L’Arte Povera? Una bolla di sapone. Succede anche questo al MAMbo

Torniamo indietro di qualche giorno, ossia allo scorso venerdì. Al MAMbo di Bologna si tiene la prima conferenza stampa del ciclo di mostre coordinate da Germano Celant e dedicate all’Arte Povera, di cui hanno sentito parlare ormai anche i neonati e gli ultraottantenni. Dunque, non si annuncia nulla di particolarmente eclatante o entusiasmante. Se non […]

Le bolle di sapone di Alberto Esse

Torniamo indietro di qualche giorno, ossia allo scorso venerdì. Al MAMbo di Bologna si tiene la prima conferenza stampa del ciclo di mostre coordinate da Germano Celant e dedicate all’Arte Povera, di cui hanno sentito parlare ormai anche i neonati e gli ultraottantenni. Dunque, non si annuncia nulla di particolarmente eclatante o entusiasmante. Se non fosse per un fuori programma contestatario che non poteva non essere creativo. E così, appena Celant inizia il suo intervento, Alberto Esse, che si autodefinisce “già esponente della neo avanguardia emiliana alla fine degli anni ’60”, si mette a soffiare delicate e “scivolose” – è il principio in base al quale si tenta di farlo desistere – bolle di sapone.

Fra qualche malumore e alcuni addetti alla sicurezza che non riescono nell’intento di “accompagnare all’uscita” il performer, la conferenza stampa si conclude senza incidenti né ulteriori fuori programma. Certo non è in calendario una personale di Alberto Esse al MAMbo per i prossimi 50 anni, presumiamo. Ma forse ci si potrà attendere altri momenti suggestivi nei prossimi incontri con la stampa a soggetto Arte Povera.

Le bolle di sapone si dirigono verso Germano Celant
  • HM

    – io sono molto americano, le posso mangiare anche la casa –

    BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

  • nicoletta pallini

    ah ah ah! mi piacerebbe che a ogni conferenza stampa ci fosse una performance improvvisata ma ad hoc sul tema

  • Sicuramente Alberto Esse non farà la mostra al Mambo nei prossimi 50 anni….. ma il 17 dicembre 2011 presenterà il suo percorso artistico nella nostra galleria.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      L’Arte Povera è finita nelle bolle di sapone!

      Se l’arte di oggi meritasse un’ appropriata definizione, dovrebbe chiamarsi proprio l’arte delle bolle di sapone. Da tutto questo ne consegue che continuare a fare mostre sull’Arte Povera ridotta a puro evento mediatico, equivale a far scoppiare nel circuito ufficiale e asfittico dell’arte una quantità un’infintà di bolle di sapone.

      Purtroppo, il contemporaneo, ( non riguarda solo l’Arte Povera) chiede solo di essere percepito con “apatia”. Oggi stare davanti ad un’opera d’arte è come guardare le immagini patinate in tv. Gli artisti, gli storici i critici hanno rinunciato al loro ruolo critico di protagonisti del cambiamento.

      Nelle loro arterie non scorre più il sangue di utopie di grandi artisti e pensatori del passato. Hanno spento il desiderio di un’arte al servizio del risveglio delle coscienze. Intendo il contenuto effettivo dell’arte, quello più alto, più nobile e vero per trasformare la realtà.

      Sono tutti ben rintanati a mantenere saldo il loro potere acquisito sotto il segno del potere e del domino. A difendere il loro orticello e a non inimicarsi mai con i potenti che conducono questo sistema perverso e malato dell’arte. Per questo condivido il gesto di Alberto Esse al Mambo. Ha i suoi validi motivi!

      Vorrei che questo artista si adoperasse sempre di più con impegno nel soffiare bolle di sapone in ogni santuario dell’arte italiota…, in cui si nota poca apertura ad altri artisti e linguaggi a vocazione sperimentale. Le immagini di bolle di sapone nel Mambo sono evocate dall’artista, non solo come contestazione di esperiene stranote quale l’Arte Povera, ma vogliono, in generale, denunciare una prassi consolidata nel tempo di un sistema nazionale museale chiuso, malato e vischioso che non educa e divulga più.

