Il tempo di commemorare. Partito il countdown per l’inaugurazione a New York del National September 11 Memorial

A dieci anni dall’attacco terroristico che sconvolse l’occidente e ne modificò la concezione della storia si avvicina il tempo della memoria. Dopo che sono stati selezionati oltre 5.200 progetti di artisti ed architetti provenienti da 63 nazioni, accantonate le polemiche, le teorie complottistiche ed i punti rimasti ancora oscuri, l’11 settembre 2011 inaugura ufficialmente il […]

A dieci anni dall’attacco terroristico che sconvolse l’occidente e ne modificò la concezione della storia si avvicina il tempo della memoria. Dopo che sono stati selezionati oltre 5.200 progetti di artisti ed architetti provenienti da 63 nazioni, accantonate le polemiche, le teorie complottistiche ed i punti rimasti ancora oscuri, l’11 settembre 2011 inaugura ufficialmente il National September 11 Memorial, il monumento che New York ha dedicato alle vittime dell’attacco alle Twin Towers.
Autori del progetto l’architetto Michael Arad ed il paesaggista Peter Walker, i quali si sono dovuti muovere tra compromessi ed aspettative enormi, riuscendo alla fine a mantenere intatta almeno la porzione di terreno denominata Ground Zero. Significativo a tale proposito che il memoriale, due fontane che si affiancano al museo progettato dallo studio svedese Snøhetta – attualmente presente anche a Roma, in mostra fino al 14 agosto al Macro Testaccio -, sia situato esattamente al «ground zero», al piano del terreno insomma, e che siano state scartate le numerose proposte di ricostruzione delle torri; da ricordare il progetto dello studio SANAA, quello di Norman Foster e quello del cosiddetto “Dream Team” composto da Peter Eisenman, Richard Meier, Charles Gwathmey e Steven Holl.
In rete è già in funzione la pagina web, con tanto di rendering del memoriale, spiegazioni dettagliatissime del progetto, visita virtuale in alta definizione ed un’apposita sezione dove prenotare il pass per accedere alla struttura.

– Alessandro Marzocchi

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Un progetto che definire banale ed indelicato, oltre che compositivamente superficiale, mi sembra eufemistico.