Paura o pretesto? Cancellata la tappa londinese di Scope Art Fair, ufficialmente a causa degli scontri che infiammano la Capitale…

Meglio salvare il salvabile, e concentrarsi su Miami, Basilea e New York. Potrebbe esserci questo, il momento disastroso per l’economia, dietro la cancellazione dell’edizione di quest’anno di Scope Art Fair a Londra, prevista per ottobre, ufficialmente a causa dei tumulti che hanno sconvolto la città in queste ultime settimane. In primavera si annunciava il trionfale […]

Meglio salvare il salvabile, e concentrarsi su Miami, Basilea e New York. Potrebbe esserci questo, il momento disastroso per l’economia, dietro la cancellazione dell’edizione di quest’anno di Scope Art Fair a Londra, prevista per ottobre, ufficialmente a causa dei tumulti che hanno sconvolto la città in queste ultime settimane.
In primavera si annunciava il trionfale ritorno di Scope a Londra, una risposta alla necessità di una fiera alternativa a Frieze, dopo due anni di pausa per osservare il mercato e le sue evoluzioni. Ma la stampa internazionale ha mostrato l’atmosfera che sta regnando nella capitale, rendendola indubbiamente poco appetibile per un weekend d’arte. È vero, a nessuno piacerebbe trovarsi in mezzo a questi scontri che hanno colpito indiscriminatamente gli esercizi commerciali dei principali quartieri londinesi, ma non potrebbe essere un pretesto per dare una pausa ad una fiera che non ha mai funzionato in pieno?
Le gallerie londinesi si sono trovate in disaccordo con questa decisione della sospensione, mentre quelle straniere la ritengono necessaria. Il rimborso per le gallerie già “arruolate” consisterà nello storno della quota di partecipazione su Scope Miami. Non è la prima volta che Scope viene cancellata, ad esempio Scope Hamtons si è fermata per tre anni di seguito, per la difficoltà nel trovare sufficienti gallerie partecipanti.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.