      Un sistema che si concentra solo su pochi artisti eletti dai soliti e noti cortigiani alla corte dei padroni.
      Raccomando ai chierici ufficiali dell’arte di non far degenerare un divertente gioco praticato da bambibi in età prescolare in una rissa da bar.

      • Paolo

        Caro Savino Marseglia, è proprio come dici tu ! temo che l’autonomia dell’artista (quello non compromesso con il sistema) sia momentaneamente messo in disparte come se non contasse più, ciò che conta oggi è far parte di una casta curatoriale ben arrocata nei castelli dorati dell’arte.

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Paolo, non trovo alcun piacere ad essere un artista assistito da un critico d’arte, ancora meno da una casta di curatori. Mi imbarazza l’idea di finire etichettato e mummificato in qualche cappella dell’arte. Voglio essere considerato artista rifiutato e andarmene in mutande per le vie del mondo. Il che mi rende uno spirito libero e non mi imbarazza affatto il loro giudizio negativo.

      • Nicola Nuti

        Niente da aggiungere, Savino; solo una nota di colore: nel ’92, ma potrei sbagliare di un anno, il New Yorker pubblicava una vignetta dove si vede un direttore di museo e l’assistente che guardano sconsolati in un magazzino pieno di ombrelli rotti, assi rotte e inchiodate, barche sfondate, dicendo: ” E adesso, cosa ne facciamo di tutto questo?” Purtroppo saranno in molti, anche negli anni a seguire, a farsi la stessa domanda.

        • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

          Caro Nicola, ricordo bene la figura singolare di tuo padre ( Mario Nuti) ai tempi del Liceo Artistico. Mi sento orgoglioso di essere stato suo allievo. Ho sempre apprezzatto in tuo padre le doti di un’ insegnante antiaccademico: il suo modo particolare, anticonformista di porsi disincantato nei confronti di un certo mondo borghese, salottiero dell’arte, e le sue doti di artista di grande talento, libero da schemi fissi. Nelle lunghe discussioni, tuo padre mi diceva provocatoriamente: chi lavora in un Museo sul contemporaneo lo sa perfettamente: che alla lunga, sale, depositi e sottoscale, saranno colmi di tanti oggetti polverosi e inutili che riecheggiano la produzione antiartistica dadaista.
          un caro saluto,
          Savino

    • forzalino

      E devo dire che la galleria Placentia di Lino baldini è molto più importante del Mambo e delle sua storia “Gam”, fatta di assessorini, burocrazia e contenuti assenti o standard.

      Se ci pensate questa banale performance ha fatto venir fuori un carattere poco da arte povera del suo ideatore: “sono americano?”, “ti mangio la casa?”….robe da matti. I collezionisti dell’arte povera dovrebbero ridare indietro le opere, se non valessero due euro in croce.

  • Ma dai in fondo è bello che ci siano personaggi in giro che creano
    situazioni così divertenti riuscendo pienamente nel loro intento.
    Oltretutto è risaputo che ridere fa bene.
    E naturalmente dopo la performance di “presentazione “, ovviamente,tutti in fremente attesa del 17 dicembre 2011 per il percorso artistico.
    Chissà se ci saranno Germanno Celant e gli artisti dell’Arte Povera
    a contestare.

  • coso

    A me non sembra una contestazione. E’ un’azione, concomitante a un’altra azione, che che esprime un concetto. E’ una performance.
    Se io dico: “sono tutte balle” non sto dicendo: “quello che state facendo non dovreste farlo”, dico solo: “fate quello che volete, per me sono tutte balle”. “dite la vostra che io dico la mia”.
    E’ molto difficile trovare artisti giovani quanto Alberto Esse.

