Rivoli al cinema, dal castello al centro di Torino. Con la videoarte come appetizer pre-film. Insomma, Bellini-Merz provano a cavarsi d’impaccio

Fa parte di quello che Andrea Bellini e Beatrice Merz, direttori del Castello di Rivoli, chiamano “Piano Marshall”. È cioè un’iniziativa realizzata con un budget prossimo allo zero ma capace di avere un impatto importante del museo al di fuori delle sue mura. Parliamo di Ceci n’est pas du cinema!, rassegna di giovane videoarte italiana […]

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino

Fa parte di quello che Andrea Bellini e Beatrice Merz, direttori del Castello di Rivoli, chiamano “Piano Marshall”. È cioè un’iniziativa realizzata con un budget prossimo allo zero ma capace di avere un impatto importante del museo al di fuori delle sue mura. Parliamo di Ceci n’est pas du cinema!, rassegna di giovane videoarte italiana che si svolge nei mesi di ottobre, novembre e gennaio in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema.
Fin qui niente di particolarmente nuovo. Ma il fatto interessante, seppure non inedito, è che i “corti” verranno proiettati prima dello spettacolo serale nella sala 2 del Cinema Massimo, perennemente affollato di spettatori. Un bel modo per diffondere la videoarte e promuovere gli artisti nostrani. Si comincia con Lorenzo Scotto di Luzio (1-3 ottobre), e ogni tre giorni l’opera e l’artista cambieranno, con un elenco che, per quanto riguarda ottobre, comprende Marzia Migliora, Luca Bolognesi, Rä di Martino, Patrizio di Massimo, Rossella Biscotti, Alis/Filliol, Pennacchio Argentato, Giulia Piscitelli e Stefania Galegati. Se andate al cinema solo per godervi le pubblicità sul grande schermo, per qualche mese resterete delusi.

www.castellodirivoli.org
www.museonazionaledelcinema.it

  • se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto/pubblico. Buona idea, soliti nomi.

    • un critico italiano

      Perfettamente d’accordo

  • hm

    bisogna anche vedere prima di quale film vengono proiettate . non penso che prima di un film chessò di pieraccioni o un horror tipo saw 35 sarebbero cagate da qualcuno . alla fine in certi frangenti è più rilassante e gradevole la pubblicità invece che questa elemosina di attenzione .

  • eva

    Concordo pienamente..vorrei comunque vedere quanti si accorgeranno di queste proiezioni ma soprattutto quanti le apprezzeranno non avendo sentito loro stessi in prima persona il desiderio di recarsi di loro spontanea volonta’ a vedere uno spettacolo del genere..credo che certe cose vadano valorizzate non rese più visibili per forza imponendole ad un pubblico che non sente il bisogno di fruire l’arte..sa’ un po’ di svendita quest’iniziativa

    • augusta

      concordo pienamente.

  • giordi

    complimenti a rivoli per non guardare mai oltre il proprio orticello! si dovrebbero vergognare.

  • valeria

    La trovo un ‘idea geniale, se fossi il Ministro lo estenderei d’autorità i video d’arte, brevi, di tutti gli artisti che sono disposti a concederne l’utilizzo. Parliamo sempre della mancanza di conoscenza dell’arte contemporanea, questo è un modo per cominciare a divulgarla al grande pubblico……

  • Non sarebbe stato male rispettare le norme che impongono venga -almeno- riportato il sito da cui le foto sono tratte, diversamente… E’ un furto.