Quotazione in borsa e conquista di New York. Fa sul serio la casa d’aste cinese Poly Auction

È la più importante casa d’aste cinese, e terza al mondo per fatturato. Nata sei anni fa, è una creazione della società statale Poly Culture Group, che possiede numerose società del settore culturale. Ora Poly International Auction annuncia un paio di novità che non fanno che confermare che il boom orientale si rafforza anche in […]

È la più importante casa d’aste cinese, e terza al mondo per fatturato. Nata sei anni fa, è una creazione della società statale Poly Culture Group, che possiede numerose società del settore culturale. Ora Poly International Auction annuncia un paio di novità che non fanno che confermare che il boom orientale si rafforza anche in ambito culturale, strutturandosi anche nelle ramificazioni commerciali.
La prima news è la quotazione della compagnia in Borsa: Poly intende effettuare l’operazione all’inizio del 2012, dopo aver posato i primi “mattoni” nel 2009, investendo 107 milioni di yuan (16.6 milioni di dollari) nello Shanghai United Assets and Equity Exchange. Essendo una società statale, necessaria era la benedizione del Partito Comunista, che non ha tardato ad arrivare.
A differenza dell’altra grande casa d’asta quotata in Borsa, Sotheby’s, le azioni di Poly potranno essere scambiate esclusivamente a Shanghai, e da investitori cinesi. Inizialmente il mercato finanziario cinese era completamente chiuso agli investitori stranieri: aperto in qualche segmento dalla fine degli anni 2000, mostra ora forti segnali di liberalizzazione grazie alla sua veloce crescita, che porterà ad un’apertura ai capitali stranieri dal 2015. Lo scorso mese le autorità cinesi hanno dato via alla commercializzazione di Coca Cola, Unilever e HSBC nelle Borse cinesi.
L’altra novità, molto significativa anche se per il momento ancora riservata quanto a dettagli, è l’annuncio dell’apertura di una sede Poly a New York entro l’anno.

– Martina Gambillara

www.polypm.com.cn

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.