Jim Carrey come Basquiat? L’attore americano còlto da un’improvvisa passione per i graffiti. Ma qualcuno glieli cancella…

“Mi sto divertendo un sacco, sono creativo, non mi sono mai sentito meglio in vita mia…”, commenta così la sua nuova fase “artistica” Jim Carrey. L’attore americano, còlto da un’improvvisa passione per le bombolette spray, sta infatti ricoprendo di disegni e stencil i muri e le serrande del suo studio di New York, al Village. […]

Jim Carrey graffitista

Mi sto divertendo un sacco, sono creativo, non mi sono mai sentito meglio in vita mia…”, commenta così la sua nuova fase “artistica” Jim Carrey. L’attore americano, còlto da un’improvvisa passione per le bombolette spray, sta infatti ricoprendo di disegni e stencil i muri e le serrande del suo studio di New York, al Village. In particolare, si diverte a disegnare un personaggio da lui inventato di nome Baba, “una divinità birichina che esiste nello spazio negativo”.
Il suo primo capolavoro però, è stato prontamente cancellato dagli addetti alla pulizia delle strade della Grande Mela, che ultimamente ha adottato la linea dura contro graffiti e disegni abusivi. “Lo capisco, queste persone hanno il loro lavoro da fare. Io ho il mio, e come artista rifarò il disegno. E loro possono ricancellarlo, mi sta bene. Pagherò anche le spese se vogliono”. E poi evoca nomi importanti, quando dice: “Basquiat non ha iniziato così? Non mi voglio confrontare con lui, ma molte cose interessanti sono venute da lì. E Bansky? Molta arte moderna viene dalla street art“.
Quello che forse l’attore americano non sa – come fa notare Hrag Vartanian di Hyperallergic – è che basterebbe avvisare la municipalità di non cancellare il graffito (dopotutto, è sulla sua proprietà), e questo forse basterebbe a risolvere la questione…

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • WTF?!?!?!
    Basquiat?!?!!?!
    Jim, please….ad ognuno il suo mestiere!