Gengis Khan ha la sua casa. Grandi masse e linee ipercontemporanee per il nuovo Ordos Museum di Mad Architects, in Mongolia

Appare così, il nuovo imponente Ordos Museum realizzato dallo studio cinese Mad Architects in Mongolia, come una grande massa amorfa praticamente priva di bucature e sagomata con un motivo fasciante simile a nastri di metallo brunito. Quasi come un oggetto depositato in quel contesto, una distesa di dune nel deserto del Gobi. Un’architettura che si […]

L’Ordos Museum di Mad Architects, particolare - by Fang

Appare così, il nuovo imponente Ordos Museum realizzato dallo studio cinese Mad Architects in Mongolia, come una grande massa amorfa praticamente priva di bucature e sagomata con un motivo fasciante simile a nastri di metallo brunito. Quasi come un oggetto depositato in quel contesto, una distesa di dune nel deserto del Gobi. Un’architettura che si adatta al clima inospitale dell’intorno, implodendo, e ricalcandone le tonalità bronzee. Un volume che si scherma, proteggendosi dall’irraggiamento solare e che offre il fianco a venti che sembrano modellarne ulteriormente la scocca morbida. Gli interni stessi sono simili a caverne luminose, dove ogni spigolo è smussato quasi fosse sagomato dalla millenaria erosione di acque sotterranee. È isolato rispetto all’esterno, avvolgente come un rifugio. I suoi vuoti sono solcati da passerelle aeree, blocchi ascensori, e scale mobili in quota, senza lasciare grande spazio alle sale espositive,trascurate nell’insieme.

Voluto dalla municipalità di Ordos nel 2005, il museo rientra in un più vasto masterplan frutto dell’espansione urbana che sta investendo l’intera Cina, ma che si distoglie dalla rigidità geometrica della griglia di partenza, volendo essere solida testimonianza del crossroads culturale che invece coinvolge l’intera regione. Sì, perché il museo – alto 40 metri e con una superficie complessiva di 41.227 mq – raccoglie le tradizioni locali e la storia culturale della Mongolia, e possiede quindi un significato semantico importante: fabbricare uno scrigno che possa conservare con cura valori e ricordi di un popolo, evitando che essi siano dispersi nella polvere dei giorni.

– Giulia Mura

L’Ordos Museum di Mad Architects, particolare - by Fang

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.
  • anna

    è un tartufo ?

  • Luth

    @anna no, è la fine dello stereotipo secondo il quale i cinesi sanno solo copiare, e malamente.
    E’ innovazione, fantasia, creatività, bellezza.
    E la tua battuta è decisamente sciocca.