Glocalizzazione e democrazia. La Corea verso la seconda edizione di art:gwangju:11

Con una seconda edizione all’insegna della libertà creativa della Corea contemporanea, torna dal 31 agosto la fiera art:gwangju:11. La rassegna rappresenta il primo progetto culturale pubblico della neonata Gwangju Cultural Foundation, supportata dal Gwangju Metropolitan City Council, che mira a diventare un importante polo culturale della regione. Sarà “glocal” la parola-chiave di questa edizione, che […]

Con una seconda edizione all’insegna della libertà creativa della Corea contemporanea, torna dal 31 agosto la fiera art:gwangju:11. La rassegna rappresenta il primo progetto culturale pubblico della neonata Gwangju Cultural Foundation, supportata dal Gwangju Metropolitan City Council, che mira a diventare un importante polo culturale della regione.
Sarà “glocal” la parola-chiave di questa edizione, che guiderà le iniziative promosse da Museum Outlet, Videolet, Art & Company e la mostra Double Democracy. Una mostra che vuole sottolineare come Gwangju sia stata la prima città in cui presero piede i movimenti democratici della Corea moderna, e di come possano coesistere mercato e arte pubblica.
Oltre alle 70 gallerie internazionali e 11 di Gwangju, Museum Outlet ha invitato 13 istituzioni artistiche internazionali non-profit per la prima volta in una fiera commerciale, in cui verrà creato una sorta di outlet sotto il concetto-guida “compra un’opera di un grande artista ad un buon prezzo”.
Progetti speciali creati dalle gallerie presenteranno 10 opere video di artisti come Sam Taylor Wood della White Cube, William Kentridge per la Goodman Gallery, e Cao Fei di Vitamin Creative Space.

– Martina Gambillara

Dal 31 agosto al 4 settembre 2011
KDJ Convention Center – Gwangju, South Korea
www.artgwangju.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.