La polizia cerca reclute con una campagna pubblicitaria ispirata a Banksy. Succede in Nuova Zelanda

“Anche tu puoi fare qualcosa di straordinario. Diventa un poliziotto”. Così recita lo slogan della nuova campagna di recruiting della polizia neozelandese, che si è servita per l’operazione nientemeno che dello staff di una multinazionale dell’advertising come M&C Saatchi. Cavalcando l’onda del successo internazionale della street art, e della notorietà – soprattutto tra i più […]

La campagna pubblicitaria della polizia neozelandese

Anche tu puoi fare qualcosa di straordinario. Diventa un poliziotto”. Così recita lo slogan della nuova campagna di recruiting della polizia neozelandese, che si è servita per l’operazione nientemeno che dello staff di una multinazionale dell’advertising come M&C Saatchi. Cavalcando l’onda del successo internazionale della street art, e della notorietà – soprattutto tra i più giovani – di un personaggio come Banksy, l’agenzia ha avuto la brillante idea di sostituire le classiche affissioni con degli stencil applicati direttamente sui muri e realizzati in uno stile che ricorda molto da vicino quello del misterioso graffitista britannico. Le scene rappresentate, dipinte da un altro street artist, Otis Frizzel, sono tutte ispirate a fatti di cronaca realmente avvenuti e sono state posizionate nei luoghi dove si sono svolti (le città coinvolte sono Auckland, Wellington e Christchurch).
Nessuna sorpresa quando, dopo pochi giorni, i murali sono stati a loro volta ricoperti con scritte e tag con un evidente tono di protesta. Non sono infatti i poliziotti che danno la caccia a personaggi come Banksy? Ancora una volta, il mondo dell’advertising si rivela capace di assorbire e ridigerire qualsiasi elemento culturale, persino – come in questo caso – il meno opportuno.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.