Ma farsi venire qualche idea nuova, no? E invece arriva l’ennesima, imperdibile mostra di Ai Weiwei

Come è noto, le sue recenti sfortunate vicende hanno causato un sacrosanto moto d’indignazione e partecipazione nel mondo dell’arte. Non si può, tuttavia, fare a meno di notare che tra i risultati di questo fenomeno c’è una vera e propria sovraesposizione, tutt’altro che benefica. Dove finisce l’omaggio, la testimonianza ed il sostegno, e dove invece […]

Ai Weiwei

Come è noto, le sue recenti sfortunate vicende hanno causato un sacrosanto moto d’indignazione e partecipazione nel mondo dell’arte. Non si può, tuttavia, fare a meno di notare che tra i risultati di questo fenomeno c’è una vera e propria sovraesposizione, tutt’altro che benefica. Dove finisce l’omaggio, la testimonianza ed il sostegno, e dove invece inizia la strategia di fare mostre che partono con un preziosissimo vantaggio comunicativo?
Parliamo di Ai Weiwei, ovviamente, l’artista cinese più raccontato dalla cronaca, che torna alla riscossa con una mostra personale organizzata dal Fotomuseum di Winterthur alla Kunsthaus di Graz, che lo vede in veste di protagonista e curatore di sè stesso, insieme al “collega” Urs Stahel. Intitolata Interlacing, la mostra aprirà al pubblico il 17 settembre e sarà il più grande appuntamento espositivo dedicato alla produzione fotografica e videoartistica di Ai Weiwei mai congegnato fino ad ora.
Non saranno escluse le opere del periodo newyorchese (dal 1983 al 1993), ma soprattutto saranno protagonisti gli scatti realizzati a Pechino, documento prezioso sulla realtà sociale e urbana quotidiana, discusso inoltre attraverso i social network ed il suo blog. Non mancherà infine il suo progetto per Documenta, Fairytale project, corredato di blog ed immagini scattate con il telefono cellulare.

– Santa Nastro

www.museum-joanneum.at

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Curioso che facciano notizie questioni eclatanti quando invece mi sembrano più centrali questioni striscianti. Molto più contemporanea l’italia che questa cina con tecniche di repressione da guerra fredda. Questa questione, anche se vera, mi sembra vintage. Ma piace così

    • Cecilia Freschini

      Accidenti e’ proprio questo il punto.. non se ne puo’ piu’ di ww.. !!!!
      Queste mitizzazioni occidentali sono ridicole. Ci sono questioni certamente piu’ interessanti che, come dici tu, purtroppo strisciano e scivolano nell’oblio, mi riferisco sia al livello artistico che a quello sociale.. ad esempio chi se ne e’ mai fregato delle centinaia di persone che ww ha trascinato nella merda col suo bel comportamento? quelle sono ancora dentro, come il premio nobel del resto,.. quelli non fanno notizia, non sono nessuno e rischiano davvero, mentre ww non rischia nulla. ma anzi ci guadagna mostre cattedre visibilita’ etc etc..
      Ad ogni modo AI WEIWEI NON E” LA CINA.

      La rivoluzione culturale c’e’ stata per tutti in Cina. Per tutti. Ognuno ha delle storie agghiaccianti da raccontare.. e strumentalizzare questa tragedia non porta a molto.
      La situazione e’ molto complessa, ci sono enormi sfumature che ad occhi occidentali sono semplicemente invisibili.
      LA CINA NON PUO’ ESSERE AFFRONTATA CON PARAMETRI OCCIDENTALI.
      E’ UN’ALTRA CULTURA, UNA STORIA ED UN EVOLUZIONE MOLTO DIVERSA ..
      CHE NON PUO’ ESSERE SPIEGATA ATTRAVERSO I NOSTRI BEN CONSOLIDATI PARAMETRI.

      Ci vorrebbe meno arroganza e presunzione e piu’ rispetto.
      Le notizie che arrivano in Italia dalla Cina sono tutte ‘rivisitate’ anche quando parlano del tempo..

      E’ facile attaccare la Cina.. ma visto come sta girando il mondo forse sarebbe piu’ intelligente iniziare ad aver un altro tipo di approccio.

