Abc si presenta a Berlino come l’erede di Art Forum. E si prende anche le migliori gallerie, con ben dieci italiane…

È la prima a beneficiare della sospensione di Art Forum Berlin, “ereditando” molte delle gallerie che vi prendevano parte, e che ora la rendono la fiera più importante del territorio berlinese, almeno per quest’anno. About painting: già dal titolo abc Art Berlin Contemporary dichiara l’omaggio che vuole rendere alla pittura come medium e soggetto di […]

È la prima a beneficiare della sospensione di Art Forum Berlin, “ereditando” molte delle gallerie che vi prendevano parte, e che ora la rendono la fiera più importante del territorio berlinese, almeno per quest’anno. About painting: già dal titolo abc Art Berlin Contemporary dichiara l’omaggio che vuole rendere alla pittura come medium e soggetto di video, fotografia, installazioni e sculture. La quarta edizione occupa fino all’11 settembre due sale dell’ampissima location della Station-Berlin, anche in questo caso – come ieri segnalavamo per la Berliner Liste – anticipando le date di circa un mese. A partecipare sono 125 gallerie internazionali e 130 artisti selezionati da Rita Kersting (direttrice di Kunstverein fur die Rheinlande und Westfalen).
All’origine abc apriva le sue porte esclusivamente alle gallerie berlinesi; oggi è riuscita a mantenere una centralità verso gli artisti e i progetti artistici, pur incrociandosi maggiormente con il mercato. La selezione delle proposte ha permesso di coniugare le diverse prospettive delle gallerie con un tema trasversale che maschera l’atmosfera fieristica. L’Italia è rappresentata da ben 10 gallerie e due artisti, proposti però da due gallerie berlinesi: Gianfranco Baruchello da Galerie Michael Janssen ed Enrico David da VW-VeneKlasen/Werner. Ricco al solito il plotone delle gallerie milanesi, da Kaufmann Repetto con l’artista marocchina Latifa Kechakhch (1974) a Giò Marconi con Dasha Shishkin (1977) e Andreas Slominski (1959), Francesca Minini con Simon Dybbroe Moller (1976), Suzy Shammah con il giovane austriaco Florian Schmidt (1980), Zero… con Cezary Bodzianowsky (1968) e Gedi Sibony (1973). Da Torino giungono Norma Mangione con il tedesco Raphael Danke (1972) e Franco Noero con il giovane canadese Andrew Dadson (1980), da Napoli Fonti con l’artista tedesca Birgit Megerle (1975) e T293 con il giovane artista americano John Henderson (1984), mentre la romana Monitor si presenta con l’americano Adam Avikainen (1978). Da segnalare anche un’altra importante presenza tutta italiana, con l’eccellente catalogo edito da Mousse Publishing.

– Martina Gambillara

www.artberlincontemporary.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Il fatto che nessuna galleria italiana proponga italiani, mi sembra già sintomatico di una crisi interna che si protrae da molto tempo.

    Se non si recupera una critica d’arte libera e approfondita la situazione rimarrà tale; questo significa anche stimolare un pubblico inesistente in italia (più inesistente che in altri paesi).

    Ma in tutto questo i giovani operatori italiani continuano a vestire con pantaloni stretti e montature grosse e passare da una residenza a quell’altra come eterni peter pan…forse bisogna aspettare che finiscano i fondi della nonni genitori foundation…

    peccato, sveglia!