  • Daniele, Torino

    Sarà difficile che gli artisti dell’Arte Povera, (unti dal Re Mida), contesteranno le loro opere…

    • A Daniele Torino

      Guarda che mi riferivo alla mostra del contestatore a bolle di Bologna
      che presenterà il suo percorso artistico -come informa sopra il suo gallerista Lino Baldini- il 17 dicembre 2011.
      Ribadisco i miei dubbi sulla presenza all’evento di Celant e degli artisti Poveristi
      per contestare il contestatore. E del resto non si può essere sempre dappertutto,
      vero?

  • si va beh

    Si d’accordo, trovata simpatica (e sicuramente la reazione scomposta dei presenti palesa, quantomeno, mancanza di sportività) ma pur sempre due bolle di sapone. Ora, non mi sembra il caso di ricamarci sopra per giorni…
    E’ pieno di ragazzetti che in occasioni che concedono una certa visibilità si prodigano in iniziative (più o meno contro-) non autorizzate decisamente più articolate, più intelligenti e più qualunque cosa di questa; e i media ne registreanno sì e no un millesimo.

    Ovviamente il solito discorso dell’avere o meno un “nome”…

    • hm

      in effetti le bolle di sapone sono stradegne di una mostra da placentia arte di hamlin baldini . roba vuota fragile caduca e inconsistente, perfetta per la sua galleria .

      • Francesca, Torino

        Le bolle di sapone rappresentano un serio pericolo per l’Arte Povera a portata di ricchi. Tutti possono fare bolle di sapone, non hanno un prezzo…

        • hm

          e allora perchè precipitarsi a metterle in vendita in galleria? non noti l’ipocrisia di fondo? l’arte non mi risulta sia mai stata roba per poveri, sono mai esistiti collezionisti d’arte poveri? se vuoi roba trash potresti sempre collezionare adidas usate cucite da schiavi cinesi no? che bisogno c’è di comprarsi un’ipocrita foto di bolle inopportune operata da un livoroso pseudoartista che rosica da 40 anni? inoltre non capisco che senso abbia fingere di non essere interessati alla commercialità delle opere (le bolle di sapone non si vendono blabla il sole nella galleria di lucarossi non si vende blabla la mail blog art non si vende blabla le interviste relazionali agli amici di lucarossi non si vendono e le situazioni logorroiche di tino sehgal non si vendono blabla) e poi essere sempre in prima linea a interessarsi al mercato e al valore delle opere come parassiti insaziabili, anche lucarossi ragiona allo stesso modo —> Lo studio Baldini nasce per dare consulenza a persone che vogliono collezionare arte contemporanea.
          Le opere dei giovani artisti avranno un costo molto contenuto dando la possibilità a tutti di collezionare arte contemporanea. Una sezione del sito è dedicata agli artisti affermati dove i collezionisti potranno acquistare e vendere le proprie opere.

          Lo studio Baldini sarà a vostra disposizione per:

          * rispondere velocemente alle vostre domande
          * risolvere efficientemente le vostre richieste
          * proporvi una soluzione conveniente
          * perizie, stime delle vostre opere.
          * consulenze per l’acquisto o la vendita di opere d’arte.
          * consulenze per specifiche ricerche di opere d’arte.

          ma cos’è uno studio commercialista?

          • Francesca, Torino

            hm, Oggi rispetto al passato, vendere qualsiasi cagata prodotta nell’arte è regola assoluta: l’arte contemporanea produce di tutto, vende di tutto, afferra tutto e alla fine non si capiesce niente di tutto. E’ la specificità della nostra epoca che non distingue il tutto dal nulla…

  • Paolo

    Ora si sono messi tutti a fare i Boresta della situazione e tra poco non si potrà più fare una confernaza in pace che ci sara qualche R…. P…. con la sua contestazione, apprezzabile almeno la delicatezza di Alberto Esse piu poetico del caciarone sopra citato,

  • ertox

    Io c’ero, che ridere! Maraniello si è messo a urlare come una checca isterica, mentre quel parruccone di Celant minacciava “ti mangio la casa”! Tutto per due bolle di sapone! Che figura di emme.

    • Igino Benvenuto Supino

      sospetto da tempo che Maraniello sia di quella sponda, vista la misoginia che lo contraddistingue, oltre ad una malcelata invidia verso tutto ciò che proviene da colleghe donne…..