      E se vogliamo parlare di regime, censura .. allora si potrebbe considerare ad esempio il Myanmar, il Nord Corea… e l’elenco sarebbe lungo e sicuramente nella classifica non mancherebbe l’Italia.

  • cristiana

    le mostre di solito si preparano e progettano con largo anticipo. magari questa mostra era in cantiere prima che Ai Weiwei fosse arrestato. Sicuramente approfittano del vantaggio comunicativo. Ma come stabilire un confine preciso? Chi non approfitterebbe? Sicuramente l’Italia è più contempranea, nel bene e nel male. Ma non mi sembra che Artribune non parli dell’Italia. Ne parla eccome!

  • Non volevo essere polemico. Dico che è molto più difficile e stimolante fare l’artista in italia che in cina. Dove non capita nulla se fai una foto al tuo dito medio contro palazzo chigi o dove il quadro X è una sorta di accessorio.

  • cristiana

    certamente è diverso. ma non mi sembrava questo il tema del’articolo. … certo da noi non succede niente se fai una foto al dito medio. ci vuole almeno un dito di marmo! :)

    ciao!

  • hm

    – molto più difficile e stimolante fare l’artista in italia che in cina. Dove non capita nulla se fai una foto al tuo dito medio contro palazzo chigi –

    questa è solo una limitante visione occidentale (angloamericana) che presuppone che alzare il dito medio sia un atto di ribellione cool e quindi colmo di artisticità (e infatti ai wei wei è un feticcio stereotipato perfettamente funzionale agli usa), peccato che la cina si sia già comprata il porto di atene e presto anche il partenone . quindi tra un po’ fare il dito medio contro palazzo chigi sarà come farlo alla cina . e a quel punto alzare il dito non sarà più visto come gesto artistico fintoribelle alla copialan ma come quello che è realmente, un atto esplicito di semplice disaccordo . non quindi come qualcosa a cui dare un fake valore artistico finanziato e approvato dagli stessi a cui è rivolto il dito in un’ottica di finta ribellione programmata per monetizzare .

    • Mafammiilfavore

      Magari se avessero preso tuo padre e tua madre dai loro rispettabilissimi posti di lavoro e li avessero mandati a coltivare il riso in montagna, a spalare i cessi tanto per far la ricreazione, e prender botte ogni tre per due, se ti avessero aspettato per strada un paio di volte e a sprangate ti avessero mandato all’ospedale in fin di vita, se, appena finita di costruire, ti avessero imposto di abbattere la tua casa studio, se ogni giorno che Dio manda in terra tu ti svegliassi dicendo, beh! Per questa notte non son venuti a prendermi, forse, dico forse perché quella tua testaccia da padano di ferro è del tutto impenetrabile, non definiresti Ai Weiwei “un feticcio stereotipato perfettamente funzionale agli usa”

      • hm

        ma stai descrivendo le brigate rossioniste per caso?

      • Attenzione però, se diventare una vittima e rischiare di non potersi più esprimere sia eroico o stupido o funzionale a qualcosa non lo so. Perchè non è andato a vivere all’estero prima, da dove avrebbe potuto esprimersi liberamente….e forse in modo più efficace ed interessante. Efficace per il suo paese e per la sua famiglia che forse starebbe meglio fuori dalla cina.

        • Perché. caro Luca, lui invece di “gestire la distanza” ha preferito gestire la presenza. Da fuori, dall’estero, mio caro, puoi fare tante cose ma in Cina non lo sapranno mai! Ció che accade nel mondo arriva super filtrato e opportunamente distorto. E del dissenso, e di tutte la nostre “manifestazioni pro questo e pro quello e in favore dei diritti civili” a loro, stai tranquillo, non arriva nulla. Lasciami fare infine un’ultima considerazione che non riguarda Ai Weiwei ma noi: proprio tu, che ad ogni pié sospinto descrivi la generazione “nulla”, quella “castrata” dalla dipendenza dalla NGF ,non ti rendi conto che dire “io me ne sarei a dato all’estero dove ci stavo meglio” è maledettamente tipico di un atteggiamento imbelle, rinunciatario, codardo di chi preferisce un po’ di comfort, la possibilità di esercitare, lui pure, l’affascinante pratica del consumismo spensierato, accettando il profondo lavaggio del cervello, all’impegno ed al sacrificio per le proprie convinzioni ed ideali? E cioè è proprio l’atteggiamento indispensabile per l’avvento ed il trionfo di una generazione “nulla” che ha dimenticato o non ha mai saputo che difficoltà e problemi sono si spiacevoli ma sono anche lo stimolo piú forte della creatività e della voglia di migliorare e proghedire.

