La storia all’asta. Da Sotheby’s New York tocca alla terza fetta di torta della Collezione di Allan Stone

Dopo il successo delle due vendite di maggio, il 23 settembre Sotheby’s New York mette in calendario la vendita della terza parte della Collezione del grande dealer di Manhattan Allan Stone, che anche in questo episodio presenta un bel nucleo di opere dell’artista-chiave Wayne  Thiebaud. Artista californiano lanciato proprio da Stone nel 1961 con la […]

Joseph Cornell - Dosso Dossi

Dopo il successo delle due vendite di maggio, il 23 settembre Sotheby’s New York mette in calendario la vendita della terza parte della Collezione del grande dealer di Manhattan Allan Stone, che anche in questo episodio presenta un bel nucleo di opere dell’artista-chiave Wayne  Thiebaud. Artista californiano lanciato proprio da Stone nel 1961 con la sua prima personale, a cui seguì un’amicizia di oltre quarant’anni fino alla morte del gallerista nel 2006.
Di Thiebaud troveremo Cherries#1 del 1981, stimato 500-700mila dollari, Standing Man del 1964, una composizione minimalista stimata 1.2-1.4 milioni, Hillside Streets del 1993, stimato 500-700mila e Tie Tray del 1969, stimato 800.000-1.2 milioni.
Allan Stone fu molto legato anche all’Espressionismo Astratto e ad artisti come Willem de Kooning, John Chamberlain e Alfred Leslie. Di de Kooning troveremo Woman as Landscape del 1965 (stimata 800mila-1.2 milioni di dollari), mentre di Chamberlain verranno presentate le opere Hudson del 1960 (stimata 600-800mila) e Cord, stimata 200-300mila.
E un rapporto molto stretto legò Stone anche con Joseph Cornell, di cui troveremo l’opera Soap Bubble Set (Eclipsing Binary, Algol with Magnitude Changes), stimata 150-200mila dollari.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.