      • hm

        ma una registrazione delle urla da checca isterica di mara agnello non ce l’ha nessuno? voglio farci un remix gabber .

  • Igino Benvenuto Supino

    Sulla noia delle mostre al MAMbo non c’è più molto da scrivere: sono una consuetudine. Benvenuta quindi la performance di Esse, un po’ di leggerezza e vitalità giocosa in un museo ormai ingessato nel culto del “poverismo celantiano eccheriano”. La mancanza di fondi forse induce il Direttore Maraniello a fare ormai da sette anni solo marchette, anzi servilismo becero, invece di fare proposte più in sintonia con la sua generazione. Ma d’altronde, scopriamo l ‘acqua calda: l’inconsistenza culturale di una massa di curator o pseudo direttori appartenenti alla solita “fuffa” tronfia e ingnorante sistemata a dirigere gallerie e musei della quale credo presto si farà “Piazza Pulita”!

  • Io sono ancora allibito per la mostra di M. Day Jackson al Mambo; temo mostra preconfezionata per tour nelle periferia dell’arte internazionale e quindi poco costosa. Poi si lamentano dei tagli alla cultura, il pubblico vagava allibito per la mostra. Sembrava una mostra anni ’90 standard (new pop, hirst, koons, barney, ecc ecc) ma scarnificata e sbruciacchiata malamente; il set di un film B movie.

    Ma il discorso sul contenuto di questi musei (tipo anche Maxxi) è lungo: sono contenitori più simili ad insegne luminose che devono dimostrare ostinatamente la presunta modernità degli enti pubblici e privati che li sostengono. Tanto il pubblico in italia non c’è, basta proporre standard, laboratori per bambini e far quadrare il bilancio. Molto triste.

  • coso

    hm, per caso Baldini non ti ha fatto fare una mostra?

    • hm

      e anche se fosse? cosa cambierebbe scusa? nella sua galleria presenta roba pacchianissima nonchè fragile vuota caduca e inconsistente, vedi ultima mostra dell’amico di cattelan con tutti i soldi per terra : P . A . T . E . T . I . C . A .

  • therder

    Maraniello è un piccolo Celant… gente interessata solo al denaro ed al potere… considerano lla cosa pubblica loro proprietà..in Italia fanno strada

  • coso

    hm, dai che un po’ di livore ce l’hai. non prendiamoci in giro.

    • hm

      ma non prenderti in giro da solo con un nome fake valà baldicoso . pensa al livore mascherato di quello che interrompe una conferenza stampa per fare le bolle di sapone un quarto d’ora no stop sporcando tutta la sala e che tu inviti subito nella tua galleriuzza didascalica trash nichilista . e tutto questo solo perchè nel 68 è rimasto incagato . forse non lo sai ma se c’erano dei buttafuori in sala avrebbero anche potuto allontanarlo in malo modo, ed era nei loro diritti farlo . ciò non toglie che le frasi pronunciate da celant siano da infimo verme (‘io sono americano e ti tolgo la casa’ vale per tutte), ma questo non fa dell’artistucolo che tu inviti tutto tronfio qui sopra un artista degno della minima considerazione . right? ora mi puoi rispondere con un altro nome fake, ciao . anzi non rispondermi che se continui alla prossima inaugurazione vengo a tirarti dei gavettoni di piscio . è una performance perfetta per la tua galleria trash no? dovresti apprezzarla .

      • hm

        ah dimenticavo la performance secondo me finisce quando va a ledere lo spazio altrui, visto che alberto esse oltre che a prodursi in un gesto da attention whore ha impedito lo svolgersi di una conferenza stampa con la sua mossa inopportuna nonchè reso impraticabile il passaggio delle persone per vistose macchie scivolose sul pavimento non penso si possa considerare una performance . ma visto che per lino baldini baldicoso lo è si merita i gavettoni di urina in galleria . visto che fa già mostre con spazzatura disseminata per terra penso che potrebbe anche apprezzare un lago di piscio in galleria .

