Capire l’arte contemporanea? È come far parte di una gang di motociclisti. Parola di John Waters

Non è la prima volta che John Waters, appassionato d’arte contemporanea e collezionista, racconta pubblicamente la sua passione per la materia. Il regista statunitense, autore di alcuni dei film cult più amati degli ultimi trent’anni, ha infatti alle spalle una lunga liason con il mondo dell’arte e può persino vantare delle mostre personali in gallerie […]

John Waters

Non è la prima volta che John Waters, appassionato d’arte contemporanea e collezionista, racconta pubblicamente la sua passione per la materia. Il regista statunitense, autore di alcuni dei film cult più amati degli ultimi trent’anni, ha infatti alle spalle una lunga liason con il mondo dell’arte e può persino vantare delle mostre personali in gallerie prestigiose come Gagosian e Marianne Boesky, oltre che in istituzioni come il New Museum (famoso il suo collage che recitava “Contemporary Art Hates you… And Your Family Too”).
In una recente intervista video a cura del magazine Big Think, il regista ha paragonato l’esperienza di avvicinamento all’arte contemporanea con “l’entrata in una gang di motocilisti”, sottolineando, con il suo consueto gusto per l’ironico e il paradossale, il carattere chiuso ed elitario del sistema artistico attuale. Un sistema che si può comprendere, dunque, solo mettendosi nella condizione di “insider”, entrando, insomma, a far parte di un circolo, per non dire di una setta. Durante il corso dell’intervista Waters non manca di citare la sua opera d’arte preferita: si tratta di un quadro di Karin Sander, una tela esposta alle intemperie e dunque piena di muffa e altre sostanze tossiche: “sto ancora cercando di capire come possederla senza avvelenarmi”, scherza. Forse non tutta l’arte contemporanea ci odia, ma il genere che piace a lui certamente si…

– Valentina Tanni

bigthink.com/johnwaters

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Anonima

    mah…una gang di motociclisti ti può affascinare anche vista dal di fuori, non è necessario entrare nella “setta” per carpirne la bellezza….