Lo Strillone: il canto del cigno della Fondazione Pomodoro sul Corriere della Sera. E poi Postmoderno, Cattelan, Indian Highway al Maxxi…

Taglio alto sul Corriere della Sera per il canto del cigno della Fondazione Pomodoro: no money, austerity… dopo sette anni di attività si spengono le luci sull’avventura. Stacco della spina programmato per il 31 dicembre: cancellate le mostre autunnali di Penone ed Eskinja. Miuccia Prada a ruota libera su La Stampa: il Postmoderno non è […]

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Taglio alto sul Corriere della Sera per il canto del cigno della Fondazione Pomodoro: no money, austerity… dopo sette anni di attività si spengono le luci sull’avventura. Stacco della spina programmato per il 31 dicembre: cancellate le mostre autunnali di Penone ed Eskinja. Miuccia Prada a ruota libera su La Stampa: il Postmoderno non è morto! Vive e lotta insieme a noi!

La chiamata alle armi di Stefano Boeri si risolve in un buco nell’acqua. Quotidiano Nazionale c’è stato, ieri, in Piazza Affari: poche decine di persone hanno risposto all’appello dell’assessore meneghino alla cultura, che chiedeva alla città di scegliere insieme che fare del dito di Cattelan. Il commento di Orio Vergani: “sarebbe stato più opportuno nominare un comitato di pensatori capitanati e scelti dal grande Gillo Dorfles per dirimere la questione”.

Eddai con ‘sta Arte Povera! Tocca a Il Fatto Quotidiano anticipare il giro d’Italia per mostre di Merz, Kounellis e soci. E se non ne avete ancora abbastanza beccatevi la doppia su La Repubblica, con intervista a Celant e tutto l’ambaradan del caso. Una breve su Europa e Il Riformista lancia la Indian Highway intrapresa, da oggi, al Maxxi; l’Artemisia a Palazzo Reale vale, su La Padania, la pagina piena.

Libero annuncia la dipartita di Mohammed Ghani Hikmat, ottuagenario scultore iracheno colpevole di perpetrare attraverso opere monumentali il culto di Saddam. Agli amici de Il Giornale, che peraltro si lanciano in anatema contro Body Worlds: Timothy Verdon è il nuovo direttore del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Già. Ma non è una notizia, si sapeva. L’hanno intervistato giusto ieri su Avvenire. E quindi?

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Piuttosto dell’ennesimo Penone meglio Rocco Siffredi col pomodoro! O forse il dildo-dito griffato C & C da regalare a chi so io… (da non confondere con G & D, Gillo Dorfles, della dinastia dei critizi egizi). Prada docet.