Cremona guarda lontano. Da Tim Rollins a Steve Piccolo, a Ettore Favini, un anno di creatività servita a studenti e giovani

Un nome non fa la qualità di un progetto, siamo d’accordo, ma può comunque dare un’indicazione di tendenza, di intensità. E qui il nome è di quelli “pesanti”: quello di Tim Rollins, notissimo artista newyorkese conosciuto soprattutto per il suo Kids of Survival (K.O.S.), impegnato da decenni sul fronte degli aspetti didattici dell’arte contemporanea. È […]

Un nome non fa la qualità di un progetto, siamo d’accordo, ma può comunque dare un’indicazione di tendenza, di intensità. E qui il nome è di quelli “pesanti”: quello di Tim Rollins, notissimo artista newyorkese conosciuto soprattutto per il suo Kids of Survival (K.O.S.), impegnato da decenni sul fronte degli aspetti didattici dell’arte contemporanea. È in sostanza un progetto di Rollins ad aprire a Cremona Arte contemporanea e territorio, programma coordinato su base annua che vede l’amministrazione cittadina spingere sull’acceleratore della creatività, in stretta collaborazione con il CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea, spazio non profit  del Liceo artistico Munari di Cremona.
Lunedì 19 settembre Rollins, una cui mostra è in programma alla Gamec di Bergamo, terrà in mattinata un workshop con una classe della scuola primaria, mentre alle 15 è in programma un incontro aperto al pubblico con gli studenti dei licei. E questa è solo la prima di una lunga serie di iniziative, mostre, incontri, laboratori che nei mesi a venire vedranno coinvolti personaggi come l’artista messicano Pablo Helguera, il musicista Steve Piccolo, e poi Ettore Favini, Valerio Rocco Orlando, Rosanna Buremi, Cesare Pietroiusti, Christian Frosi. Da settembre a luglio 2012, una serie di eventi dedicati alla videoarte, all’architettura, alla presentazione di libri di autori, progetti speciali, performance, che si allargheranno a coinvolgere spazi come il Teatro Monteverdi, diversi musei, S. Maria della Pietà, il Centro del Fumetto.

www.crac-cremona.org

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  • luca rossi

    Tutto molto bene, meglio una cosa in più che una in meno?
    Ma la didattica rivolta ai ragazzi prima dei 20 anni non serve a nulla, perchè costoro devono ancora affrontare cambiamenti determinanti e fatali nella loro crescita: queste manifestazioni rischiano solo di essere eventi fini a se stessi. Determinando ancora l’assenza di un pubblico realmente interessato ed appassionato per il contemporaneo. E quindi, di conseguenza, l’assenza di un sistema politico che riconosca il “miglior” sistema dell’arte piuttosto che Sgarbi o Giovanni Minoli.

    • gentile Luca, qui non si tratta solo di aggiungere una cosa in più o in meno nel mare magnum di un territorio semplicemente non abituato ad avere vicino la contemporaneità, ma il lavoro che conduciamo da ben trent’anni, iniziato con la fondazione di careof e tante altre esperienze, ci ha portato a considerare quanto sia importante e necessario ripensare a tutto il sistema dell’arte, a quello che definiamo creatività, all’insegnabilità, al nostro essere sociali.
      Il progetto del CRAC non è casuale, è nato nel Liceo Artistico di Cremona nel 2003, per offrire ai nostri studenti occasioni formative, che attraverso l’arte potesse favorire un’azione pedagogica per costruire una scuola partecipativa e decisionale nella creazione dei soggeti sociali, un’azione per partecipare, da protagonisti, al romanzo esistenziale e culturale di questa società contemporanea complessa.
      In tutti questi anni siamo riusciti a portare nella scuola circa 60 progetti di artisti, un’infinità di incontri con artisti e curatori, workshop e laboratori mirati, abbiamo curato due convegni sull’Arte contemporanea come progetto educativo in collaborazione con i Dipartimenti didattici dei musei italiani, con Fondazioni ed enti non profit, e tante altre iniziative che sarebbe lungo elencare. Da quest’anno il progetto del CRAC si estende al territorio, e l’offerta culturale sarà a disposizione di tutti. Dimenticavo… siamo riusciti a mettere su una biblioteca specializata di c.ca 6000 cataloghi e un’archivio più una sezione didattica per la conduzione dei laboratori, costituita da ex studenti.
      Questa è la nostra azione didattica… scusateci se ci crediamo.

  • luca rossi

    vorrei aggiungere una cosa: in italia la situazione della didattica è a livelli drammatici. Quindi queste iniziative sono solo da lodare. Io credo che se andiamo a chiedere pareri sul alcune opere ad un paesino africano, le persone esprimerebbero sicuramente pensieri più interessanti di moltissimi commentatori di artribune (spesso me compresa) e di tutti i commentatori attuali di exibart….per dire che la didattica è una dramma che vive tutto il pubblico italiano. E non si tratta di educare didatticamente ma di dialogare andando a fondo nelle cose.

  • G.

    Una goccia di apparente vitalità in un mare di provincialismo. Se vi capitasse di stare un po’ di tempo a Cremona, vi rendereste conto che queste iniziative non sfiorano minimamente la vita di una città sempre più morta, che ogni tanto prova a scimmiottare svogliatamente realtà più attive per non essere da meno del vicinato (dello stretto vicinato). Dopo le superiori i ragazzi possono solo andarsene, perché non hanno opportunità o quasi.