Artisti o lavoratori? Fra dignità e diritti negati, gli “indignados” dello spettacolo aprono il fronte. E nelle arti visive?

“Il nostro non è un hobby per ricchi, ma un lavoro che ci porta via tempo, fatica, energie. Che richiede impegno e passione. Come tutti i lavori”. Parola di artisti. La crisi – più o meno intensa, ma di certo in qualche modo reale – acuisce le sensibilità su nervi scoperti come questi, e allora […]

Il nostro non è un hobby per ricchi, ma un lavoro che ci porta via tempo, fatica, energie. Che richiede impegno e passione. Come tutti i lavori”. Parola di artisti. La crisi – più o meno intensa, ma di certo in qualche modo reale – acuisce le sensibilità su nervi scoperti come questi, e allora è giunto il momento di prenderlo di petto, il problema: quel è lo status lavorativo degli artisti?
Il fronte – con i toni che in parte leggete sopra – lo hanno aperto i lavoratori dello spettacolo (registi, scenografi, coreografi, lighting designer, attori, musicisti, cantanti, danzatori), che hanno lanciato una petizione per abrogare le norme che tolgono il sussidio di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo. Non vi stiamo a dettagliare la situazione qui, ma il video che trovate sotto – realizzato da uno degli “indignados” promotori – spiega tutto per filo e per segno.
Ma nelle arti visive le cose come stanno messe? Gli artisti attualmente possono dirsi “lavoratori” a tutti gli effetti? E le garanzie degli altri lavoratori possono, e in che misura, applicarsi alle opere d’ingegno? Pensione, assistenza sanitaria, sono argomenti applicabili nei rapporti fra artista e galleria? Intanto gradiremmo assai sentire un parere più ampio possibile nei commenti a questa notizia: ma vi anticipiamo che presto Artribune vi offrirà un’approfondita inchiesta su questi temi…
Ah, intanto magari mettete la vostra firma sulla petizione, il link lo trovate sotto…

Per firmare la petizione

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  • Luca Rossi

    La situazione italiana e’ totalmente deregolamentata, con commissioni del 50% del gallerista sull’opera venduta. Nessun diritto dell’artista se non togliere le proprie opere. Un dramma di cui nessuno parla per non apparire frustrato e sfogato: recenti casi di Berti e Marisaldi ” lasciati” dalla galleria massimo de carlo (non si capisce, molto meglio Marisaldi che Bartolini); ma poi tante micro ingiustizie che passano nell’omerta generale.

    Detto questo, e’ il ruolo di artista che andrebbe totalmente ridefinito, non essendo comparabile ad un regista o attore (in quanto li contiene già, ma lo dovrebbe fare in modo nuovo). Ridefinizione che risolverebbe anche questi problemi:

    Tipo: fare anche il critico per temperare la dittatura del mercato….eccetera

    Luca Rossi

    • mario

      x LUCA ROSSI E HM ma veramente non avete altro da fare nella vostra vita che scrivere commenti da maestrini???
      fate pena!

  • hm

    ma quando de carlo ti lascia ti scrive una lettera? e il motivo qual è poi? troppa merce invenduta e cantine strapiene di sbobba orrenda da mandare al macero?

  • mario

    x LUCA ROSSI E HM ma veramente non avete altro da fare nella vostra vita che scrivere commenti da maestrini???
    fate pena!
    molta!

  • hm

    io mi diverto un casino a commentare le notiziole . ma veramente tanto eh? lo so mi sono sempre divertito con poco . alla fine commentare artribune è solo un’alternativa all’xbox . secondo me però manca qualche accorgimento qua e là, tipo il rosicometro . un’indicatore sul livello di rosicate e astio raggiunto nei commenti di ogni post .

    • hm

      magari anche uno indicatore sul livello di errori grammaticali e sgorbi linguistici .

    • mario

      effettivamente hai ragione il rosicometro (come lo chiami tu) ci starebbe benissimo, per capire in ogni vostro post quanto insoddisfatti, invidiosi siete al momento, voi detentori della verità.

      • hm

        l’importante è la verità . l’insoddisfazione è ok .

    • Margaretha

      i nemici hm e LR non rosicano.
      hanno poco da fare giornalmente quindi irrompono un po’ dappertutto, e poi artribune adesso sono un po’ anche loro, dovrebbero essere pagati per il lavoro, anche per le stupidate che ogni tanto inseriscono, poche per la verità. Ormai personalmente seguo di più i post dei lettori che dei redattori, e ce ne sono alcuni molto bravi.
      HMLR li metterei attorno ad un tavolo con un paio di guantoni da pugile giusto per minacciarsi un po’ e gli farei fare un libro su come stanno andando le cose, sarebbe sicuramente meglio delle boiate profuse da un Bonami, ad esempio.

      • “Artisti lavoratori” Sarebbe interessante fare uno sciopero degli artisti, ma quanti crumiri pronti a tutto?

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  • Ana Maria Serna

    Artisti pittori,scultori,fotografi,performance,design.lavoriamo senza nessuna garanzia ,la maggioranza delle volte a nostre espresse , i Comuni alle volte danno un patrocinio che tante volte vuol dire usare il logotipo del Comune ,loro si fanno grandi senza spendere un soldo .Diamo tanto alla comunità con nostro lavoro.

  • In Germania lo danno da molto tempo un sussidio mensile di circa 800 euro, certo non a tutti, ma a quelli che hanno svolto attività espositiva per qualche anno. Forse in qualche altro paese europeo, come la Francia, di questo però non sono sicura.
    Come cavolo fa a campare un artista se non vende abbastanza i propri lavori?
    O fa l’insegnante in contemporanea o cerca qualsiasi altra cosa per supportare il proprio lavoro. La vita degli artisti è già dura di per sé, figuriamoci poi in questo paese dove è convinzione di molti che la cultura non fa reddito !!
    Creare poi con la speranza di vendere è una delle peggiori condizioni in cui ci si possa trovare…l’Arte è sinonimo di libertà e tale dovrebbe rimanere.