          • hm

            l’invito fake di lucarossi è semplicemente tipico del suo essere fake . lucarossi è talmente fake che non se ne accorge nemmeno più poveretto . spero per lui che siano in 3+ persone a scrivere perchè ormai è diventato una barzelletta . la nonni genitori foundation deve avergli fatto il lavaggio dal cervello fin dalla più tenera età e quindi si limita a scrivere tutto ciò che fa piacere ad essa . la roba più ridicola poi è che ha passato mesi a denigrare quelli che andavano a berlino e in varie residenze d’artista all’estero, scrive tutto il contrario di tutto senza la minima logica . luca rossi = smart vintage relativism pro nonni genitori foundation .

            – Perchè non è andato a vivere all’estero prima, da dove avrebbe potuto esprimersi liberamente….e forse in modo più efficace ed interessante. –

            sì efficace come far dei gesti ditosi in marmo in piazza affari .

      • D’accordo, forse però ricordiamo anche che Ai Qing, papà di Wei Wei era una specie di Victor Hugo cinese (grande poeta, bellissimi versi sul natale cristiano e sulle donne tra gli altri) , il più grande poeta maoista forse. Ancora oggi almeno quelli nati nel 70 conoscono le sue poesie a memoria. Wei Wei visse a New York, facendo lavoretti…dice la leggenda,…ma frequentando Lou Reed, Vito Acconci, Allen Ginsberg,..e tutta l’intelligentia internazionale….non fu nella mostra mitica dell’89 ala galleria nazionale….e stranamente dopo due soggiorni in USA senza cavare un ragno dal buco nel giro di 5 anni è diventato una delle figure internazionali più importanti,…politicamente….quindi a parte i suoi, serve anche altri interessi….. Le estorsioni ed i ricatti esistono anche in italia (mafia camorra e raccomandazioni, etc) e nel resto del mondo…..e in fondo dopo anni di vita qui, mi sembra che la differenza fondamentale sia che in occidente si attua il soft power e anzichè sparire le persone vengono ostracizzate o messe da parte….e per i media….guardate la televisione inglese durante i riots di Londra…altro che censura e propaganda…pura invenzione!….Quando in Cina c’era la rivoluzione culturale, in Francia ed in Europa gli intellettuali ne parlavano come una meraviglia…anche Sartre venne e ritornò dicendo che la Cina era un modello di novità ed utopia…..tutti sventolavano i libretti rossi al trocadero alla scuola di cinema,…Oggi di eroi robin hood—-anche veri—-ce ne sono tanti qui a Pechino, senza la “crème intello” a spingerli e chissà cos’altro….(cia..? mah) . Cito una ragazza sconosciuta che il giorno dell’anniversario di tien An men si mette a rallentare le macchine in autostrada vestita da entreneuse con la maschera e poi scompare (non è stata presa)…cito l’artista Pan Xinglei (chi lo conosce? ) che dalle barricate di Tien An Men, fugge ad Hong Kong e per disprezzo di ogni forma di potere nei confronti della sua cina, sale sulla statua della regina Vittoria e gli stacca il naso con uno scalpello…..tante altre storie…. E poi invece le storie di quelil che creano le ONG per i lavoratori emigranti, le scuole per gli handicappati e i poveri…che non hanno tempo nè voglia di fare “il dito” perchè cercano di aiutare qualcuno alla giornata nel mondo reale e non in quello delle gallerie d’arte….e poi come ho già detto,..anche Wei Wei anni fa non si esprimeva in maniera così ovvia e teatrale…forse sono stati i media o semplicemente l’air du temp…ma diciamo che l’occidente ha bisogno di qualcuno così di un simbolo e lui per vari motivi, ha deciso di essere quel simbolo. Il coraggio non gli manca e nemmeno l’intelligenza,..ma dai cinesi , alcuni intellettuali e professori, anche lui è percepito un po’ come un gangster..potere contro potere….poi basta sono stufo di parlarne.

