“Prima di fare l’artista, rubavo nei negozi”. Miranda July, dalle pagine del New Yorker, racconta il suo passato da taccheggiatrice…

Dalla prima volta che l’hanno beccata, a soli diciannove anni, per il furto di una confezione di Neosporin in un supermercato, a quando, più grandicella, si divertiva a organizzare truffe ai danni delle compagnie aeree, simulando furti di bagagli e riscuotendo l’assicurazione. Miranda July, acclamata artista e regista statunitense – il suo nuovo film, The […]

Miranda July

Dalla prima volta che l’hanno beccata, a soli diciannove anni, per il furto di una confezione di Neosporin in un supermercato, a quando, più grandicella, si divertiva a organizzare truffe ai danni delle compagnie aeree, simulando furti di bagagli e riscuotendo l’assicurazione. Miranda July, acclamata artista e regista statunitense – il suo nuovo film, The Future, presentato al Sundance Festival, è già sugli schermi americani ed esce il 4 novembre in Gran Bretagna – ha usato le pagine del New Yorker per raccontare il suo passato di “shoplifter”.
La July descrive il suo antico vizietto come un atto liberatorio: “sentivo di avere la libertà di auto-distruggermi, di rovinare tutto”. Fino a quando, seduta sulle gambe del suo primo vero fidanzato, ha deciso che era ora di mettere la testa a posto: “ho realizzato che non dovevo essere una criminale per essere un’artista. L’arte stessa poteva essere il mio crimine. Può essere abbastanza pericolosa da soddisfare il mio bisogno di ribellione”.  

– Valentina Tanni

www.mirandajuly.com
L’articolo sul New Yorker

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • simone

    wow! ma che figo! ma quanto tira la trasgressione! davvero wow!
    sul serio: ma cosa scrivete!
    su 10 righe, 9 di gossip e una sul film. dai, alzate un pochino il tiro per favore..

  • Redazione

    Caro Simone, non abbiamo fatto nessun gossip. Si tratta di un articolo firmato dalla stessa Miranda July sul New Yorker, articolo che puoi leggere al link che abbiamo pubblicato. Del film ne parleremo presto, appena l’avremo visto.

  • simone

    looking forward…