Pellizza torna a Palazzo Marino? Per ora torna a Volpedo, accompagnato dal Ricordo di un dolore…

L’obiettivo è di avvicinarsi il più possibile agli oltre 50mila visitatori che – in appena un mese – avevano preso d’assalto il paese nel 2001, anno del centenario del Quarto Stato, per l’occasione riportato nello studio dove fu concepito ed eseguito. Ed oggi al centro della querelle che ha riempito le cronache, con l’assessore Boeri […]

Il quarto stato in multiproiezione

L’obiettivo è di avvicinarsi il più possibile agli oltre 50mila visitatori che – in appena un mese – avevano preso d’assalto il paese nel 2001, anno del centenario del Quarto Stato, per l’occasione riportato nello studio dove fu concepito ed eseguito. Ed oggi al centro della querelle che ha riempito le cronache, con l’assessore Boeri ed il sindaco Pisapia intenzionati a scipparlo al Museo del Novecento per portarlo a Palazzo Marino.
Volpedo, minuscolo borgo dell’alessandrino, riabbraccia Giuseppe Pellizza, il “suo” pittore, con la sesta edizione di una piccola ma attenta biennale. Main event la mostra tematica – inaugura domani – sugli anni della formazione del maestro, allestita nell’atelier del pittore, oggetto a fine anni ’90 di un recupero filologico. In mostra le opere di proprietà della Fondazione che tutela e valorizza il patrimonio pellizziano, brani da collezioni private, ma soprattutto il celeberrimo Ricordo di un dolore in prestito dall’Accademia Carrara.
Un paese consacrato alla memoria del Pellizza, Volpedo. Per le viuzze del borgo, là dove dipingeva en plein air, cavalletti con le riproduzioni delle opere che lì sono nate; aperto già da tempo un museo didattico dedicato alla filosofia del Divisionismo; novità di quest’anno una sala con multi proiezioni tematiche sulle vicissitudini del Quarto Stato. Il 10 settembre la biennale entra nel vivo con l’inaugurazione di Dalle Accademie a Volpedo: in mostra le opere degli allievi oggi iscritti ad una delle diverse scuole frequentate a suo tempo dal Pellizza. Dopo la Carrara, Brera, la Ligustica di Genova e quella di Belle Arti di Roma, quest’anno porte aperte ai ragazzi dell’Albertina di Torino. Ad uno di loro assegnato, d’obbligo, il Premio Pellizza.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.