Accostare antiquariato e design? Intrigante, a Milano la rassegna MIAMI ci fa pure un concorso

Giovani e antiquariato, connubio impossibile? No, sostiene MIAMI, la Manifestazione Internazionale Antiquari a Milano in programma fra l’11 e il 20 novembre prossimi. Che al tema dedica addirittura un concorso, che chiede ai futuri designer d’interni di arredare uno spazio che sia in grado di coniugare il gusto moderno/contemporaneo con una o più opere d’antiquariato. […]

Giovani e antiquariato, connubio impossibile? No, sostiene MIAMI, la Manifestazione Internazionale Antiquari a Milano in programma fra l’11 e il 20 novembre prossimi. Che al tema dedica addirittura un concorso, che chiede ai futuri designer d’interni di arredare uno spazio che sia in grado di coniugare il gusto moderno/contemporaneo con una o più opere d’antiquariato. Al vincitore verrà assegnato un premio di 3mila euro, e durante i dieci giorni di svolgimento di MIAMI una selezione delle migliori proposte pervenute sarà esposta in una mostra allestita a Palazzo Giureconsulti, sede della manifestazione.
Il bando, riservato agli studenti dei corsi di Design e di Architettura delle seguenti università italiane di Milano, Torino e Udine, oltre ai politecnici e Facoltà di Architettura e delle accademie Domus Academy e N.A.B.A., Milano, prevede la realizzazione di un plastico in scala 1:10, caratterizzato da un mix di tradizione e design. Le iscrizioni al concorso sono aperte fino al 15 ottobre e vanno inviate direttamente alla segreteria organizzativa: [email protected]

– Claudia Giraud

Bando: www.miamimilano.it/concorso-miami.html

  • augusta

    un’idea intelligente per un settore in crisi?

  • Cristiana Curti

    Può essere, cara augusta. Tutto ormai serve. Ma che tristezza pensare che un giovane designer o un giovane architetto abbiano necessità di cimentarsi con un tema che avrebbe dovuto essere nel DNA di entrambi…
    E ancor più che tristezza pensare al nostro sontuoso mobilier nazionale così snobbato dalle generazioni dopo la mia. Se si sapesse che costa meno una ribalta piemontese Luigi XVI vera che una sua brutta riproduzione…

    • augusta

      Certo, cara Cristiana, sono d’accordo con te ma come dici tutto, tutto ormai serve, tutti cercano d’inventarsi un’idea per cercare di suscitare un nuovo interesse.
      L’antiquariato sembra non suscitare alcun interesse, men che meno storico! Purtroppo.
      Vendite zero, così a pare, almeno per sentito dire.
      ho il dubbio che questa sia un’ipotesi di sopravvivenza…
      un caro saluto.

      • Cristiana Curti

        Vendite praticamente zero, cara augusta. Tutto al palo, tranne i pezzi davvero forti. Quelli (come ogni oggetto di livello, del resto) non restano mai fermi.
        Comunque, ribadisco ciò che spesso mi è capitato di scrivere, anche per recenti infuocate discussioni con artisti che non sanno più a che santo votarsi per non svendersi e non morire di fame al contempo (e non parlo di sconosciuti!), che il provvedimento migliore e risolutivo sarebbe la defiscalizzazione dell’investimento in arte. Sia che si tratti della singola opera sia che si tratti di un intervento di restauro, sia che si tratti di un intervento di sponsorizzazione tout-court.
        Al punto in cui siamo (e ci siamo già, dato che si sostengono i beni culturali con parte dei proventi del gioco d’azzardo/lotterie), mi pare che non sia più lecito alcun birignao. Come invece pare continui andar di moda ai piani alti.