        • Senza andare fin in Francia e scomodare Sartre, caro Alessandro, basterebbe ricordare l’innamoramento di Terzani per Pol Pot e il suo “uomo nuovo” e quel che ne scrisse allora… poi rishió di essere giustiziato sommariamente dai Kmer Rossi e se ne tornó in Thailandia … ma autocritca vera la fece solo molti anni dopo e dobbiamo dargli almeno atto che lui la fece, quella di altri la stiamo ancora aspettando!

      • hm

        in ogni caso il mio canale youtube è censurato in tutta italia da maggio, tu mafammiilfavore hai qualcosa di censurato? ai bau bau è mai stato preso a sprangate da qualcuno o mandato all’ospedale in fin di vita? non mi risulta . la realtà è che bau bau è il giuliano ferrara cinese . la censura in italia e nel mondo occidentale si attua in molti modi, anche dalla scelta e dal preciso ordine delle notizie che si trovano su google .

        • Scusa caro hm se intervengo ma lo faccio perché, in genere, tu prima di scrivere qualche cosa ti documenti bene. Si Ai Wei Wei è stato sprangato brutalmente non una ma almeno due volte e ha corso serio pericolo di vita, credo che delle conseguenze di una di queste bastonature, sia ancora oggi in cura.
          Infine è spiacevole che ti abbiano oscurato il canale ed è giusto che tu te ne lamenti e, magari, ti batti per far togliere l’oscuramento ma, tra questo e le sprangate c’è sempre una bella differenza, non ti pare?,

          • hm

            in italia i massionisti rosacrociani non sprangano, troppo rumore, ti fanno fuori direttamente e poi insabbiano tutto . vedi pasolini, rino gaetano e decine di altri .

  • …ma anche il dito di marmo :)
    Forse bisogna mettere le dita altrove

  • cristiana

    :) infatti…meglio mettere le mani all’opera
    in generale aggiungo…ricordo che Ai Weiwei ha fatto anche molto altro. Personalmente lo apprezzo molto per le altre cose che ha fatto. Non è solo un “ribelle”. E’ un artista.

  • effe ci

    Quest’estate ho visitato Dresden, e in un locale, prestigioso museo (la parte dei Neue Meister alla Gemaldegalerie), dove ero andato soprattutto per C.D. Friedrich, mi sono imbattuto nel suo celebre “Croce in montagna”. Ora, a parte che la sala, in cui si trovavano diverse preziose opere del maestro, mi colpì per un allestimento tutt’altro che rigoroso, con i quadri molto bassi, e assurdamente inclinati, (sembravano messi così per farli veder ai bimbi di 8/10 anni), la cosa più sconvolgente per me fu scoprire che ai lati del capolavoro di Friedrich si trovavano due lastre rettangolari di marmo grigiastro, a prima vista del tutto prive di senso, come dimenticate lì. Poi mi accorsi che erano messe in modo regolare, ognuna alla stessa distanza dal quadro, quindi non erano lì per caso. Infine, la scoperta: era un intervento dell’ineffabile Weiwei, l’ossessione mediatica dell’anno, che uno sciagurato curatore aveva deciso di accostare al sublimei Friedrich, svilendolo e travisando uno dei suoi capolavori in maniera tale da scandalizzarmi (lo faceva sembrare, per contrasto, un cartellone psichedelico) e obbligarmi a uscire, anzi a fuggire dalla sala. Ecco, questo è quanto capita quando la macchina della stupidità, lavorando in parallelo con quella dei grandi interessi economico-politici-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta, comincia lavorare a pieno ritmo, come nel caso di questo ambizioso, e anche ricco e potente (e di ‘buona’ famiglia), cinesone. Grazie a tutti i fessi che corrono a mettere la firma e si riempiono la bocca con le stupidaggini diffuse dai media.

