Firmato: Vittor Scarpazo. Dai depositi del Museo Correr emerge una Madonna con Bambino attribuita a Carpaccio

Adesso, c’è da scommetterci, partirà l’abituale ridda di prese di posizione fra sostenitori e negatori dell’autenticità. Ma per il momento lo stato dell’arte è questo: l’esiguo catalogo delle opere del grande Vittore Carpaccio si arricchisce di una nuova opera giovanile. Stando a quanto scritto dal quotidiano La Nuova Venezia, si tratta di una Madonna con […]

Il dipinto attribuito a Carpaccio

Adesso, c’è da scommetterci, partirà l’abituale ridda di prese di posizione fra sostenitori e negatori dell’autenticità. Ma per il momento lo stato dell’arte è questo: l’esiguo catalogo delle opere del grande Vittore Carpaccio si arricchisce di una nuova opera giovanile. Stando a quanto scritto dal quotidiano La Nuova Venezia, si tratta di una Madonna con Bambino riemersa dai depositi del Museo Correr, che dopo il restauro e la pulitura ha mostrato con chiarezza la firma Vittor Scarpazo.
A sostenere l’autenticità il conservatore del Correr Andrea Bellieni, autore della scoperta insieme con il direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli. “Da una verifica successiva d’archivio che abbiamo compiuto – ha spiegato Romanelli al giornale veneziano – è emerso che già nella collezione di Teodoro Correr da cui proviene, il dipinto era già identificato con l’indicazione Carpaccio, il che fa pensare a quel tempo non avesse ancora subito manomissioni e risultasse ancora leggibile la firma dell’artista. Il dipinto verrà quanto prima esposto all’interno del museo”.

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  • Franciscus Urbinas

    Splendido ritrovamento. Voi di Artribune non sembrate particolarmente lieti. Eppure capolavori o grandi opere giacciono incolte ed a rischio in tanti sotterranei museali. Talvolta si tratta di manufatti di pregio che nulla hanno da invidiare alle opere esposte e riconosciute. Possibile che tutto questo patrimonio che segna anche un tracciato di elaborazione per la realizzazione degli oggetti d’uso, debba essere e rimanere nascosto? Ad esempio fare un candeliere era una operazione complessa e laboriosa. Committenti erano le chiese ma non si trattava affatto di prodotti seriali. Inoltre il tipo di lavorazione richiedeva artigiani attrezzati a “scolpire” il legno anche attraverso materiali effimeri come il gesso su cui si applicava di norma la foglia d’oro previa preparazione. Sono tutte operazioni che oggi sono sparite ma che, vigente l’antiquariato, possono invece trasferisi dai restauratori agli artigiani. Ed hanno un grande valore archetipo e formativo