Premio Cairo 2011, secondo dell’era Luca Beatrice. Ecco i venti finalisti della dodicesima edizione

Lui è stato chiamato a risollevare le sorti del premio, dopo la bufera di polemiche scatenatasi con l’assegnazione del riconoscimento 2009 a Marzia Migliora, poi revocata perché l’opera non era inedita. E a quanto pare – fino a prova contraria – è riuscito nel compito, Luca Beatrice: è lui per il secondo anno consecutivo a […]

Lui è stato chiamato a risollevare le sorti del premio, dopo la bufera di polemiche scatenatasi con l’assegnazione del riconoscimento 2009 a Marzia Migliora, poi revocata perché l’opera non era inedita. E a quanto pare – fino a prova contraria – è riuscito nel compito, Luca Beatrice: è lui per il secondo anno consecutivo a curare il Premio Cairo, la cui fase finale si terrà a Milano alla fine di ottobre.
Intanto si è giunti all’individuazione dei finalisti, venti artisti italiani under 40 “proposti da dieci protagonisti del sistema artistico nazionale incaricati della selezione”. Gli artisti creeranno un progetto che sarà esposto dal 28 ottobre al primo novembre in una mostra allestita al Palazzo della Permanente, e tra questi lavori una Giuria, i cui membri non coincidono con il gruppo dei proponenti, sceglierà il vincitore del Premio Cairo 2011.
Beatrice Buscaroli ha proposto Francesco De Molfetta e Iva Kontic, Laura Cherubini Dario Guccio e Michele Guido, Eduardo Cicelyn Roberto Amoroso ed Eugenio Tibaldi, Cristiana Collu Emanuele Becheri e Giovanni Ozzola, Martina Corgnati Fatma Bucak e Coniglioviola, Angelo Crespi Svitlana Grebenyuk e Cristiano Tassinari, Paolo Manazza Laura Giardino e Giuliano Sale, Lea Mattarella Guglielmo Castelli e Gaia Scaramella, Anna Mattirolo Riccardo Benassi e Luana Perilli, Alberto Zanchetta Umberto Chiodi e Matteo Fato.
La Giuria che selezionerà i venti artisti presentati è composta da Flavio Arensi, Michele Bonuomo, Guido Curto, Gianfranco Maraniello, Marco Pierini, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Stefano Zecchi.

www.cairoeditore.it

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  • Laura Giardino è una persona innamorata dell’arte e che per lei ha lasciato un lavoro che la faceva stare tranquilla per un mondo difficile e spietato come è qello di cui stò parlando;quello delle gallerie d’Arte.Mi auguro venga apprezzato il suo lavoro e la forza filosofica di cui è testimonianza.Brava Signora Giardino continui così Un abbraccio da qualcuno che ha sempre creduto in Lei Sergio di Sipio,

  • Giorgio Gh

    Premesso che il premio Cairo non è certo il Turner prize, ma come si fa a proporre Francesco de Molfetta? E soprattutto come si fa a pretendere che un premio simile possa avere un minimo di credibilità se in giuria siede uno come Stefano Zecchi? Ma qualcuno ha mai letto ciò che scrive su Arte? In confronto Sgarbi sembra il curatore di Documenta di Kassel.

  • Luca

    Zecchi non scrive più per Arte. Questa assenza e il cambio di molte firme mi ha stupito, poi ho guardato e mi pare sia cambiato il direttore. speriamo rianimino anche Arte oltre che il Premio e basta, già il fatto che non sono più sempre gli stessi a scrivere e sempre degli stessi è un bene e le nuove firme sono anche autorevoli.

  • Premio Cairo. Ennesima arma di illusione e delusione di massa. Se vogliamo aggrappiamoci all’attesa del vedere le opere. Ma non credo che sia sufficiente:

    Quale ruolo, e quale sostenibilità futura, oggi per il giovane artista?

    Gli artisti invitati sembrano i pretesti per il contorno, esattamente come successo per il Padiglione Italia curato da Sgarbi. Non c’è alcuna messa in discussione di linguaggi ormai fuori dal tempo, che resistono solo perchè difesi sopra torri d’avorio da 4 operatori in croce (che lavorano nelle accademie italiane, terrore).

    Ma i giovani artisti, semmai sovvenzionati dal vero ammortizzatore sociale della giovane arte italiana (la nonni genitori foundation), sono ormai condannati ad una sindrome arrendevole, semmai rifugiati sul romanticismo del proprio ego-artista fine a se stesso. Dov’è il centro delle opere?

    luca rossi

    • Non mi sembra giusto il metodo dell’artista presentato.Ogni Curatore fa il nome di un artista a lui vicino. I giovani o i validi artisti di esperienza non hanno la possibilita’ di essere invitati a questo Premio.Grazie Antonio D’Amico