    • Ti auguro di non dover mai vivere personalmente neppure una piccola parte di quelle “stupidaggini diffuse dai media” con la tua sensibiltá che ti fa fuggire da una sala per due lastre di marmo ( e l’insensibilita di far lo sforzo di capire un lavoro ) non so proprio come te la caveresti!

  • augusta

    L’avessi saputo prima sarei andata per vedere le lastre e come erano posizionate.
    Sembra che la visione d’insieme abbia sortito proprio un effetto interessante nel visitatore.
    Con tutto il rispetto per Friedrich e la sua grandissima capacità pittorica: non lo sopporto.

  • marcella

    tenere alta l’attenzione è importante per la sua vita

  • LorenzoMarras

    Sereno tu sai gia’ come la penso riguardo questa faccenda. benissimo.
    Saprai naturalmente che in Cina vige un sistema politico Totalitario accanto ad un sistema (paradossi della storia) capitalistico spaventoso in quanto a condizioni lavorative imposte : salari bassi, orari massacranti, licenziamenti facili e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Benissimo. Arriviamo al dunque :
    Tutte queste condizioni in quel paese non si sarebbero potute verificare se nel nostro Occidente, cosi’ esemplare in quanto a Candore esibito, non avesse delegato al paese Cina parte…dico parte delle sue produzioni per risparmiare ed anche…magari … per indebolire sindacalmente e politicamente i lavoratori nostrani. L’Occidente è COMPLICE. sembrerebbe
    banale ma è complice. Complice di quelle cosette che ho scritto su.

    Concludo : coerenza vorrebbe , dal momento che Wei Wei parla spesso di condizioni della Cina… che con il garbo orientale che lo contraddistingue..
    dedicasse parole di denuncia , anche verso quella parte del mondo che
    lo ospita, lo celebra e sostiene.

    Tutto qui, ciao Sereno.

  • Caro Lorenzo il tuo post mi lascia un po’ interdetto perché non capisco bene a quali, tuo e mio, post precedenti tu faccia riferimento. Su quanto scrivi adesso non ho proprio nulla di particolare da dire salvo osservare che la complicità dell’occidente (per altro indubbia) intesa come l’intendi tu, è arrivata quando, passato il periodo maoista e i suoi immediati epigoni, la Cina ha iniziato a “cambiare” e ad adottare, appunto, dapprima una sua simulazione e poi il “libero mercato” tout court (beh! quasi) e praticare la politica di apertura progressiva verso l’estero ma anche verso l’interno, se pur a passi molto lenti e con una ferrea repressione di dissidenze “troppo” esigenti o radicali (ovviamente nell’ottica del regime). Detto questo forse chiedere che Ai Weiwei venga qui a denunciare i guasti dell’occidente, con la situazione che c’è a casa sua, mi parrebbe pretendere un po’ troppo. D’altro canto (e questa è la ragione, io credo, della scarsa simpatia che riscuote negli ambienti piú radicali sia interni che esterni alla Cina) Ai Weiwei, nei suoi rapporti con il regime ha sempre giocato con uno stile molto “orientale” evitando gli scontri frontali, collaborando a grandi progetti ma portando avanti, nello stesso tempo, la sua contestazione su aspetti delle libertà civili e personali che, a noi, possono anche apparire marginali ma che sono , invece, per la situazione cinese molto importanti e strategiche per aprire la via e rendere possibili nuove richieste di più ampie aperture eaghiori diritti. Non dovremmo dimenticare che mentre da noi il Macchiavelli è una lettura per filosofi e per letterati, “L’Arte Della Guerra” Di Sun Tzu e il “Romanzo dei Tre Regni” di Luo Guanzhong sono, in Cina, due dei classici fondamentali, mai “oscirati” neppure durante la “rivoluzione culturale” e, tanto per dati un’idea, c’è un proverbio in Thailandia (paese che ha sempre avuto strette e cordiali relazioni con la Cina, con l’unica parentesi in oltre mille e cinquecenti anni, della guerra in Corea) che suona cosí: “Mai fidarsii di chi ha letto il Romanzo dei Tre Regni”. Ai Weiwei non è certo né un Achille né in Ettore ma, casomai un Ulisse.

