Nazione indiana. Al Maxxi parte la grande mostra prodotta con Serpentine Gallery e Astrup Fearnley, ma la video & fotogallery di Artribune arriva prima…

La mostra apre al pubblico alle ore 19. Vero, ma non per tutti: per i lettori di Artribune – ma non vi viziate, mica possiamo essere dappertutto! – le mostre, almeno le più importanti, aprono prima, e si visitano a domicilio, comodamente seduti davanti al pc. Stavolta tocca al Maxxi e ad Indian Highway, la […]

La mostra apre al pubblico alle ore 19. Vero, ma non per tutti: per i lettori di Artribune – ma non vi viziate, mica possiamo essere dappertutto! – le mostre, almeno le più importanti, aprono prima, e si visitano a domicilio, comodamente seduti davanti al pc.
Stavolta tocca al Maxxi e ad Indian Highway, la grande esposizione prodotta in collaborazione con Serpentine Gallery di Londra e Astrup Fearnley di Oslo, che inaugura a Roma proprio mentre leggete questo articolo. Trenta artisti, 60 opere, 4 installazioni site specific, che “raccontano il boom, le contraddizioni, le mille sfaccettature del ‘miracolo indiano’”. C’erano tutti all’anteprima, compresi molti degli artisti ed i curatori Hans Ulrich Obrist, Julia Peyton Jones, Giulia Ferracci: c’è andato anche il nostro mitico Luca Labanca, ecco video & fotogallery…

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  • la struttura interna del museo a mio parere è pessima, l’ego dell’architetto va letteralmente a modificare la presentazione delle opere e quindi in definitiva le opere stesse. Fino ad ora i contenuti di questo museo “insegna luminosa per una modernità forzata della città di roma” hanno lasciato molto a desiderare, speriamo in questa mostra.

    E poi le poltrone e il ticket office a forma di bob che devono schizzare via da un momento all’atro sono inqualificabili….una concezione di futuro come qualcosa di ostinatamente aereodinamico che deve schizzare via, ma che sta ostinatamente fermo…non male