Ladro o contemplatore del Tempo? Qualcuno ha rubato un’opera di Roman Opalka alla galleria Michela Rizzo di Venezia, magari per farlo vivere ancora…

La mostra è magnifica e profonda, immobili i lavori nonostante siano rimasti orfani del loro creatore.  Cioè di Roman Opalka, il grande artista che lavorava in maniera ossessiva sul Tempo, cercando di raggiungerne il mistero, fino a venirne ingoiato, una sera d’agosto, spegnendosi alla vigilia del suo ottantesimo compleanno. Il luogo è la galleria Michela […]

Roman Opalka 1965_1 - Détail 1719142-1722573, della stessa serie di quella rubata

La mostra è magnifica e profonda, immobili i lavori nonostante siano rimasti orfani del loro creatore.  Cioè di Roman Opalka, il grande artista che lavorava in maniera ossessiva sul Tempo, cercando di raggiungerne il mistero, fino a venirne ingoiato, una sera d’agosto, spegnendosi alla vigilia del suo ottantesimo compleanno.
Il luogo è la galleria Michela Rizzo di Venezia. Una mattina di settembre, il 15 settembre, la gallerista e i suoi assistenti sono al lavoro in galleria, come tutti i giorni. Si aggiornano le mail, si percorrono le stanze, si salutano i visitatori. Poi lei costeggia la parete delle Cartes de voyage iniziate da Opalka nel 1972, e viene colpita dal bianco: non il bianco assoluto inseguito da Roman Opalka, il Rumore bianco di delilliana memoria, ma il bianco di un’assenza fisica, un buco al posto di un lavoro trafugato.
E qui viene in mente ciò che l’arte ha mosso ancora una volta. Si tratterà di un ladro che spera di spacciare l’opera per denaro, o di una persona ossessionata come lo era Roman Opalka, qualcuno che starà immobile nella sua “stanza tutta per sé” a fissare quei numeri ­ contenuti nel titolo stesso dell’opera: Roman Opalka 1965/1 – Détail 2330825-2335886 ­ in attesa statica, contemplativa, assoluta?

Martina Cavallarin

Roman Opalka 1965_1 - Détail 1719142-1722573, della stessa serie di quella rubata

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Martina Cavallarin
Martina Cavallarin, Venezia, 17-12-1966. Critica e curatrice, si occupa di arti visive contemporanee. Il suo sguardo spazia tra differenti linguaggi e necessarie contaminazioni. Il senso è quello di esplorare direzioni e talenti dell’arte che va dalla pittura alla fotografia, dal video alla scultura e all’installazione. Critica e curatrice all’interno della Project Room al MART di Trento e Rovereto 2008. Professore a progetto 2010 presso il Politecnico di Milano, dipartimento di design e architettura. Presidente e direttrice artistica dell’Associazione di Promozione Sociale scatolabianca. È curatrice di EcoArt Project, piattaforma di Green Art. Nel 2008 è co-curator e critica nel progetto La Sostenibile Leggerezza dell'Essere – La Metafora dello Spazio. Den Raum beleben a cura di Lorand Hegyi, Evento collaterale nell’ambito della 11a Mostra Internazionale Architettura “Out There: Architecture Beyond Building” Nel giugno 2009 è curatrice della mostra Sant’Elena-La seduzione nel segno (Richard Nonas) Evento Collaterale della 53° Esposizione Internazionale d’Arte – la biennale di Venezia, e della mostra personale di Fabio Mauri, Fabio Mauri, etc… alla galleria Michela Rizzo di Venezia. Curatrice di un progetto internazionale al Gaya Art Space di Bali, Indonesia, luglio e agosto 2010. Nel settembre 2010 è curatrice della mostra The Belly of an Architect, Collateral of People meet in architecture – 12° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia - diretta da Kazuyo Sejima. Nel 2011 è curatrice della mostra di Nanni Balestrini - Bastacani - alla galleria Michela Rizzo di Venezia. A giugno è curatrice di Round the Clock, Spazio Thetis, Arsenale Novissimo, Evento Collaterale della 54° Esposizione Internazionale d’Arte - la biennale di Venezia, ILLUMInation. A ottobre è curatrice della mostra Personality (Lawrence Carroll, Tony Cragg, Roberto De Pol, Richard Nonas, Mariateresa Sartori, Eric Winarto) e ORIGINAL RIELLO. Collabora con diverse riviste tra le quali Il Giornale dell’Arte (Veneto e Lombardia), Mood – di cui è stata la responsabile per il settore arte – ToGetAir, Arte, Il Progetto, Segno, Artestetica, alfabeta2, Artribune. Il suo primo libro, I Segni di Milano, è edito da Mazzotta.
  • a. p.

    … opere rubate dalle gallerie (FURTI, punto e basta)… opere d’arte distrutte dai vandali (è accaduto a Villaricca, provincia di Napoli, in occasione della rassegna “I cortili dell’arte”). Che dire? Si resta proprio senza parole… La bellezza doveva salvare il mondo, ma a quanto pare in questo mondo non è più in grado di salvare manco se stessa :-(

  • TheStylist

    Forse quei numeri volevano dire qualcosa di importante per qualcuno…

  • hm

    forse ne ha rubata solo una perchè tanto le altre erano intercambiabili .