    • Siccome avevamo discusso dell’artista pensavo che tu avessi collegato.
      Cmq è vero che la cultura cinese o il modo di vedere le cose non coincide con il nostro e tuttavia wei conosce avendoci vissuto l’occidente.
      Si trattava solo di una presa di posizione ufficiale e sincera.

  • effe ci

    accidenti, Augusta sarebbe partita seduta stante per andare a vedere le lastre di marmo del cinese, già godendo (è evidente, da quanto dice) del fatto che così si sarà data una ‘sistemata’ all’insopportabile Friedrich.. no, davvero, qui c’è qualcosa che non va, e già da un pezzo, c’è gente che scrive senza pensare, che salta la funzione intellettiva, compulsivamente.

  • effe ci

    Bene, eccone un altro, dopo la Prode Augusta, che trova Friedrich “insopportabile” e che si sente venire l’acquolina in bocca al solo leggere che Il Celebre Cinese ha piazzato due lastre di marmo (forse acquistate all’Ikea) ai lati di un’opera di 200 anni fa, considerata universalmente un capolavoro (il primo in ordine di tempo) di CDF, riuscendo oggettivamente a snaturarla e compiendo un’operazione di vandallsmo ‘freddo’ (autorizzato dalla direzione del museo, questo è il ‘bello’). Contenti voi..

    • augusta

      infatti contenta me. io ci ho i miei gusti, magari snaturati dall’ignoransa ( ignoro l’ansa e preferisco adnkronos….? scussi divago:-)).
      Ma Ssaanti Numi santi! Come avevo scritto, artista di tutto rispetto ma arrabbiarsi perchè m’interessa di più un’artista o un’opera di un altro mi pare pare eccessivo no? la prode augusta lancia in resta confessa che le interessa molto tale semisconosciuta alexandra bricken e un’altra giovane che si chiama carina brandes. delle quali apprezza i lavori. una fa foto e l’atra addirittura ,sculturina a parte, fa la maglia come la marisa merz che sferruzzava l fil di ferro.
      io sa faccio solo cose vedo poca gente e comprendo, con difficoltà per strane kategorie kantiane ed anche male. così magari preferisco un paio di lastre di marmo ( magari per ispirarmi tra un periodo depresso ed un altro?).
      non si sciocchi e non faccia innervosire Sereno che apprezzo sempre molto con i suoi sapienti e lucidi commenti. Lo vede sono anche orrendamente di parte!

      • Grazie augusta sei molto carina e sei anche intelligente. Capisci molto piú tu, con la tua aria (dico dalla prosa) un po’ svampita che tanti “soloni” che forti dei loro “studi” ( parziali e stagionati dal tempo) e delle loro profonde letture (spesso poco e mal digerite) pensano di essere dei Dorfles o dei Celant, anzi meglio! I tuoi commenti sono sempre freschi, spesso divertenti e non infrequentemente danno ragioni per riflettere :-)

        • augusta

          Grazie a te! buona giornata e buon WB se sei immerso ancora lì!

  • E chi ti ha detto che a me Friedrich risulti “insopportabile” ? Ho forse scritto una cosa simile? Ma tu, che bolli gli altri di “gente che scrive senza pensare, che salta la funzione intellettiva, compulsivamente” sei proprio certo di aver pensato sufficientemente e di aver usato la funzione intellettiva prima di scrivere ii tuoi post precedenti? E per il tuo ultimo, sei proprio certo di avere la preparazione, la cultura ma soprattutto l’autorevolezza, necessarie e sufficienti per poter affermare ( al posto di in semplice, lecito e non censurabile “non mi è piaciuto”) che quell’installazione, voluta dal museo che ha un Direttore ed un Curatore, era un atto di vandalismo “freddo”? Prima di rispondermi che si, ovviamente le hai, ricordati che sei un anonimo e che, quindi, o esci dall’amonimato o la tua risposta fará solo sorridere, ciao caro!