un po come Sgarbi, solo meno estroso. Le sue proposte sono – senza se e senza ma – di serie B. Punto. Pietromarchi è uno spocchioso inconcludente. Quale sarebbe la sua esperienza, la fondazione Olivetti? Tanto basta per gestire un museo che si vorrebbe internazionale?

    Per tanto l’unica cosa vera è la seguente: NE L’UNO NE L’ALTRO. Luca Massimo Barbero a casa è una buona notizia. Speriamo – Dio ce ne scampie e liberi – che non sia un giro di giostra che lo porti al Mart. Si spera che la Provincia Autonoma di Trento, cosi lontana dai metodi romani (o romaneschi?) abbia altra condotta nello scegliere un direttore di museo (con portafolio).

    Per ora sul Macro c’è solo silenzio, esattamente il contrario di quello che tutti cercavano.

    Sbaglio?

    Lasciamo Marziani a gestire i Giuseppe Tubi idraulica, i Gianvenuti, ecc , ecc. Ma per piacere i pochi soldi pubblici

  • Etica Esemplare

    La serie B è la seconda lettera di un lungo alfabeto che ha tante lettere dietro… essere la seconda lettera di un alfabeto è una condizione bellissima (medaglia d’argento, sempre onorevole) per chi vuole guardare la serie A a stretto contatto, capendone i movimenti e poi decidendo quando effettuare l’eventuale testa a testa. Tutte le altre lettere stanno sempre dietro, la serie C e la serie D non competono, figuriamoci le altre fino alla Z… Rivalutiamo la serie B…

    Battute a parte, eviti di paragonare Marziani e Sgarbi: un talento puro il primo, molto più estroso di Sgarbi ma per sua fortuna molto più rigoroso e molto più contemporaneo. Credo abbia il piacere della visibilità, non lo nego, ma questo non riguarda le competenze sul campo.

    Per la cronaca, visto che seguo le mostre con regolarità e competenza, Marziani non si occupa di Tubi e Gianvenuti da sei o sette anni, Lei è veramente poco informato sui fatti dell’arte. Meno male che non è gente del suo calibro a decidere come utilizzare i soldi pubblici. O forse è spesso gente del suo calibro a decidere come utilizzare i soldi pubblici.

  • un momento

    caro marziano,
    come vanno le cose a Spoleto dove c’è Marziani? Grandi livelli sicuramente. Solo per la cronaca, certo, non se ne occupa piu perchè hanno smesso di fare gli artisti. E non è una battuta, purtroppo.

    Se fossi io ad occuparmi dei soldi pubblici, non ci sarebbe neppure dubbio che i nostri contributi possano finire nelle mani di un Marziani. Tantomeno a Sgarbi, con le sue mille figure di merda, che sono anche le nostre visto il suo padiglione italia. Senza poi aggiungere altro sui padiglioni regionali, puro spreco di denaro.

    Ma se lei pensa che siano queste le strade da seguire, libero di pensarlo. Anzi, le faccio i miei complimenti.

  • Pino Barillà

    Paragonare Marziani a Sgarbi: sono due elementi fuori dal tempo . già ci troviamo con un’arte che è alla ripetizione del passato figuriamoci con i due individui in questione si torna indietro nel tempo sprofondando l’arte sempre di più al buio più assoluto.

  • Schifato

    Ciò che traspare dai commenti ma soprattutto dall’atmosfera paludosa dei musei, incluso il macro, e’ lo scarso interesse per l’arte e gli artisti, che richiama di conseguenza un pubblico scarsamente interessato all’arte e con rarefatte cognizioni artistiche. Metteteci gli storici dell’arte ad occuparsi dei musei e delle arti, quelli che la storia dell’arte l’hanno studiata sul serio. E lasciate che siano essi ad occuparsene e non quelli che non hanno mai dato un esame di storia dell’arte!