Niente vacanze? In tv c’è qualcosa che potrebbe fare al caso vostro. Su Sky Uno il martedì sera va in onda il reality show dell’arte

Negli States è andato in onda la scorsa estate, attirando tanti spettatori quante polemiche. Da noi, il reality show Work of Art – Pezzo d’artista è arrivato solo quest’anno ed è in programmazione da qualche settimana sulle frequenze di Sky Uno (ogni martedi sera alle 21.10 e in replica su Sky Uno +1 alle 22.10). […]

Negli States è andato in onda la scorsa estate, attirando tanti spettatori quante polemiche. Da noi, il reality show Work of ArtPezzo d’artista è arrivato solo quest’anno ed è in programmazione da qualche settimana sulle frequenze di Sky Uno (ogni martedi sera alle 21.10 e in replica su Sky Uno +1 alle 22.10). Frutto della sinergia tra la Pretty Matches, compagnia di produzione dell’attrice Sarah Jessica Parker, e la Magical Elves, responsabile di alcuni dei maggiori successi tv made in Usa, Work of Art è una specie di America’s Next Top Model applicato all’arte contemporanea, un programma a metà tra il reality e la competition, fatto di prove e sfide, ma anche di invasioni della privacy e battibecchi davanti alle telecamere.
Quattordici giovani artisti (o aspiranti tali) si contendono infatti la palma di “Next great artist”, oltre che un premio cash di 100mila dollari e una personale al Brooklyn Museum di New York. A condurre il gioco ci pensano la presentatrice China Chow e il re delle aste Simon de Pury, affiancati da altri tre giudici (il critico del NY Mag Jerry Saltz e i galleristi Bill Powers e Jeanne Greenberg Rohatyn). Ogni puntata vede poi la comparsa di un giudice d’eccezione e non mancheranno presenze eccellenti, come quelle di Andres Serrano e David LaChapelle.

La scheda del programma

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Cristiana P.

    …ed io che pensavo che l’arte fosse per pochi…
    Sono d’accordo nel rendere l’arte più accessibile e più comprensibile a tutti, ma non sottoforma di reality…in questa maniera anche la “categoria” degli artisti sarà messa a nudo dalle telecamere!
    C

    • hm

      per i futuri marco carta non è male . nemmeno come sottofondo di una lesboperformance di maria de filippi .

  • Ezechiele Tuttofuoco

    una vera e propria cagata titanica , attendiamo dunque il tanto e atteso nonchè prossimo diluvio che spazzi via tutto, sopratutto il sistema dell arte attuale ..corrotto fino alle ossa.. e purchè le abbia ..

  • Elsa G.

    Artisti che si sfidano nell’arena di un talent show, questo si che è veramente contemporaneo. Trovo molto interessante e godibile l’esperimento, anche perchè la giuria composta da galleristi, critici e dal banditore d’aste Simon de Pury, rappresenta un piccolo sistema dell’Arte. Non è necessario sempre criticare per far sapere da quale parte si sta.