Una Sola Moltitudine, e nessuna informazione. Nuovo spazio al debutto a Napoli nella zona calda di Chiaia

Perché nasce, cosa farà, chi lo promuove, non è dato sapere, il nuovo spazio Cellamare interno 56, che si inaugura a Napoli. Nessun accenno nella comunicazione a progetti di carattere generale, niente – da non credere, oggi – sito internet né email indicati, se non quella di un ufficio stampa. Solo un dato scritto con […]

Une delle opere in mostra

Perché nasce, cosa farà, chi lo promuove, non è dato sapere, il nuovo spazio Cellamare interno 56, che si inaugura a Napoli. Nessun accenno nella comunicazione a progetti di carattere generale, niente – da non credere, oggi – sito internet né email indicati, se non quella di un ufficio stampa. Solo un dato scritto con chiarezza, e che depone decisamente a favore: l’indirizzo “terrestre”.
Via Chiaia, che colloca la galleria decisamente dentro la zona calda del contemporaneo partenopeo, non distante – per fare pochi esempi – da campioni come Alfonso Artiaco, o Umberto Di Marino. Resta da vedere se l’attività sarà in linea con queste premesse, per ora solo “territoriali”. Debutto con la collettiva Una Sola Moltitudine, curata da Sabrina Vitiello e Fiorenzo D’avino, con opere di Davide Bramante, Renata Cagno, Peppe Cerillo, Costanza Costamagna, Simon Page-Ritchie.

Dal 30 settembre al 29 ottobre 2011
Palazzo Cellamare
Via Chiaia 149/D – Napoli
Tel. 3454893748

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  • Alla napoletana.

  • Paolo

    A proposito di cose alla napoletana, viene spontaneo chiedersi se l’estensore dell’articolo sopra abbia pensato di essere presente all’evento prima di marchiare in negativo gli sforzi e il lavoro dei curatori della mostra. Nel caso, sarebbe stato accolto con cordialità dai padroni di casa e avrebbe ricevuto tutte le notizie del caso. Era presente? Forse si è fatto immediatamente spaventare dalla calda serata settembrina. Sempre “alla napoletana”: nasce una nuova realtà culturale e il primo pensiero è quello di affossarla invece di sostenerla.

    Paolo

  • Redazione

    Alzi la mano il primo che legge nell’articolo tono “negativi”. O volontà di affossare. C’è una constatazione – la mancanza di informazioni e sussidi comunicativi – e un interrogativo: “resta da vedere…”, essendo scritto PRIMA dell’opening
    O forse lei pretendeva che invece si gridasse al miracolo comunque, a prescindere?

  • Pierpaolo

    In tutta onestà, non comprendo il tono della polemica, dal momento che le informazioni che leggo nel comunicato mi sembrano chiare e ben dettagliate.

    Si richiede il sito della galleria per una eventuale visita virtuale, ma non sarebbe meglio una visita reale? La galleria esiste, è reale vi assicuro, ci sono stato: location incantevole, e qualità delle opere alta, come se ne vede poca in giro ormai…
    forse è questo a dare fastidio?
    In un momento di appiattimento culturale e crisi generale come quello che stiamo vivendo, chi in controtendenza, decide d’investire in arte e cultura, desta sospetto e paura?
    tempi tristi….

    Cordialmente

    Pierpaolo Corsaro

  • sveva scarfogliero

    Perchè nasce e cosa farà.Due domande piuttosto banali (o provocatorie?)
    Chi lo promuove,invece,pare farlo egregiamente : la mostra ha contato più di trecento visitatori (ed io fra loro)…Quanto a progetti futuri e intenti, puntano sul fattore sorpresa…”alla napoletana” nell’accezione più nobile dell’aggettivo ( e senza sito web,almeno per ora)
    Creativamente.
    Sveva

  • Io ho trovato invece affascinante, in un periodo di multimedialità obbligatoria, il non fornire determinate “possibilità” per forzare il fruitore ad avventurarsi nella ricerca :-)

    Ad esempio è da un paio di giorni che cerco di capire da solo chiedendo in giro gli orari di visita e questo ovviamente gli fa anche pubblicità perchè così facendo sono costretto a parlare di loro in giro ;-)

    Noi Napoletani siamo disorganizzati, ma più svegli del normale dopotutto…

    Spero di vedere presto la nuova mostra con Pascarel,Parisi etc