In diretta da Lione: prima giornata di anteprima, ottima qualità e intensità nelle due sedi della Biennale

Prima giornata di apertura per la stampa e i professionisti del settore, ieri alla Biennale di Lione. Molto fermento soprattutto alla Sucrière, la sede principale. Code all’apertura, molta gente fino alla chiusura. La qualità delle proposte appare di ottimo livello, l’allestimento travolgente per intensità, ma sempre leggibile. L’impressione è la stessa anche al Mac, l’altra […]

La Sucrière, una delle sedi della Biennale
La Sucrière, una delle sedi della Biennale

Prima giornata di apertura per la stampa e i professionisti del settore, ieri alla Biennale di Lione. Molto fermento soprattutto alla Sucrière, la sede principale. Code all’apertura, molta gente fino alla chiusura. La qualità delle proposte appare di ottimo livello, l’allestimento travolgente per intensità, ma sempre leggibile. L’impressione è la stessa anche al Mac, l’altra delle due sedi che accolgono la maggioranza delle opere. Qui spicca il confronto tra Marlene Dumas e Alberto Giacometti, oltre alle installazioni più che avvolgenti di Eva Kotatkova e Diego Bianchi; alla Sucrière, molti i punti forti, forse su tutto spicca la messa in scena di Breathe, pièce di Beckett, ripetuta più volte durante la giornata.
Hanno animato la giornata anche le performance di Ernesto Ballestreros, Laura Lima, Marina De Caro e Benjamin Seror, oltre a dibattiti e conferenze e al saluto di Thierry Raspail, direttore artistico, e Victoria Noorthoorn, curatrice.

– Stefano Castelli

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.