Chi non ricorda la polvere dopo il crollo delle torri? Un artista cinese commemora l’11 settembre con un’installazione fatta di pulviscolo e poesia zen…

Solide costruzioni alte centinaia di metri che in pochi istanti si trasformano in detriti e cenere. Sbriciolate in una nuvola di pulviscolo che avvolge tutto. Delle tante, indimenticabili immagini dell’11 settembre 2001, spiccano ancora oggi quelle che in cui si vedono persone completamente ricoperte di polvere bianca, fantasmi evanescenti in bilico sulle macerie, con lo […]

Xu Bing. Courtesy of the artist

Solide costruzioni alte centinaia di metri che in pochi istanti si trasformano in detriti e cenere. Sbriciolate in una nuvola di pulviscolo che avvolge tutto. Delle tante, indimenticabili immagini dell’11 settembre 2001, spiccano ancora oggi quelle che in cui si vedono persone completamente ricoperte di polvere bianca, fantasmi evanescenti in bilico sulle macerie, con lo sguardo lanciato aldilà di questo mondo.
Ed è proprio la polvere raccolta al World Trade Center nel settembre del 2001 – i detriti hanno poi ricoperto Manhattan per mesi, trasportati dal vento – la materia prima dell’opera Where Does the Dust Itself Collect (2011) di Xu Bing. L’artista cinese ha appena inaugurato l’eterea installazione nella vetrina di un negozio in disuso a Madison Square Park. I visitatori, che per vedere l’opera devono salire su una piattaforma sopraelevata, possono leggere le parole di un poema zen disegnate sul sottile strato di polvere: “As there is nothing from the first, Where does the dust itself collect?”.
Inaugurato lo scorso 8 settembre, il lavoro sarà visibile fino al 9 ottobre, mentre martedì 13 l’artista terrà una conferenza al Museum of Chinese in America per parlare dell’opera e commemorare le vittime della tragedia. L’installazione, esposta per la prima volta nel 2004 a Cardiff e vincitrice del prestigioso Artes Mundi Prize, fa parte del programma di InSite. Art + Commemoration, festival d’arte dedicato al decennale dell’11 settembre promosso dal Lower Manhattan Cultural Council.

– Valentina Tanni

insite.lmcc.net

Xu Bing. Courtesy of the artist

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.