Fototour Artribune, destinazione Chelsea. Per scovare un Simone Bergantini che nella Grande Mela diventa “interior designer”…

Quali sono le influenze emozionali che le decorazioni e l’architettura di una stanza hanno sui suoi abitanti? Materia per Christopher Alexander, o per altri fautori dell’Architettura organica, che definirebbero tutto questo la “vitalità” dell’ambiente. Alla Miyako Yoshinaga art prospects – galleria newyorkese, in piena Chelsea – il tema diventa lo spunto per la mostra Interior, […]

Una veduta della galleria all'opening

Quali sono le influenze emozionali che le decorazioni e l’architettura di una stanza hanno sui suoi abitanti? Materia per Christopher Alexander, o per altri fautori dell’Architettura organica, che definirebbero tutto questo la “vitalità” dell’ambiente.
Alla Miyako Yoshinaga art prospects – galleria newyorkese, in piena Chelsea – il tema diventa lo spunto per la mostra Interior, appuntamento estivo che schiera quattro artisti che superano le etichette “del design modernista, minimalista, lo sterile formalismo e il razionalismo”, proponendo soluzioni che lasciano ampio spazio alla componente emotiva.
Variegata e multietnica la composizione della “squadra”: dal giapponese Satomi Shirai, alla statunitense Rita MacDonald, al danese Anders Ruhwald, fino al nostrano Simone Bergantini, con la serie fotografica Seminario sull’infantazia, storie di infanzia negata nelle periferie delle città più grandi d’Italia. Risultato? A voi la parola, noi vi forniamo un bel book fotografico della mostra…

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