Museo o padiglione temporaneo? Garantito da ben due marchi DOC, ha aperto a New York il BMW Guggenheim Lab

Carol Vogel, sulle pagine del New York Times, racconta quello che senza ombra di dubbio è stato l’opening più glamour della settimana, malgrado a Richard Armstrong non piaccia pensarlo così. Ha aperto al pubblico, infatti, il BMW Guggenheim Lab, dall’omonima casa produttrice d’auto, sponsor dell’iniziativa. Duecento metri quadrati circa, sito tra Houston Street e la East […]

Il BMW Guggenheim Lab

Carol Vogel, sulle pagine del New York Times, racconta quello che senza ombra di dubbio è stato l’opening più glamour della settimana, malgrado a Richard Armstrong non piaccia pensarlo così. Ha aperto al pubblico, infatti, il BMW Guggenheim Lab, dall’omonima casa produttrice d’auto, sponsor dell’iniziativa. Duecento metri quadrati circa, sito tra Houston Street e la East First Street, è progettato dallo studio giapponese Atelier Bow -Wow.
Il piano terra è una sorta di open space che può tranquillamente ospitare 300 persone, ma si tratta di una specie di struttura mobile in materiale trasparente e fibra di carbonio. New York sarà, infatti, solo la prima tappa di un progetto che girerà il mondo (i prossimi appuntamenti sono Berlino e Mumbai) e che durerà sei anni, almeno così nelle intenzioni dei giovanissimi curatori David Van der Leer e Maria Nicanor.
Non è tuttavia un museo effimero, ci informano. L’obiettivo è “andare a prendere la gente direttamente in strada”. Portare workshop, lectures, screening, giochi, performance e così via, tutti pertinenti al tema del “vivere lo spazio urbano”, che è il filo rosso del progetto. E, cosa strana per New York, tutti gratuiti. Quanto costa? Il museo, ci dice la Vogel, paga al Dipartimento Parks and Recreation della città 25mila dollari per usufruire del suolo pubblico, beneficiando di un piccolo sconto dovuto ai 250mila che i promotori hanno investito per migliorare il sito, collocato vicino ad un parco giochi.

– Santa Nastro

bmwguggenheimlab.org

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.