  • dean martin

    (A boy went back to Napoli because he missed the scenery)
    (The native dances and the charming songs)
    (But wait a minute something’s wrong)
    (‘cause now it’s)
    Hey mambo, mambo Italiano hey hey mambo mambo Italiano
    Go go go you mixed up Siciliano
    All you Calabrese do the mambo like-a crazy with the
    Hey mabo don’t wanna tarantella
    Hey mambo no more mozzarella

  • geafrost

    Tutta la mia simpatia all’insol(v)ente Alberto Esse. Ma contro Celant non c’è battaglia: per lui alle bolle seguono le fatture!!!

    • hm

      certo e anche il malocchio .

  • LorenzoMarras

    Altro che bolle il “nostro” ” benestante” Celant andrebbe seppellito dal silenzio.
    Dunque Taccio.

  • coso

    hm, non sono baldini. mi piace solo stuzzicare la gente risentita. non ci posso fare niente, mi diverte.

    • hm

      boh mi sembra che il solo risentito qui sia tu cioè baldini (evidentemente brucia molto il fatto che qualcuno ti abbia fatto scendere bruscamente dal pero quando tentavi di fare lo splendido lol —> “E devo dire che la galleria Placentia di Lino baldini è molto più importante del Mambo e delle sua storia “Gam”) , altrimenti non stavi a rivangare storie passate tirando in ballo un ipotetico livore, continua a colare bavetta e digrignare i dentini che mi fai tanto godere lol ciaociao baldicoso salutami lu(fa)ke rossi .
      ps
      anche lucarossi non è lucarossi e non vive a l’aquila lo sappiamo .

  • coso

    E comunque per me la risposta di Celant “io mi sono fatto la mia storia dell’arte povera, lei si faccia la sua” la trovo molto intelligente e rispettosa dell’espressione altrui.
    Infatti apprezzo la performance di Alberto Esse, ma non il risentimento per non essere stato messo tra i tredici. Fare una sua retrospettiva invece è proprio quel “fare la propria storia”. Alberto Esse dovrebbe dedicarsi solo a produrre la sua arte e le sue performance (come questa con le bolle), a dire la sua, e non perdere tempo a “contestare”, a cercar di dire che quello che fa un altro è sbagliato.

    • hm

      sese blabla celant ha reagito male e basta . la realtà è che i butta dovevano portarlo fuori prima e questa non è una performance, solo azione di disturbo .

  • coso

    La risposta di Celant è nella seconda parte del video, su youtube.

    • hm

      prima della seconda c’è la prima . e in ogni caso l’insoddisfatto frustrato e livoroso alberto esse (‘perchè io sono del 68’) le bolle poteva farsele fuori dalla stanza e fuori dalla galleria no invece di agire da attention whore lordando la galleria e imponendo attenzione non richiesta in un momento inopportuno . non è una performance, è attention whorismo di ultima, nemmeno nico poserlari fa sta robaccia . a quanto pare una mossa perfetta per placentia gallery e lino baldini baldicoso detto hamlin .

    • Giovanna, Torino

      Caso, una risposta che si commenta da sola: l’arte povera che si erige a cimitero del sistema museologico italiano.

  • coso

    hm, ti ripeto: non sono baldini. secondo te baldini (come chiunque) si mette a rispondere alle cose che dici?
    io non ho mai scritto un commento e mi pento e mi dolgo con tutto il cuore di averlo fatto. il tempo è prezioso.
    chiedo scusa anche a te per il tempo che ti ho fatto perdere.

    • hm

      dai basta la bavetta acida sta facendo un solco sul pavimento, contieniti dai .

  • hm

    – hm, ti ripeto: non sono baldini. secondo te baldini (come chiunque) si mette a rispondere alle cose che dici? –

    infatti non mi hai mai risposto lol è chiaro come il sole, d’altra parte hai ragione qui non si sta rispondendo alle cose ma solo ai cosi, agli oggetti parlanti, ai baldicosi baldini bellicosi fake in maschera .