Il mondo visto da Shanghai. Arriva Sh Contemporary, tante le gallerie italiane che rispondono all’appello della quinta edizione

Fra le novità, una sezione dedicata alla fotografia, con un gruppo selezionato di gallerie ad essa dedicate, mostre e un premio, l’Asia Pacific Photography Prize (APPP), pensato per quegli artisti che abbiano sviluppato progetti inerenti alla regione del Pacifico. Se ne può parlare ormai come della principale fiera asiatica per l’arte contemporanea, parlando di Sh […]

Lo Shanghai Exhibition Center

Fra le novità, una sezione dedicata alla fotografia, con un gruppo selezionato di gallerie ad essa dedicate, mostre e un premio, l’Asia Pacific Photography Prize (APPP), pensato per quegli artisti che abbiano sviluppato progetti inerenti alla regione del Pacifico. Se ne può parlare ormai come della principale fiera asiatica per l’arte contemporanea, parlando di Sh Contemporary, che allo Shanghai Exhibition Center celebra dall’8 al 10 settembre la sua quinta edizione.
Diretta da Massimo Torrigiani, la rassegna vede la partecipazione delle più importanti gallerie cinesi accanto ad un gruppo selezionato di gallerie asiatiche, europee e americane. Tra i nomi ci sono Beijing Art Now, Beijing Commune, Boers-Li, Eigen+Art, James Cohan, Lin & Lin, Long March, Nature Morte, Pace Gallery Beijing, Pearl Lam Fine Art, Pékin Fine Arts. E non manca un bel gruppetto di italiane pronte ad affrontyare il lungo viaggio, da Galleria dell’Arco (Palermo/Shanghai) ad Ermanno Tedeschi (Milano, Roma, Tel Aviv, Torino), mc2 (Milano), Raffaella De Chirico (Torino), Continua (San Gimignano, Pechino, Le Moulin).
Accanto alle gallerie, progetti speciali divisi in quattro sezioni, dedicati sia ai talenti emergenti che agli artisti più conosciuti. Hot Spots presenta opere monumentali e site-specific di Birdhead (Song Tao e Ji Weiyu), Carsten Nicolai, He An, Heman Chong, Jiang Zhi, Kan Xuan, Lee Kit, Liang Yuanwei, Zhuang Hui & Dan Er, Zhou Xiaohu e Qiu Zhijie. First Issue si concentra sui giovani artisti che hanno esordito con mostre personali nel 2010-11, come Chen Ching-Yuan, Doublefly, Liu Gang, Liu Ren, Lv Miao, Lu Yang, Song Chen, Su Chang, Xie Molin, Xu Zhe, Ye Nan e Zheng Qiang.
The Video Room organizza proiezioni di videoartisti da Indonesia, Malaysia e Thailandia, tra cui Reza Afisina, Tanatchai Bandasak, Ade Darmawan, Martin Kristianto, Wattanapoom Laisuwanchai, Forum Lenteng, mentre The Search, un progetto creato da RogueArt (Malaysia), vuole mostrare come l’arte del Sudest asiatico venga categorizzata attraverso la letteratura, le mostre, il mercato e i media.

– Martina Gambillara

www.shcontemporary.info
Cinque volte Shanghai – Intervista a Massimo Torrigiani

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.