Le famiglie investono in cultura, lo Stato no. Amministratori locali in convegno a Roma, ma gli interlocutori istituzionali latitano

La rimessa in centralità di una cultura considerata ormai marginale, persino dalla stessa crisi, è stato il tema centrale del Convegno Le città della Cultura. All’Auditorium di Roma, la presenza cospicua di addetti ai lavori non è stata sufficiente a far passare in sordina le assenze di Alemanno, Polverini e più di ogni altro – […]

La rimessa in centralità di una cultura considerata ormai marginale, persino dalla stessa crisi, è stato il tema centrale del Convegno Le città della Cultura. All’Auditorium di Roma, la presenza cospicua di addetti ai lavori non è stata sufficiente a far passare in sordina le assenze di Alemanno, Polverini e più di ogni altro – come lo stesso Presidente di Federculture, Roberto Grossi, ha fatto notare – di Giancarlo Galan. Un convegno senza gli interlocutori fondamentali, che ha tuttavia messo in luce quei punti di criticità che stanno creando una situazione di stallo generale.
I segnali di una carenza culturale – dati statistici alla mano – pare giungano proprio dalla classe dirigente, già, perché mentre le famiglie investono nella cultura nonostante gli anni difficili, lo Stato riduce la spesa. Un punto di partenza che ha fornito argomentazioni utili ai relatori; dai saluti di Nicola Zingaretti alla tavola Rotonda animata da Michele Emiliano, Nicola Bono, Paolo Pininfarina, Mario Caligiuri e Daniela Gasparini non è stato tralasciato nulla. E se la Puglia fa un passo avanti con investimenti su una cultura a lunga durata, la Calabria ancora una volta rimane ferma su questioni decennali. Da Cinisello Balsamo arriva invece l’appello di non abolire i piccoli comuni, quanto piuttosto di creare una rete di comunicazione a sostegno della cultura. Il convegno si conclude con la domanda di Dario Laruffa a Paolo Pininfarina sul perché il MoMA è straordinario e il Colosseo straordinariamente trascurato. Il presidente risponde parlando di identità aziendale e musei dedicati alle automobili, mentre saluta cordialmente Della Valle augurandosi di poter fare come lui. Insomma, gli argomenti non mancano, i finanziamenti sì.

Alessandra Fina

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Alessandra Fina
Vive a Roma. Ha conseguito la laurea magistrale in Curatore d’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati (Villa Torlonia, Caffè Letterario Roma ecc). Ha lavorato presso Palazzo delle Esposizioni come operatore didattico e addetta all’accoglienza. Ha partecipato alla redazione del testo Europa – America 1945 – 1985, una nuova mappa dell’arte a cura di Carla Subrizi e del catalogo della mostra Sguardi Multipli. Rassegna Nazionale di Arti Visive (Palazzo San Bernardino, Cosenza – Castello Estense, Ferrara). Ha collaborato con l’ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar. Attualmente si occupa di comunicazione e public relation e collabora con importanti testate di settore: Artribune e Tafter.
  • E’ possibikle avere i dati a cui si riferisce? E avere più riferimenti sull’affermazione “MoMa + importante del Colosseo trascurato”. Grazie mille
    debeaugu

  • alessandra fina

    le famiglie investono in cultura e attività ricreative il 50% ; lo stato soltanto il 15%

    non c’è scritto che il MoMA è più importante, ma che è più curato rispetto al Colosseo che non ha le stesse attenzione né dallo Stato né da privati.