Non c’è due senza tre. Dopo Quarrata e Cortona Daniel Buren inaugura la sua terza opera-fontana in Toscana. Un intervento urbano a Colle Val D’Elsa che ha necessitato di troppi anni causa burocrazia, ma che convince

Fiaccato, per dirla proprio con Daniel Buren, da “infinite lungaggini”, si è finalmente concluso il progetto dell’artista francese per Piazza Arnolfo, principale luogo d’aggregazione nella parte bassa di Colle Val d’Elsa. Un equilibrio per la verità piuttosto riuscito tra laterizi e marmi disposti a creare i classici intervalli bianco-neri cari all’artista. La piazza risulta ben […]

Fiaccato, per dirla proprio con Daniel Buren, da “infinite lungaggini”, si è finalmente concluso il progetto dell’artista francese per Piazza Arnolfo, principale luogo d’aggregazione nella parte bassa di Colle Val d’Elsa. Un equilibrio per la verità piuttosto riuscito tra laterizi e marmi disposti a creare i classici intervalli bianco-neri cari all’artista. La piazza risulta ben composta, vivibile, abitabile e, in realtà, abitata da moltissimi cittadini.
Lo “zebrato” di Buren, specie qui in Toscana, non può che richiamare a certa architettura sacra (il Duomo di Siena, il Battistero di Volterra) che è tutt’uno col territorio. Buren ha negli ultimi mesi inaugurato altre due fontane in Toscana: una Quarrata e una a Cortona, di entrambe vi avevamo proposto una ampia video-documentazione. Ebbene non potevamo esimerci dal ripeterci a Colle. Ecco il video, dunque.

  • hm

    apperò di solito ci vendono il cocco in quelle microtorrette multipiano con l’acqua che cola, in modo che rimanga sempre bello fresco (very fresh) .

  • Roberto Codroico

    Mi sembra una torta nunziale senza sorpresa.

  • Sandro

    Ieri ero a Colle Val d’Elsa, cittadina dilaniata dalla crisi.
    Colle “bassa”, oggetto dell’intervento di Daniel Buren, è una città fantasma; le vere istallazioni sono i cartelli “affittasi” e “vendesi” che costellano ogni superficie delle attività commerciali chiuse, che sono in rapporto 10:1 con quelle aperte. Nella piazza deserta, di sabato pomeriggio, solo un bambino in bici pedalava intorno la fontana (che sembra davvero un’alzatina per il cocco).
    Gli interventi di Buren sembrano un’amara presa in giro rispetto a tutti i cittadini. Il gioco del bianco e nero evoca solo le strisce pedonali, ed in metà della piazza le vecchie ripartizioni dei parcheggi.
    Una tragedia: artistica, architettonica, urbanistica, sociale.