Dolomiti Contemporanee, parte seconda. Cinque nuove mostre, con tanto di padiglione su quattro ruote

La fresca estate di Dolomiti Contemporanee volge al termine. Un’estate energica, scandita da quotidiane fatiche. La difficile sfida di Gianluca D’Incà Levis e del suo staff si è rivelata vincente. Grazie alla collaborazione di tanti, tantissimi sostenitori, la cittadella dell’arte di Sass Muss ha offerto nuove prospettive all’ordinario scorrere del tempo delle incantevoli cime chiare: […]

Il sito di Sass Muss - foto G De Donà

La fresca estate di Dolomiti Contemporanee volge al termine. Un’estate energica, scandita da quotidiane fatiche. La difficile sfida di Gianluca D’Incà Levis e del suo staff si è rivelata vincente. Grazie alla collaborazione di tanti, tantissimi sostenitori, la cittadella dell’arte di Sass Muss ha offerto nuove prospettive all’ordinario scorrere del tempo delle incantevoli cime chiare: creando sinergie inattese (tra artisti, curatori, artigiani e aziende locali), sfruttando la potenza propria di un luogo di confine, recuperando storia e bellezza di spazi abbandonati e riqualificati (ex stabilimenti industriali dismessi), DC ha avuto coraggio e ha fatto centro.
Dopo il primo blocco di mostre, inaugurato lo scorso luglio, e dopo una serie di residenze-laboratorio con gli artisti coinvolti, ecco la seconda fase. Cinque le nuove mostre, affidate a sei curatori: Daniele Capra (Contractions), Gianluca D’Incà Levis (DC Pulse 2), Alice Ginaldi (Azimut), Francesco Urbano e Francesco Ragazzi (Dolomiten Hof Resort), Alberto Zanchetta (Padiglione Ics).

Padiglione ICS

Singolare quest’ultimo progetto,  temporaneo padiglione mobile dall’anima sonora. Trattasi di una Fiat Bertone X1/9 rosso fiammante (detta “ics” dagli appassionati del genere), da cui sabato 17 settembre, in occasione dell’opening, si diffonderanno le performance elettro-acustiche di noti artisti internazionali. Come un’anomala macchina del tempo, la vettura evocherà ricordi lontani: viaggi senza meta in compagnia di decine di audiocassette, con lo stereo “a palla” che passava compilation artigianali registrate su nastro. Sul filo della nostalgia, Zanchetta e D’Incà Levis hanno cucito insieme le sperimentazioni sonore di Steven Parrino, Gerwald Rockenschaub, Thomas Zipp, Jim Lambie, Martin Creed, Carsten Nicolai, Hans Schabus, Henrik Håkansson, Pavel Büchler, Carl Michael von Hausswolff, Jonathan Meese, Tommi Grönlund, Petteri Nisunen & Mika Vaini. Per un lungo trip notturno, a bordo della memoria.
Volete sbirciare tutte le novità di Dolomiti Contemporanee? Intanto beccatevi un assaggino fotografico del backstage, e poi, su Artribune Television, arriveranno regolarmente i video di tutte le mostre. Prestissimo.

– Helga Marsala


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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.