Anche le “gallerine” avranno il loro reality show. Dopo The Work of Art, a New York è in preparazione un nuovo programma tv sul mondo dell’arte. In stile Sex and the City…

L’annuncio era stato diffuso dalla casa di produzione americana Bravo già lo scorso aprile. Ora però voci insistenti dicono di aver avvistato la crew televisiva al lavoro presso la End of Century, una galleria nel Lower Est Side. Quindi è confermato, le “gallerine” (“gallerinas”, dicono negli States), come sono state ormai ribattezzate le numerose assistenti […]

La sede di End of Century, New York

L’annuncio era stato diffuso dalla casa di produzione americana Bravo già lo scorso aprile. Ora però voci insistenti dicono di aver avvistato la crew televisiva al lavoro presso la End of Century, una galleria nel Lower Est Side. Quindi è confermato, le “gallerine” (“gallerinas”, dicono negli States), come sono state ormai ribattezzate le numerose assistenti giovani e carine che popolano gli spazi d’arte contemporanea della Grande Mela e non solo, avranno un loro tv show.
Secondo le parole della stessa casa di produzione, che ha già sfornato due stagioni di The Work of Art, programma che usa il format del reality show per scoprire nuovi talenti dell’arte contemporanea internazionale, Paint The Town (questo il titolo attuale, cambiato da poco dopo l’iniziale “Gallery Girls”, abbandonato per motivi di copyright) “racconterà da vicino la vita di sei giovani donne che si sono trasferite a New York con un sogno: condurre un’esistenza chic, fashionable e piena d’arte”.
Insomma, dalle poche informazioni a disposizione, sembra proprio che l’obiettivo sia sfornare un “Sex and The City” ambientato nel mondo dell’arte, in cui di giorno i set sono le gallerie e di notte i locali alla moda. Certo, se questo è lo sguardo che la tv rivolge all’arte contemporanea, forse – anche se aspettiamo di vederlo, non si sa mai – potremmo anche farne a meno…

– Valentina Tanni

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • silvia b

    E’ UNA VERA INDECENZA !

    tuttofuoco vince il premio new york
    sissi e senatore il gothan prize

    QUESTA LA DICE LUNGA SUL CAMBIAMENTO DELLE POLITICHE
    IN ONORE ALLA MERITOCRAZIA

    • me.giacomelli

      Complimenti Silvia, commento di un’attinenza memorabile!

  • daniele alfani

    Bellissimo!!!!

  • un artista

    l’arte è un lavoro serio che richiede impegno e anni di dedizione e studio, lasciatelo fuori da queste superficialità televisive

    • me.giacomelli

      Giusto, tutti chiusi in studio a tagliarsi le orecchie, dai!